FINO A DOMENICA 16 NOVEMBRE A CREMONA LA FESTA DEL TORRONE
SUCCESSO GRANDIOSO PER IL PRIMO WEEK END DELL’EVENTO
L’edizione numero 28 della Festa del Torrone di Cremona, un’esperienza che incanta i sensi e riscalda il cuore, è In programma anche tutta la settimana, fino a domenica 16 novembre. La storica kermesse, organizzata dalla SGP Grandi Eventi del carpigiano Stefano Pelliciardi, ha già portato nel cuore di Cremona nei suoi primi giorni decine di migliaia di persone per un mix unico di gusto, spettacolo e tradizione.
“Un avvio scoppiettante: Cremona – ha dichiarato il sindaco Andrea Virgilio – accoglie una folla numerosissima proveniente da tutta Italia, con un entusiasmo che ha animato vie e piazze fin dalle prime ore. È un inizio più che positivo per la Festa del Torrone, che sempre di più mette al centro la nostra città, le sue tradizioni e le imprese che le danno vita, generando cultura, lavoro e accoglienza. Ringrazio gli organizzatori, la Polizia Locale, le Forze dell’Ordine e la Protezione Civile, insieme a tutte le realtà cittadine che contribuiscono alla riuscita e alla sicurezza dell’evento”.
“Questa manifestazione non solo conferma il suo successo ma clamorosamente migliora anno dopo anno i numeri delle edizioni scorse. – commenta Stefano Pelliciardi – É stato un primo week end incredibile. In linea con lo scorso anno, oserei addirittura dire con un leggero incremento”.
Sold out tutti gli appuntamenti al PalaTorrone ma grande successo anche per gli eventi tra le vie del centro dal Corteo Storico per la rievocazione del matrimonio tra Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti dove si narra sia nato il torrone ma anche la mostra fotografica in occasione dei 50 anni dell’uscita al cinema del celeberrimo film con Ugo Tognazzi “Amici Miei”.
Una kermesse cultural gastronomica che ha invaso le vie del centro di Cremona di sapori e profumi del torrone che aprono il periodo natalizio.
Stand aperti quindi tutta la settimana fino a domenica 16 novembre a Cremona, nel centro storico.
La manifestazione è promossa e sostenuta dal Comune di Cremona e dalla Camera di Commercio di Cremona, con il patrocinio di Regione Lombardia, Provincia di Cremona e Fondazione Cariplo. Tutto questo grazie anche agli sponsor che, anche quest’anno, confermano il loro supporto: Sperlari Srl, Rivoltini Alimentare Dolciaria srl, Vergani spa, Pernigotti spa e il Centro Commerciale Cremona Po.
I DUE SHOWCOOKING DI EDOARDO RASPELLI ALLA FESTA DEL TERRONE:
CHICCO CEREA (“VITTORIO” DI BRUSAPORTO, BG) E DARIO LOISON
Domenica 9 sono stati due gli appuntamenti di Edoardo Raspelli con le eccellenze. In un primo incontro Raspelli ha intervistato Enrico “Chicco” Cerea, Executive Chef e patron del celeberrimo ristorante “Da Vittorio” di Brusaporto (BG). Figlio d’arte, Cerea è oggi uno dei nomi più autorevoli dell’alta cucina contemporanea: il suo stile, elegante e innovativo, nasce da una passione autentica e da un’instancabile voglia di sperimentare, sempre nel rispetto della tradizione. Il pubblico ha potuto degustare due versioni di Panettone di Cerea e l’immancabile cannoncino che per l’occasione era stato rivisitato con una granella di torrone.
Un secondo incontro in chiusura della prima domenica della kermesse con il vicentino (di Costabissara) Dario Loison per rappresentare l’eccellenza nel mondo dei lievitati artigianali e non solo: le sue creazioni, frutto di una lunga ricerca tra arte pasticcera e innovazione, sono diventate un punto di riferimento nel panorama dolciario italiano ed estero.
Oggi, 85 anni dopo, Loison Pasticceri è presente in oltre 70 Paesi e rappresenta una delle eccellenze più riconosciute dell’alta pasticceria italiana da forno. La trasformazione è avvenuta sotto la guida attenta di Dario Loison, terza generazione che ha saputo tessere un filo invisibile ma resistente tra la tradizione del lievitato artigianale e un approccio decisamente moderno: internazionale, innovativo e sostenibile.
Il maestro dei lievitati ha fatto degustare al pubblico presente il suo panettone ad altissima digeribilità grazie alle lavorazioni che restano lente, fino a 72 ore con ingredienti d’eccellenza anche molto ricercati.
Al fianco di Edoardo Raspelli, l’affascinante Priscilla Gatta, promoter fotomodella e fascia nazionale di Miss Senza Trucco al concorso Miss La Più Bella del Mondo del pavese Cesare Morgantini.
RASPELLI ED I RISTORANTI TOP
NEI SUOI SOCIAL : Facebook, Instagram, TikTok
A TAVOLA CON RASPELLI
NELL’ IMMENSA VERDE CAMPAGNA TRA LODI E CREMA
UN GHIOTTO RUSPANTE AFFASCINANTE RIFUGIO
Casaletto Ceredano (Cremona) via al Porto 19
IL REMOLINO
Tel. 328.9017339
www.ilremolinoristorante.it
info@ilremolinoristorante.it
Chiuso lunedì sera e tutto martedì
VOTO ALLA CUCINA: 16/20
PROVATO IL 9-11-2025
Ma in provincia di Cremona dove, tra una grandiosa Festa del Torrone e l’altra ho mangiato dovunque, in quale posto ”nuovo” potrò mai andare ?! Mi sono fatto questa domanda, ho lasciato i fantasmagorici ghiotti stand dell’evento creato da Stefano Pelliciardi e mi sono inoltrato verso il nord della provincia, tra Lodi e Crema.

Nel cuore della campagna, in un angolino verde ed appartato, tra luci soffuse, una porticina immette in questo antro della gola francamente inaspettato. Nel caldo fascino di un grande camino, in una sala semplice ma accurata, con un servizio cordiale ed educato, eccovi sorprendenti leccornìe per un pranzo od una cena che non dimenticherete.
Con le note avvolgenti e soffuse dei capolavori dei Nomadi, con ancora Augusto Daolio a fianco di Beppe Carletti, lo chef e patron Christian Veltre vi presenta un menu di 5 piatti diversi per ogni servizio. Per un menu medio completo di 4 piatti spenderete 65/75 euro a testa (di cui 3 di coperto ed 1,5 di acqua filtrata) per leccornie che potrete accompagnare con il perfetto pane fatto in casa (magari intinto anche nel grande olio ragusano della Tenuta Chiaramonte): dopo il ghiotto pre antipasto cortesemente offerto ecco la succulenza della carne cruda della meravigliosa Razza Bovina Piemontese in salsa tonnata, il magistrale risotto Carnaroli con il sugo di ossobuco, la straordinaria grassa bontà dell’anguilla marinata ed arrostita o delle meravigliose costine di maialino.
Tra i cinque dolci della casa erano perfette la crema catalana e la celebre soda croccante torta di Lodi, la tortionata, con lo zabaglione.
Anche in questo caso mi scappa un: “MA SIETE ANCORA LI’ ?!”
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IN APERTA CAMPAGNA ALLE PORTE DI CREMONA
GROSSA AMABILE BUONA E FAMILIARE TRATTORIA
Castelverde (Cremona), frazione Livrasco, via Ossalengo 58
FRANCA E LUCIANO
0372.427259
info@trattoriafrancaeluciano.it
www.trattoriafrancaeluciano.it
Chiuso tutto lunedì e le sere di martedì e di mercoledì
VOTO ALLA CUCINA:13.5/20
Bella, elegante, attiva, comoda, ricca, si specchia nelle rotondità delle sue 4 T: Turun, Turass, Tetass e…Tognazzi. Ma anche Terra, Territorio, Tradizioni: la Terra che calpestiamo, che ogni tanto distruggiamo, che coltiviamo; Territorio: l’ambito geografico di quella data terra; Tradizioni: se è lecito (perdonate l’azzardato vanitoso accostamento autoreferenziale) per Pier Paolo Pasolini erano i dialetti, per me anche gli usi, i costumi, gli abiti, le ricette ed i piatti di quella data terra, di quel dato territorio.
Cremona è nel cuore del cuore dell’agricoltura italiana: se la regione, la Lombardia, produce il 40 per cento del latte italiano ed alleva 2 milioni di maiali l’anno (che vengono ”trasformati” in prosciutto di Parma e di San Daniele, soprattutto), la provincia della città di Tognazzi divide il primato assieme a Mantova e Brescia.
Se dal centro di Cremona puntate verso nord, verso Brescia e Rovato, in un pugno di chilometri siete nel cuore della campagna ed è un altro mondo. Fuori, lungo i campi di granoturco non ancora rivoltati, oggi serpeggiano smozzicate le stoppie; nell’aria avrete l’afrore, l’odore, il profumo, degli animali che vi circondano con la impalpabile testimonianza della loro presenza.
In questo sobborgo di Castelverde, un tuffo all’indietro: qualche villetta semplice si accosta, davanti all’aperta campagna, a qualche stalla ed a case cariche di anni e di acciacchi, anche se conservate.
Anche gli spazi sono quelli della campagna aperta: per parcheggiare, avrete davanti a voi la lunga strada poco trafficata, uno sterrato di fianco ed un altro proprio di fronte alla bussola d’ingresso di questo locale che porta ancora nell’insegna il ricordo e la presenza dei genitori fondatori, Franca e Luciano Venturini.
Una bussola di legno e vetro vi immette in questo posto rimasto come una volta: accanto al banco del bar qualche tavolo dove bere una cosa avendo davanti la TV accesa e, tutto attorno, foto magliette e ricordi del mondo del calcio: da Alberto Giardino a Gianluca Vialli, dal Milan alla Cremonese (testimonianza del successo popolare di questo ruspante locale).
Un posto alla buona, simpatico, caciarone, travolgente, pieno di calore, non certo inamidato: lo manda avanti il trascinante confidenziale patron Corrado (con la moglie Benny in sala), mentre la sorella Roberta ed il cognato Giuseppe sono in cucina per sfamare chi cerca (e qui trova) un posto dove si spendano per mangiare 40-45 euro.
I tavoli si spalmano in sale e salette, vicini vicini in un ambiente rustico, dove predomina il legno e dove qualche rusticheria si mescola al camino, alle contadinerie, al calendario dei Carabinieri.
Ruspante il tutto e ruspante anche la cucina, che potremmo definire ”nazional popolare”: dove non si arriva a fare tutto in casa, si compera fuori con un occhio al portafogli dei clienti (che, in gran parte, sono habituè che ritornano con amicizia ed affetto): nel piattone degli antipasti, deliziose casalinghe polpette, perfetta insalata russa e strepitosa giardiniera (anche più buona di quelle della Cascina Pizzavacca della famiglia Pisaroni della vicina Villanova sull’Arda, PC), la frittata, la torta fritta, i corretti affettati, la meravigliosa mozzarella di latte delle bufale che vengono munte da Le Bufalizie negli allevamenti della confinante Grumello Cremonese ed Uniti.
E poi i buoni gnocchi con asparagi, il risotto giallo cui un tocco di liquirizia non toglie nulla, i tortelli di speck, i perfetti anolini in buon brodo, i petti d’anatra, il semifreddo al torroncino, la panna cotta, il Vulcano…
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A CREMONA ACCANTO AL DUOMO UN LOCALE
RAFFINATO E DALLA BUONA IMPORTANTE CUCINA
Cremona, via Sicardo 3 (piazza Duomo)
IL VIOLINO
Tel.0372.461010 fax 0372.531759
info@ilviolino.it
www.ilviolino.it
Chiuso domenica sera e tutto lunedì
VOTO : 15/20
Veniteci a piedi; una volta tanto lasciate la macchina un po’più in là e godetevi la bellezza del cuore di Cremona, la città delle 4T, una in più delle mie: non Terra Territorio Tradizione ma Turun,Turass e (se è lecito)Tetass. Ultima ma non ultima, Tugnaz, in memoria del sommo attore comico (e non solo) del nostro Paese, ghiottone che si fingeva cuoco (l’ho scoperto io davanti al presunto suo risotto allo spumeggio), amabilissimo, per il resto, compagno di tavola decenni fa al San Domenico di Imola con Valentino Marcattilii chef ragazzino bravissimo e Gianluigi Morini grande padrone di casa.
Ma bando ai ricordi.
Il campanile che svetta visibilissimo anche dalla periferia della città vi farà da guida anche se, magari, non ne avrete bisogno perché la vostra meta gastronomica è in pieno centro, proprio accanto a piazza del Duomo.
Le biciclette sfrecciano su asfalto ed acciottolato e voi puntate su quelle colonnine, su quell’atrio coperto dal verde che segnala Il Violino ( attorniato, tra l’altro, da botteghe anche sull’argomento…e sullo strumento).
All’interno eccovi una grande bella sala di calda, raffinata, eleganza, dai tavoli ad opportuna distanza gli uni dagli altri, con stoviglie e tovaglie adeguate ad un locale di classe come questo antico e sempre più che buono Violino.
Locale classico e lo dimostra, ad esempio, il rito di certe preparazioni fatte proprio in sala, al momento, davanti al cliente, come si faceva una volta.
Il menu, come sempre e dovunque in questo periodo, non è sterminato ma più che sufficiente per tutti i gusti, dalla carne al pesce, dal delicato al saporoso, dal classico al fantasioso (ma sempre equilibrato da buon gusto e professionalità): la tartare di manzo, gamberi rossi con frutta e verdura, linguine con Parmigiano Reggiano e bottarga, tortelli di bollito con salsa verde, rombo e bietole, petto di piccione con mele e scalogno. Al dolce frolla fragola e mascarpone, pera non pera, tirami su…
Pranzo medio completo alla carta con 80/90 euro.
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ACCANTO AL PO, A CASTELVETRO PIACENTINO,
NELL’ OSTERIA DELLA SUA INFANZIA OGNI TANTO
FA ANCHE CAPOLINO DANIELE PERSEGANI
Castelvetro Piacentino (Piacenza), località Mezzano Chitantolo
OSTERIA DEL PESCATORE
via Po 14
tel. 0523.486490
Chiuso lunedì. Aperto solo la sera (la domenica anche a mezzogiorno)
PROVATO IL 26-8-2025
VOTO ALLA CUCINA:13/20
Si esce dalla Torino-Piacenza-Brescia a Castelvetro Piacentino, si svolta a destra e si va sempre diritto verso il buon hôtel Parco e Cremona. Pochi minuti: quando sulla sinistra vedrete l’ingresso del primo locale di Lap Dance che sia nato in Italia, il Play Girl’s, invece di seguire la Strada Statale Padana Inferiore a sinistra verso Cremona, piegate sulla destra verso il Po. Poche centinaia di metri e siete, in mezzo al grande verde della campagna, davanti a quell’Osteria del Pescatore che vide i primi passi in cucina di Daniele Persegani. Il Vip della Tv si fa vedere ogni tanto, nelle fine settimana, nel locale oggi mandato avanti dalla sorella in cucina e sovrinteso dal cognato in sala.
Tutto lo spazio che volete per parcheggiare e poi una dozzina di gradini esterni per arrivare alle due salette prese d’assalto da famigliole, coppie, gruppetti di amici, alla ricerca di un posto amabile, dove quasi tutti pur lavorando duro sorridono, dove a prezzi onesti (50/60 euro per un pranzo medio completo di quattro piatti dall’antipasto al dolce) si mangia la cucina del territorio portata con abbondanza.
Assieme ad un paniere di magistrali torte fritte (quello che i milanesi, sbagliando, chiamano gnocco fritto), ecco un ampio assortimento di affettati, una fettona di gorgonzola, la delicata giardiniera della casa per poi passare a tortelli di ricotta e spinaci ( i ”tortelli con la coda” tipici del Piacentino) inondati di eccellente burro fuso, gli gnocchi di patate con ragù di anatra. Mi sono arrivate un po’ troppo cotte le rane nel ricco piattone di ben assortito fritto misto d’acqua dolce, eccellenti patatine (a fettine !!!) fritte (in casa !!! e chi le fa più)… Tra i dolci casalinghi la pesca ripiena agli amaretti e la crema catalana “bruciacchiata” al momento in sala.
Insomma, un amabile tuffo nella ristorazione “del passato” fatta in semplicità (tovaglia e tovaglioli di carta, ad esempio) ma con il cuore.




























