Teatro di Figura, rassegna adatta a tutti al Palazzo Te: spettacoli magici, valori universali e un viaggio emozionante in famiglia

Ripartenza magica per AnimandoMantovaSpecialDuemila25: “Il Teatro di Figura illumina Mantova e celebra i 500 anni di Palazzo Te”

Torna a incantare il pubblico dal 22 novembre 2025 “AnimandoMantovaSpecialDuemila25”, la rassegna di eccellenza dedicata al Teatro di Figura, organizzata da “Le Stanze di Igor” e “Centro Teatrale Corniani” sotto la direzione artistica di “Maurizio Corniani”. L’evento gode del contributo e del patrocinio del “Comune di Mantova”, del patrocinio della “Provincia di Mantova” e della preziosa collaborazione con la “Fondazione Palazzo Te”. A sostenerlo, gli sponsor “Gruppo Tea”, “VegX” e “Domus Immobiliare”, che confermano il loro impegno per la cultura e il territorio.

In occasione del 500° anniversario di Palazzo Te – uno dei gioielli rinascimentali italiani firmati da Giulio Romano – la seconda parte della rassegna si sposta nelle prestigiose sale del palazzo, trasformando l’arte in teatro vivo. Tre spettacoli esclusivi animeranno la “Sala dei Cavalli”, con due produzioni ispirate direttamente agli affreschi delle sale “Amore e Psiche” e “Il Sole e la Luna”. A chiudere in bellezza, un adattamento natalizio del classico “Il Canto di Natale” di Charles Dickens. Completa il cartellone uno spettacolo inclusivo, “In bocca al lupo”, realizzato dalla compagnia “Atelier di Anffas”, in programma nella sala parrocchiale di Formigosa.

Il filo conduttore? “Amore, amicizia, solidarietà e condivisione”: valori universali che abbattono barriere e celebrano la diversità come ricchezza, in linea con la missione del Teatro di Figura di parlare a tutte le generazioni.

Programma degli spettacoli – Ingresso libero e gratuito – con prenotazione obbligatoria per gli spettacoli in Sala Cavalli di Palazzo Te (posti limitati)

 22 novembre, ore 17:30 – Sala dei Cavalli, Palazzo Te “La rondinella e il Principe che le insegnò ad amare”

CENTRO TEATRALE CORNIANI

Ispirato a “Il Principe Felice” di Oscar Wilde. Attori, pupazzi a vista e musiche originali danno vita a un’amicizia commovente tra una rondinella e la statua dorata di un Principe: un inno alla generosità e alla condivisione che tocca il cuore di grandi e piccini.

PRODUZIONE CENTRO TEATRALE CORNIANI
DAL ROMANZO DI OSCAR WILDE “IL PRINCIPE FELICE”
ADATTAMENTO TEATRALE MAURIZIO CORNIANI – MASSIMO CORENGIA
REGIA MAURIZIO CORNIANI- MASSIMO CORENGIA – STEFANO STEFANI
INTERPRETI
MAURIZIO CORNIANI
MUSICHE ORIGINALI DI JULIEN ZUFFEREY
SCENOGRAFIE ELISA GEMELLI
COSTRUZIONI PRINCIPE CARLO PASOTTO
PUPAZZI MARIA VITTORIA GERVASO
TECNICA UTILIZZATA ATTORE E OGGETTI
FASCIA D’ETA CONSIGLIATA per tutti
DURATA DELLO SPETTACOLO 50 MINUTI
N. ATTI 1
Il romantico e trasognante romanzo di Oscar Wilde viene raccontato
da un attore con oggetti e pupazzi accompagnato da musiche per
pianoforte composte su misura dal musicista svizzero Julien Zufferey,
Di alto valore morale il contenuto del testo viene reso più leggero e
divertente da alcuni personaggi di contorno che raffigurano persone
del quotidiano. Uno spettacolo di atmosfera coinvolgente valorizzato
da una musica emozionante, L’attore e la musica formano un binomio
straordinario di estrema complicità e intensità, tale da consigliare
questo spettacolo per tutti, grandi e piccoli. Inoltre, è adatto anche a
serate dedicate alla musica dove l’attore e gli oggetti fungono da
complici. La storia pregnante e intensa parla della solidarietà di una
rondine, che tardando la partenza dalla città dopo l’estate, si accorge
che una statua piange delle disgrazie e delle sofferenze altrui. La
statua racchiude un principe tolto alla vita terrena in età
adolescenziale; egli di animo buono e gentile si spoglierà di tutto ciò
che lo riveste per donarlo a chi più di lui ne ha bisogno. Un grande
insegnamento di altruismo e di rispetto che porta ad una riflessione
ancora più profonda: il superfluo è inutile ma soprattutto deviante e
accecante che impedisce di vedere la realtà nella vera forma. Una
storia che purifica l’animo e alleggerisce, per poi, alla fine, elevarsi
all’ennesima potenza verso un cielo azzurro e terso che porterà al
domani, fiduciosi di un possibile cambiamento.

 5 dicembre, ore 17:30 – Sala dei Cavalli, Palazzo Te “Amore e Psiche – Tra pennello e scalpello”

SARA ZOIA CRISTINA CAZZOLA

Un’attrice sola in scena, circondata da personaggi evocativi e scenografie immersive, rivive il mito di Amore e Psiche. Tra dipinti rinascimentali e atmosfere oniriche, la storia d’amore tra un dio e una mortale affronta prove epiche per conquistare un destino comune.

AMORE E PSICHE
Tra pennello e scalpello
Il racconto principale delle Metamorfosi di Apuleio ha dato origine a numerose opere
teatrali; questa è una delle più originali e particolari per raccontare la storia di un amore a
grandi e piccini.
Psiche, una bellissima mortale, fa ingelosire Venere per la sua bellezza. Venere chiama il
figlio Amore (Cupido) e lo manda a punire Psiche, dicendogli di scagliare una delle sue
frecce magiche per farla innamorare dell’essere più brutto mai esistito.
Amore, però, si trafigge inavvertitamente con la sua freccia e si innamora di Psiche. Per
nascondere questo suo innamoramento a Venere, la porta in un palazzo, ma con la
complicazione che Psiche non può vedere il volto di Amore.
Le sorelle di Psiche, invidiose di quel palazzo, degli ori e dei profumi donati a Psiche dal
suo innamorato, spingono la giovane a scoprire le fattezze dell’innamorato misterioso.
Psiche, spinta dalla curiosità e dai dubbi instillati dalle sorelle, disobbedisce ad Amore e,
una notte, mentre questi dorme, con una candela accesa gli illumina il viso. Lo guarda
dormire, ma non si accorge che una goccia di cera, cadendo, colpisce Amore, che si sveglia
e si infuria con Psiche per aver tradito il suo desiderio di non essere visto.
Amore abbandona Psiche e torna da sua madre Venere, implorando il suo perdono.
Venere perdona il figlio e, per punire Psiche del dolore che ha provocato ad Amore, le
impone quattro prove difficili da realizzare. Psiche, disperata, affronta con coraggio le prove
e viene aiutata a superarle da amici inaspettati.
Per poter sposare Psiche, però, vi è un ultimo ostacolo: un dio non può unirsi a una
mortale. Si chiede dunque l’intervento di Zeus che, visto l’amore fra i due, permette a
Psiche di diventare anch’essa una dea, completando così la loro storia d’amore.
Monologo sulla storia del Mito e sulla storia dell’arte
Un mito che contiene gli archetipi delle fiabe tradizionali, per scoprire i percorsi creativi
degli artisti.
Nell’intento di spiegare il difficile lavoro dell’artista che, in un’immagine o una posa, deve
immortalare un’idea o una storia, si narra l’affascinante mito di Amore e Psiche utilizzando
varie opere pittoriche e scultoree che nel tempo ne hanno raffigurato diversi momenti.
L’attrice racconta utilizzando un particolare teatrino di legno dipinto sul quale muove, fissa,
smonta e fa roteare i protagonisti del mito, immortalati in riproduzioni di famose opere
d’arte. Viaggiando attraverso la storia e gli archetipi del mito, gli spettatori – grandi e piccoli
– avranno modo di scoprire i processi creativi dell’artista, ora scultore, ora pittore.
Un grande laboratorio didattico tra arte e mito: la storia di Amore e Psiche viene sviluppata
come in una favola moderna in cui i personaggi, un po’ raccontati un po’ interpretati,
prendono vita nel teatrino, così come le figure dipinte o scolpite assumono la loro
posizione nella scena a seconda della composizione scelta dall’artista che li immortala.

 6 dicembre, ore 18:00 – Sala parrocchiale di Formigosa “In bocca al lupo”

ATELIER ANFFAS -CENTRO TEATRALE CORNIANI TEATRO GIOCHETTO

La compagnia Atelier di Anffas porta in scena burattini e giovani attori in una rappresentazione ironica e profonda. L’augurio tradizionale si trasforma in un manifesto di inclusione: la diversità non è un ostacolo, ma il motore della convivenza.

 20 dicembre, ore 17:30 – Sala dei Cavalli, Palazzo Te Il Canto di Natale

LE STANZE DI IGOR CENTRO TEATRALE CORNIANI

Chiusura in grande stile con l’adattamento di Charles Dickens. Attori, burattini, pupazzi a vista e ombre cinesi si fondono in un’esplosione di tecniche del Teatro di Figura. Ebenezer Scrooge riscopre il valore della socializzazione e della condivisione, contrapponendosi all’egoismo con un messaggio natalizio senza tempo.

IL CANTO DI NATALE
IL RACCONTO SENZA TEMPO
Il 19 dicembre del 1843 usciva in tutto il mondo uno dei libri natalizi di maggior successo.
Il Canto di Natale di Charles Dickens è, forse, il classico più importante della letteratura natalizia. Il suo successo e la sua immortalità è
dovuta al fatto che non è solo un racconto per bambini, infatti la morale espressa va ben oltre il coinvolgimento emotivo dei bambini, ma un
vero e proprio libro attuale, che affronta i temi che appaiono ripetersi senza tempo anche dopo e oltre 180 anni dalla sua scrittura.
Di famiglia umile e sicuramente non benestante, Charles era il secondo di otto figli. Per fare fronte alle numerose difficoltà (principalmente
economiche mia anche giudiziarie, il padre fu imprigionato), Charles a soli 12 anni comincia a lavorare come operaio e, con l’eredità lasciata
dalla nonna, il padre, uscito dal carcere, per ricambiare il sacrificio del giovane Charles lo iscrisse alla WELLINGTON HOUSE ACADEMY, una
delle migliori scuole dell’epoca. A 15 anni diventa stagista in uno studio di avvocati (ma era disinteressato) cambia spesso lavoro, da vari
uffici ai tribunali in qualità di stenografo. Nel 1836 viene pubblicata la sua prima opera “I quaderni postumi del circolo Pickwick”, che viene
considerato uno dei capolavori della letteratura britannica. Nel 1842 parte con moglie e figlia per l’America ed è proprio qui che nel dicembre
del 1843 esce “IL CANTO DI NATALE”, l’opera che lo rese celebre al mondo e che gli attribuì l’appellativo “dell’uomo che inventò il Natale”.
L’opera è una storia immortale, senza tempo la cui originalità sta nella presenza di tre spiriti, che come simbologia eterna e particolare,
indicano una via particolare a Scorge, il personaggio principale del romanzo. I tratti gotici del racconto assumo, con la sequenza della
visione degli spiriti, toni aspri e grotteschi. La tecnica narrativa utilizzata da Dickens sarà riutilizzata in tantissime altre opere.
Altra pietra miliare dello scrittore britannico è “Davide Copperfield”.
Le sue opere furono e sono rappresentate in tutti i teatri del mondo, furono e sono oggetto di numerosi film, nonostante
l’autore ad ogni rappresentazione, riscriveva e modificava copioni e sceneggiature, con un’amore ed una attenzione
particolare per il teatro. Nonostante fu colpito da una paralisi Dickens continuò a lavorare fino al giorno della sua morte nel
1870 a causa di una emorragia cerebrale.
Matteo Ghisalberti e Maurizio Corniani hanno rielaborato questo racconto adattandolo a rappresentazione teatrale per grandi
e piccini. Sul palcoscenico si alternano tutte le tecniche del teatro di figura accompagnate da musiche luci ed effetti speciali,
che lasciano il pubblico incollato allo svolgimento delle scene. Attori, pupazzi a vista, burattini e ombre si alternano e
rincorrono in un turbinio di azioni che avvolgono il pubblico nell’atmosferica atmosfera magica ed emozionante del Natale.

Novità esclusiva: al termine di ogni spettacolo a Palazzo Te, il pubblico potrà partecipare a una **visita guidata gratuita** nelle sale del palazzo, per un’esperienza che unisce teatro, arte e storia in un’unica emozione.

Info e prenotazioni: cell/WhatsApp +39 340 585 2007 – info@cornianiteatro.itwww.cornianiteatro.it

AnimandoMantovaSpecialDuemila25 è un invito a famiglie, scuole e appassionati a vivere un viaggio teatrale unico: dove i pupazzi prendono vita, gli affreschi rinascimentali diventano scenografie e i valori umani si fanno spettacolo. In una cornice irripetibile come Palazzo Te e nella calda comunità mantovana, la rassegna conferma il Teatro di Figura come ponte tra generazioni, culture e diversità

Alla conferenza stampa che si è tenuta lunedì 17 novembre nella Sala dei Cavalli di Palazzo Te, sono intervenuti Alessandra Riccadona Assessora Comune di Mantova, Maurizio Corniani Centro Teatrale Corniani; Pietro Cecchi responsabile produzioni culturali Fondazione Palazzo Te; Francesco Esposito titolare VEGX Mantova; Katia Spina  contitolare Domus Immobiliare Mantova

ALESSANDRA RICCADONNA: dopo i saluti istituzionali  sottolinea l’importanza della rassegna del Teatro di Figura organizzata a Palazzo Te con la Direzione artistica di Maurizio Corniani  essendo il Teatro una forma aggregativa che aggiunge valore al Palazzo e al Teatro..L’utilizzo “alternativo” delle sale esalta le stesse e porta il pubblico presente agli spettacoli non solo a vedere ma anche ad ascoltare le sale attraverso il linguaggio e la recitazione degli attori. I mantovani hanno così l’opportunità di riscoprire Palazzo Te e di viverlo a pieno. Ha poi sottolineato l’importanza del coinvolgimento dell’Atelier di Anffas che porta in scena uno spettacolo proprio declinando così il linguaggio universale del <teatro.

PIETRO CECCHI: il responsabile delle produzioni culturali della Fondazione Palazzo Te ringrazia per aver coinvolto la Fondazione con questo progetto importante in cui il teatro dialoga con e negli spazi del Palazzo. Proprio  per l’importanza del progetto e i 500 anni di Palazzo la Fondazione ha offerto la visita guidata e gratuita  nelle sale di Palazzo Te. Le opere in programma che hanno come tema conduttore, l’amore, l’amicizia, la solidarietà sono temi condivisi dalla fondazione per il pubblico che attraversa le sale di Palazzo Te.

KATIA SPINA: in qualità di sponsor ringrazio pe fil coinvolgimento della ns azienda attenta a promuovere sponsorizzazioni sul territorio per progetti importanti culturalmente  come questo e abbiamo accetto con piacere il proseguo della collaborazione con Teatro di Corniani.

MAURIZIO CORNIANI. Ringraziando il Comune per aver contribuito alla realizzazione di AnimandoMantova,  collaborazione che oggi compie ben 36 anni, la Provincia di Mantova l la Fondazione Palazzo Te, a Tea e gli altri sponsor che hanno permesso di essere anche quest’anno in queste sale  esprime la felicità di poter essere in queste stanze con gli spettacoli del teatro di figura che acquistano ancor più valore e attenzione da parte del pubblico che risponde sempre con grande entusiasmo. Portare in scena  qui questi spettacoli è una emozione unica, ed è per questo che insieme agli altri progetti importanti per il prossimo 2026 stiamo pensando ad una produzione speciale (di cui non vi rivelo la sceneggiatura)  da proporre anche nella cornice di Palazzo Te.

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