La parola che interroga: uno spettacolo emozionante di MASCI a Medole, il 25 Ottobre. Un dialogo tra fede, arte e partecipazione

Maurizio interpreta Don Primo

L’esperienza e i successi riscontrati negli ultimi anni nelle varie rappresentazioni, effettuate in alcune chiese e in qualche teatro della diocesi di Mantova e di Cremona, hanno spinto la Comunità MASCI Mantova 1, ad accogliere con entusiasmo l’invito da parte dell’Ufficio Cultura del Comune di Medole, a presentare “La parola che interroga” nel teatro comunale di Piazza Castello, sabato 25 Ottobre alle ore 21:00.

L’organizzazione dello spettacolo da parte del Comune, in relazione al tema trattato (gli alti e bassi di un cammino di fede), ha visto il prezioso coinvolgimento in primis della Parrocchia di Medole e successivamente di tutta l’Unità Pastorale LE PIEVI. Lo spettacolo vedrà la presenza di RADIO ALFA della vicina Castel Goffredo, nota emittente radiofonica locale particolarmente ascoltata nell’alto mantovano e nella bassa bresciana.

Paolo interpreta Berto

Lo spettacolo solleva emozioni ed interrogativi grazie ad un dialogo aperto tra don Primo Mazzolari e Umberto Bellintani: due figure potenti e significative della storia e della terra mantovane: il primo, sacerdote parroco a Bozzolo negli anni ’30, e il secondo un poeta, vissuto a Gorgo, una contrada di San Benedetto Po, morto nel 1999. Tra loro una corrispondenza epistolare interessantissima e appassionata: è questo il presupposto dello spettacolo che la comunità Masci Mantova 1 di Cerese ha scritto e messo in scena.

L’idea di fondo è stata quella di mostrare come due personalità interessanti, partendo da storie e posizioni sulla fede diverse, si confrontassero su grandi temi della vita: il tema del limite e del dolore, il tema dello stupore di fronte alla bellezza, il tema della partecipazione e dell’impegno, attraverso le lettere che si sono scambiati negli anni ’50 e che sono stati resi noti nel 2014 da Passigli Poesia nel volume “Forse un viso tra mille”.

Paolo il narratore

La rappresentazione teatrale è sostenuta da musiche dal vivo: le canzoni, così come interpretate, sollecitano esperienze di riflessioni e permettono all’ascoltatore di partecipare con particolare coinvolgimento emotivo. 

A seguito delle rappresentazioni già effettuate (lo spettacolo ha visto il debutto all’inizio del 2023), testimonianze dirette hanno presentato attestati di stima alla comunità Masci per il messaggio particolarmente emozionante ed attuale, invitando la comunità stessa a continuare nella divulgazione perché “nulla vada perduto”. Così infatti, il calendario è in costante aggiornamento e anche il gruppo, composto da circa 30 persone, è in continua evoluzione proiettato sulla semplicità del “fare del proprio meglio” dilettandosi tra i vari ruoli di attori, musicisti e tecnici. 

L’ingresso è libero ma sarà particolarmente gradita un’offerta a sostegno dell’attività MASCI

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