Rinnovabili e Biogas nell’Alto Mantovano sollevano grandi preoccupazioni tra cittadini e autorità, sfidando la trasparenza e la salute pubblica

ALTO MANTOVANO – Le fonti rinnovabili per la produzione di energia sono sempre più al centro del dibattito in questi mesi.

Rendering del nuovo impianto di biometano e la rotonda per la movimentazione dei mezzi

Il più delle volte le soluzioni prospettate in vari territori del mantovano, vedi impianti fotovoltaici a terra, impianti di biogas e di biometano, stanno creando tra le persone più preoccupazioni che consensi.

Ad Asola, Casalmoro, Acquafredda, ad esempio, tre impianti di biogas dopo 15 anni sono giunti a fine incentivi e anziché spegnerli e bonificare le aree, operazione considerata un toccasana per un territorio, quello virgiliano, che svetta in Lombardia per il consumo di suolo con 615,59 Mq/abitante, sono divenuti sempre più oggetto di speculazione, non  a caso sono stati rilevati da una società di Snam.

Da sottolineare che questi terreni una volta riportati alla propria fertilità potrebbero produrre cibo che oggi si è costretti ad importare.

Bioenerys, società partecipata al 100% da Snam, quindi non agricola, ma che produce energia, vuole convertire i biogas in biometano per prolungare gli incentivi pubblici di altri 15 anni. Impianti, quelli di biogas, che si stanno rivelando in perdita in virtù del fatto che non disponendo più degli incentivi non produrrebbero profitto .

Rendering nuovo impianto di biometano ove vi era un impianto di biogas

Impianti privati, quelli che si vorrebbe convertire in biometano, serviti da un metanodotto di 19 km fino da Asola a Castiglione delle Stiviere che passerà nei campi di un centinaio proprietari.

Tutto questo ad insaputa dei cittadini, compresi i proprietari dei terreni stessi che stanno ricevendo missive di accordi bonari. Un comportamento questo che sembra violare i dettati della Convenzione di Aarhus legge dello Stato Italiano che prescrive informazione, partecipazione e coinvolgimento dei cittadini nei processi decisionali laddove ci sono impianti con impatti ambientali e sanitari.

I Sindaci sono autorità sanitarie locali, perché non stanno informando i cittadini che gli impianti porteranno ulteriore inquinamento?

La mobilitazione dei cittadini non si è fatta attendere e in rappresentanza dei territori coinvolti è stata condivisa e sottoscritta la richiesta di accesso a tutti gli atti e depositata al Comune di Casalmoro.

Firme di cittadini di Casalmoro,  Gruppo consigliare “Agorà” di Acquafredda, Comitato Impatto Zero di Carpenedolo e Comitato No polo logistico di Castiglione delle Stiviere. Perché, si chiedono i promotori dei vari comitati, se gli impianti sono così utili rimangono segreti, pratiche autorizzative comprese?

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