Conclusa positivamente la prima parte del Festival dei Diritti 2025-2026: un viaggio tra teatro, arte e musica per promuovere solidarietà e inclusione a Cremona, Lodi, Mantova e Pavia

Gli organizzatori: “Sempre più linguaggi performativi per trattare e approfondire temi legati ai diritti e alla solidarietà ”.

Appuntamento a marzo 2026 per la seconda tranche di festival

Un evento con un pubblico numeroso in una sala, con due relatori seduti davanti a una grande opera d'arte e fotografie appese alle pareti.

Oltre 4.500 persone hanno partecipato alla prima parte del Festival dei Diritti, conclusasi pochi giorni fa nelle province di Cremona, Lodi, Mantova, Pavia (la seconda si terrà nel marzo 2026). La rassegna che da 19 anni affronta il tema dei diritti per approfondire e diffondere la cultura della solidarietà e dell’inclusione ha scelto “Umanità plurale” come titolo e filo conduttore dell’edizione odierna.  Questa prima parte di Festival – composto da 42 appuntamenti complessivi nelle quattro province – è stato organizzato da una rete di ben 141 enti e partner, in massima parte organizzazioni di volontariato, con il supporto di CSV Lombardia Sud ETS – Centro di Servizio per il Volontariato.

● A Cremona si sono tenuti 10 appuntamenti organizzati da 37 realtà con un pubblico di 1.110 persone

● A Lodi si sono tenuti appuntamenti organizzati da 13 realtà con un pubblico di 345 partecipanti

● A Mantova si sono tenuti 10 appuntamenti organizzati da 39 realtà con un pubblico di 802 persone

● A Pavia si sono tenuti 16 appuntamenti organizzati da 55 realtà con un pubblico di 2.300 persone

Questa edizione del Festival dei Diritti – commenta Francesco Monterosso, coordinatore dell’area cultura di CSV Lombardia Sud ETS – è stata un’ulteriore occasione di collaborazione e impegno per tutte le organizzazioni di volontariato coinvolte in una manifestazione indirizzata alla cultura dei diritti e della solidarietà. I temi trattati sono importanti, e hanno permesso di mettere a fuoco la questione della dignità della vita umana sotto diversi aspetti. Siamo ripartiti dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo provando, in molti appuntamenti del calendario del Festival, ad attualizzare i contenuti del documento, facendolo quindi diventare prassi, e mettendo in luce situazione in cui i diritti non sono tutelati e garantiti, sia a livello globale che locale. Molte sono state le iniziative e grande la partecipazione: tanti cittadini hanno scelto di partecipare, assistere e condividere un’esperienza che si configura sempre più come un laboratorio aperto alle città. Un laboratorio in cui impegno civile, arte e volontariato si intrecciano per dare concretezza ai valori”.

L’edizione 2025-2026 intende riaffermare il valore universale della dignità umana, in un tempo in cui i diritti fondamentali, sanciti dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948, richiedono di essere continuamente riscoperti e vissuti nella quotidianità. “Umanità Plurale” diventa così un invito a riconoscere e valorizzare la diversità come ricchezza, a costruire comunità inclusive e solidali, a promuovere la pace e la giustizia sociale, in linea anche con gli Obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.

Crediamo sia importante usare linguaggi performativi per trattare e approfondire argomenti come questi – conclude Monterosso – perché l’arte, la musica, la fotografia, il teatro, ci aiutano a esprimere ciò che talvolta le parole da sole non possono raccontare, o che i fatti di cronaca non permettono di approfondire. La creatività  accompagna situazioni di fatica e conflitto, ma dà anche forza alla speranza e alla fiducia, aiutandoci nella costruzione di un mondo più giusto e più umano”.

Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.