AiaFolkFestival 2025 a Novi di Modena, un viaggio tra musica, arte e cultura dal 21 al 29 giugno con il tema RESTIAMO UMANI

FOLKLORE

17° AiaFolkFestival 2025 “Restiamo umani”

Dal 21 al 29 giugno a Novi di Modena Un viaggio tra musica, letteratura e arte

Poster for the 17th AiaFolkFestival 2025 in Novi di Modena, featuring the theme 'Restiamo umani' with event dates and key performers listed.

NOVI DI MODENA – Torna per la diciassettesima edizione l’AiaFolkFestival, l’evento culturale che dal 21 al 29 giugno 2025 animerà Novi di Modena con nove giorni di musica, letteratura, teatro e arte. Il festival, organizzato dal Coro Mondine di Novi di Modena, quest’anno porta il significativo titolo “Restiamo umani”, un invito alla riflessione sui valori fondamentali dell’umanità in un’epoca di grandi trasformazioni.

Tre persone sedute attorno a un tavolo all'aperto, con un laptop e diversi documenti, mentre discutono di un evento culturale.
da dx Diego Zanotti_Manuela Rossi_Carlo Moretti

Manuela Rossi, presidente del Coro Mondine di Novi di Modena, sottolinea l’importanza del tema scelto: “‘Restiamo umani’ non è solo il titolo di questa edizione, ma un manifesto culturale che attraversa tutti gli eventi in programma. In un mondo sempre più frammentato, il nostro festival vuole essere un ponte di connessione tra persone, storie e tradizioni. Per un piccolo paese come Novi, organizzare un evento di questa portata rappresenta una sfida importante, ma anche la dimostrazione che la cultura può nascere e prosperare ovunque ci siano passione e dedizione. Il Coro Mondine, forte della sua storia e delle sue radici nel territorio, si fa promotore di questa manifestazione perché crede profondamente nel potere aggregante della musica popolare, della letteratura e dell’arte.”

Gruppo di donne sorridenti in abbigliamento colorato, sedute e in piedi su un prato verde, con cappelli di paglia, durante un incontro all'aperto.
Coro delle mondine

Il programma, ricco e variegato, spazia dalla world music al gospel, dal folk al teatro di narrazione, senza dimenticare la letteratura e l’arte contemporanea.

Tre persone sedute a un tavolo all'esterno, con un computer portatile e documenti, davanti a una porta di legno e un muro giallo.
da dx Diego Zanotti_Manuela Rossi_Don Germain Kitcho Dossou

Diego Zanotti, responsabile dell’organizzazione, evidenzia i momenti più significativi: “Siamo particolarmente orgogliosi di ospitare personalità di grande calibro come Saverio Tommasi, giornalista per Fanpage.it, scrittore e presidente di Sheep Italia, che il 26 giugno dialogherà con Elisa Paltrinieri su ‘Le parole e la Memoria’. Non possiamo poi non sottolineare la rinnovata collaborazione tra il Coro Mondine e la Società Filarmonica Novese, che il 27 giugno si esibiranno insieme al Parco della Resistenza, confermando il forte legame tra le realtà culturali del nostro territorio. Un altro momento clou sarà il concerto di Lavinia Mancusi del 28 giugno con ‘¡REVOLUCIONARIA! Non si può fare una rivoluzione senza cantare’, che promette di essere una serata di grande impatto emotivo. La chiusura di domenica 29 giugno, sempre al Parco della Resistenza, sarà affidata alla simpatia travolgente di Maria Pia Timo con ‘La Romagnola biondo zabaione’ e al concerto finale di Amara con il suo ‘Amara Live Tour 2025’, per concludere in bellezza nove giorni intensi di cultura e divertimento.”

Un gruppo di persone sedute su panche sotto un grande tendone, in un incontro all'aperto, con una casa gialla sullo sfondo e un campo verde visibile.

Anche quest’anno non mancherà la parte artistica del Festival con RamificAZIONI – UrbanLandArt, giunto alla quinta edizione. Carlo Moretti, coordinatore artistico del progetto, spiega: “RamificAZIONI rappresenta l’evoluzione contemporanea del nostro festival, un dialogo tra tradizione e innovazione attraverso installazioni artistiche che trasformano gli spazi urbani.

Quest’anno le opere si svilupperanno nei Giardini della Parrocchia di San Michele Arcangelo, creando un percorso artistico che accompagnerà i visitatori per tutta la durata del festival. L’arte diventa così elemento di coesione sociale, invitando la comunità a riflettere sul proprio spazio e sulla propria identità attraverso linguaggi contemporanei. La curatela di questa edizione è affidata alla dottoressa Francesca Manzini, direttrice del museo Il Correggio.”

Il festival si aprirà sabato 21 giugno, presso i giardini della Parrocchia di San Michele Arcangelo, con l’inaugurazione di RamificAZIONI e il laboratorio di Raku “I fuochi di San Giovanni”, per proseguire con il Festivalino letterario che vedrà Pietro Marmiroli presentare “Sono qui per le amarene” di Anna Prandi e la serata musicale con il Progetto Parthenias che si esibirà in “Siren Tour”, incantevole neo-politan world music. Tra gli altri appuntamenti da non perdere: il concerto del Modena Gospel Chorus, serata in memoria di Don Ivano Zanoni (22 giugno), lo spettacolo “Storie invisibili – racconti di donne invincibili” narrate da Maria Giulia Campioli e accompagnate dalle sonorità dei Tupamaros (23 giugno), la presentazione del libro “Oltre l’abisso” di Elisabetta Tagliati in collaborazione con il Centro Antiviolenza Vivere Donna (25 giugno), e i concerti folk di Marmaja e I Giorni Cantati.

Ramificazioni 2025, quinta edizione di Urban Land Art all’interno del XVII AiaFolkFestival

Sculture di vetro artistiche a forma di foglie, illuminate da luci soffuse, esposte su basi bianche durante il festival.

Gli spazi esterni della Chiesa Parrocchiale di San Michele Arcangelo a Novi di Modena sono la nuova, suggestiva location che ospita la quinta edizione di “Ramificazioni”, la rassegna di Arte Diffusa all’interno del XVII AiaFolkFestival ideato e organizzato dal Coro Mondine di Novi di Modena.

Questo luogo, intriso di storia e segnato da un profondo legame con la comunità, offre un contesto unico e stimolante.

La chiesa parrocchiale di Novi di Modena è dedicata a San Michele Arcangelo e si erge quasi isolata a levante del centro abitato, in uno dei punti più elevati e ricchi di verde del nostro capoluogo.

Installazione artistica con grandi matite colorate di legno disposte in verticale accanto a un muro in mattoni, decorata con linee contorte di colori brillanti sul terreno.

L’attuale struttura risale alla metà del 1600 ed è il risultato di un integrale rifacimento di una quattrocentesca e cadente chiesa, a sua volta edificata su una preesistente pieve romanica dedicata a Santa Maria Maddalena; anche quest’ultima, a sua volta, risulta essere il rifacimento di un’antecedente pieve preromanica, citata per la prima volta nell’anno 980 ma risalente – secondo la Sovrintendenza – al terzo quarto del VI secolo (cioè tra il 550 e il 575).

Le testimonianze di questa quadruplice evoluzione architettonica della nostra chiesa erano ben conservate e visitabili, fino al sisma del 2012, nella zona degli scavi archeologici effettuati nell’area absidale nel 1993, nel corso di un complessivo restauro pittorico e del rifacimento della pavimentazione.

Partecipanti del festival AiaFolkFestival 2025 si riuniscono davanti a un'installazione artistica all'aperto, con bastoni arancioni che spuntano dal terreno e uno sfondo di edifici gialli.

E’ stato proprio nell’operare sul vecchio pavimento che sono venuti alla luce prima i basamenti di altari della chiesa quattrocentesca, poi i resti della fondazione semicircolare della pieve romanica e da ultimo la fondazione poligonale preromanica (che raggiunge la profondità di m. 3,28). La tecnica costruttiva delle due antiche pievi è caratterizzata dal costante riutilizzo di materiale romano, probabilmente ricavato da una vicina villa o da altri edifici romani esistenti nella zona e datati dal primo al sesto secolo d.C.

Della pieve romanica, riferibile al XII secolo, resta inoltre un prezioso elemento storico-artistico: una lastra marmorea (cm 115 per 170, nella terza cappella a destra) col bassorilievo del Cristo benedicente e i simboli dei 4 evangelisti, da sempre ritenuta un’eccellente opera di scultura campionese della fine del XII secolo.

Installazione artistica di opere metalliche colorate che simula una parete decorativa, con cerchi gialli, rossi e verdi, in un contesto naturale e luminoso.

Da ricerche archivistiche risulta inoltre che il suddetto bassorilievo è stato scolpito sul retro di una lapide facente parte di un sarcofago romano del primo secolo d.C.

La dottoressa Francesca Manzini, direttrice del museo Il Correggio, curerà questa edizione che vedrà le opere di:

Manuela Bedeschi, Gianni Bellesia, Tiziano Bellomi, Fabrizio Benaglia, Azeglio Bertoni, Caterina Borghi e Roberto Alessandria, Giuseppe Branà, Susan Cavani, Emanuela Cerutti, Luigi Colli, Ivana Galli, Sara Gelmini e Carlo Moretti, Davide Ghiacci, Simona Giova, Roberta Grigolon, Paolo Guerra, Alessandro Manfredini, Simonetta Montagna, Franco Mora, Ermanno Poletti, Tytty San, Domenico Scolaro, Lawren Spera & Steve Ingham, Marco Torazzi.

Cascina degli Artisti:

Angelo Baldaccini, Pier Riccardo Bertolino, Fabrizio Bussotti, Enrico Manelli, Giuseppe Modena, Lamberto Papotti, Stefano Rambaldi, Agostino Salsedo, Paolo Sighinolfi, Marco Fornaciari.

Carlo Moretti, coordinamento artistico

Sarà possibile ammirare le opere nella giornata di Sabato 21 e Domenica 22 giugno durante le manifestazioni in programma.

Il 23, 25, 26, 27 giugno

dalle ore 18 alle ore 20.30

Sabato 28 giugno dalle 10

alle 12.30 e dalle 18 alle 20 e domenica 29 giugno dalle 10 alle 12.30.

La manifestazione si avvale del patrocinio del Comune di Novi di Modena e della Regione Emilia-Romagna, oltre al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi. Gli organizzatori esprimono la loro gratitudine a queste istituzioni per il sostegno fondamentale che consente la realizzazione di un evento di tale portata culturale.

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