MILANO – Per chi resta in città o sceglie Milano come meta per le vacanze natalizie, la cultura non va in vacanza.
Triennale Milano si conferma tra i luoghi culturali del palinsesto festivo ospitando la mostra dedicata al Photo Grant di Deloitte 2025. Una mostra a ingresso gratuito che quest’anno indaga il tema “Contrast”, offrendo uno sguardo potente e inedito sulle contraddizioni della nostra società.
L’edizione 2025, infatti, ha invitato fotografe e fotografi a indagare i contrasti tra uguaglianze e disuguaglianze, prendendo come riferimento i diversi aspetti contraddittori insiti nella società contemporanea. I partecipanti al concorso hanno avuto il compito di dare voce a chi spesso rimane inascoltato, offrendo così i presupposti per la creazione di uno spazio libero e votato al confronto, dove l’immagine fotografica può contribuire significativamente alla costruzione di un dialogo edificante su un tema urgente e attuale. La mostra non è solo un’esposizione di immagini, ma un percorso emotivo che attraversa continenti e storie personali:
- L’identità e la perdita: in Hero, Father, Friend, il fotografo Carlos Idun-Tawiah ricostruisce attraverso scatti poetici — tra realtà e immaginazione — il rapporto con il padre scomparso, trasformando la mancanza di archivi familiari in un’opera universale sulla paternità e sul legame affettivo.
- Bellezza e petrolio: la fotografa Fabiola Ferrero porta in mostra REINAS, un’indagine profonda sul Venezuela. In un paese che detiene il record di riserve petrolifere e titoli di bellezza, l’artista esplora come i concorsi di Miss Venezuela siano diventati, nel caos economico, l’ultima via di riscatto e l’unico mito di modernità rimasto.
- La Resistenza silenziosa: particolarmente attuale l’anteprima Go Live di Atefe Moeini. Partendo dal suo arresto a Teheran per “abbigliamento non consono”, la fotografa ritrae le donne iraniane che scelgono di indossare nuovamente quegli abiti incriminati, trasformando la fotografia in un atto di orgoglio e sopravvivenza.
Curata da Denis Curti per stimolare un dialogo costruttivo, la mostra mette in luce chi spesso rimane inascoltato. In un periodo dell’anno dedicato alla condivisione, il Photo Grant di Deloitte offre uno spazio libero per confrontarsi con la complessità del presente attraverso la bellezza del linguaggio fotografico.
GLI ORARI DI VISITA DI TRIENNALE MILANO DURANTE LE FESTE
24 – 25 dicembre chiuso
26 – 28 dicembre aperto, 10.30 – 20.00
29 dicembre chiuso
30 dicembre aperto, 10.30 – 20.00
31 dicembre chiuso
1 gennaio aperto, 14.00 – 20.00
2 – 6 gennaio aperto, 10.30 – 20.00
Carlos Idun-Tawiah (1997) è un fotografo e regista ghanese con base ad Accra.
Traendo ispirazione in profondità dagli archivi africani – sia personali che collettivi – il suo lavoro reimmagina i paesaggi in evoluzione del continente, sfumando i confini tra finzione e realtà, passato e presente, memoria e immaginazione. Le sue fotografie si concentrano sul potere silenzioso della vita quotidiana: le relazioni tra generazioni, i ritmi della giovinezza, i legami di amicizia e di fede. Con uno sguardo attento e intuitivo, Carlos crea immagini intime ma ampie – radicate nell’emozione e sensibili alle sfumature dell’esperienza umana. Attraverso ogni storia, cerca di onorare la bellezza e la complessità della vita africana contemporanea – non come un osservatore esterno, ma dall’interno – con sincerità, grazia e una fede incrollabile che la fede, la speranza e l’amore possano guarire il nostro mondo.
Fabiola Ferrero (1991) è una giornalista e fotografa nata a Caracas, attualmente divisa tra la Francia e il Venezuela. Il suo lavoro personale scaturisce dal contrasto tra i ricordi della sua infanzia e la realtà attuale del Venezuela, suo paese d’origine. Grazie alla sua formazione in scrittura e giornalismo investigativo, studiato a Caracas (UCAB), sviluppa progetti visivi a lungo termine sull’America Latina, con un focus particolare sulla crisi venezuelana. Ha partecipato alla Joop Swart Masterclass 2019 e al programma di Fotografia e Giustizia Sociale della Magnum Foundation. È stata anche borsista presso l’Institute for Ideas and Imagination della Columbia University a Parigi per il ciclo 2023-24. Ha vinto il World Press Photo nel 2023 per la categoria Progetti a Lungo Termine nella regione sudamericana, l’Inge Morath Award nel 2021 e il Carmignac Photojournalism Award, che ha portato alla pubblicazione del suo primo catalogo, The Wells Run Dry. È stata anche finalista per l’Alexia Grant, l’Eugene Smith Memorial Fund e il Leica Oscar Barnack Newcomer Award. Interessata a creare opportunità per altri fotografi emergenti nella regione, Fabiola ha fondato Semillero Migrante, un programma di tutoraggio fotografico incentrato sul tema della migrazione, che offre istruzione gratuita a giovani fotografi di lingua spagnola.
Atefe Moeini (1998) è un’artista che lavora principalmente con la fotografia, la scrittura e la costruzione di mondi. È nata e cresciuta a Bushehr, nel sud dell’Iran, e ha vissuto a Teheran dal 2017, quando ha compiuto 18 anni, fino al suo trasferimento negli Stati Uniti nel 2024.
Il suo lavoro unisce narrazioni visive immaginative a un approccio intuitivo alla creazione d’immagini. Traendo ispirazione dalle esperienze personali, crea fotografie che esplorano l’intersezione tra individualità e connessione umana condivisa. La sua pratica è profondamente influenzata dall’intensità lirica del rap underground iraniano e dal suo ruolo nel sostenere i movimenti per la libertà in Iran negli ultimi vent’anni. È anche ispirata dai videoclip pop della diaspora, prodotti da cantanti iraniani in esilio a Los Angeles, e dalla loro capacità di suggerire mondi alternativi, accendendo l’immaginazione verso vite che avrebbero potuto essere vissute. Come parte della Biennale di Teheran 2023, Moeini ha presentato un’installazione fotografica intitolata Six Windows and a Balcony in un appartamento nel centro di Teheran, dove aveva vissuto durante le proteste del 2022. Moeini è attualmente studentessa del programma MFA presso la Yale School of Art.
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