LUGO (RA)
Domenica 30 marzo alle 16:30, nell’ultimo giorno di apertura della mostra «Altri libertini. Solitari, sconfitti, distaccati, ribelli», allestita nelle Pescheria della rocca di Lugo, è in programma una visita guidata con Massimiliano Fabbri insieme all’artista Vittorio D’Augusta.
L’ingresso alla mostra e la partecipazione alla visita sono gratuiti (non è necessaria la prenotazione).
La mostra disegna una costellazione che congiunge cinque artisti romagnoli irregolari e libertini. Due ceramisti e tre pittori: Gio Urbinati, Vittorio D’Augusta, Piero Dosi, Danilo Melandri e Claudio Montini, distanti tra loro per biografie, materie e ricerche poetiche, a quarant’anni dalla pubblicazione di Rimini e settanta dalla nascita di Pier Vittorio Tondelli.
Il progetto nasce da un’idea del gallerista Rodolfo Gasparelli e del direttore di Lugo Musei Massimiliano Fabbri, con un testo del critico e poeta Gian Ruggero Manzoni a cucire e sottolineare le differenti traiettorie di questi autori, potenti, imprevedibili e ai margini, con sculture, ceramiche, disegni e dipinti ancora nuovi e sorprendenti.
In questa mostra per la prima volta sono insieme, come a rivendicare una presa di posizione politica, che è quella di una provincia selvatica, anarchica e resistente, che non fa sconti e seppellisce spesso il fuoco sotto la cenere, ma da cui talvolta emergono e riaffiorano, quasi in modo inspiegabile, bellezza, ferite, esplosioni e cose meravigliosamente fuori tempo, che oggi ci sembrano attualissime. E stupende.
Dal testo di Gian Ruggero Manzoni: «(…) Una Bologna che fu di Tondelli, di Pazienza, di Freak Antoni e dei suoi Skiantos, di Lindo Ferretti, di ‘Bifo’, dell’Alinovi e di infiniti altri che poi molto hanno dato alla nostra cultura, sia underground sia accademica. Quelli furono anche i miei anni, e quelli di artisti altrettanto “irregolari” come i riminesi Giò (Giovanni) Urbinati e Vittorio D’Augusta, quindi del cotignolese Claudio Montini, del lughese Piero Dosi e del faentino Danilo Melandri… personaggi che tramite il loro fare continuarono a opporsi a ciò che reputavano un sistema sbagliato, un mondo in mano ai tiranni, agli opportunisti, agli affamatori, ai faccendieri, ai pirati… un mondo in cui l’uomo comune veniva messo al muro obbligandolo a consumare, a recitare una parte, a imbellettarsi di ipocrisia. Di solito le ‘sconfitte’ hanno una cattiva reputazione (soprattutto quelle rivoluzionarie); le vedi come delle debolezze, delle irrecuperabili cadute, invece, a volte, sono sane acquisizioni di esperienza, e questo in tutti i campi».
La mostra, a ingresso gratuito, sarà visitabile fino al 30 marzo, il giovedì e venerdì dalle 15.30 alle 18.30, il sabato e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15.30 alle 18.30.
L’esposizione fa parte del progetto Matrice, che collega nello spazio e nel tempo musei e altri luoghi storici della città di Lugo con arte, sguardi e movimenti contemporanei.


