LIBRI IN CASTELLO torna il 29 marzo al Palazzo Gonzaga di Volta Mantovana con i marchi editoriali Oligo Editore, CN-Casa Nuvolari e Il Rio Edizioni

VOLTA MANTOVANA (MN)- Torna la Terza edizione di Libri in Castello Volta Mantovana, che si terrà domenica 29 marzo a Palazzo Gonzaga, in Via Beata Paola Montaldi 15, a Volta Mantovana (MN). 

Manifesto dell'evento 'Libri in Castello' a Volta Mantovana, Lombardia, Italia, con dettagli sulla data, il luogo e i relatori.

Il tema dell’evento sarà:

Fiorirà il deserto.
Conflitti, identità, prospettive per il Medio Oriente
Voci e testimonianze degli autori di Oligo Editore

“Libri in Castello” è il format di micro-festival culturali dedicato al libro e alla lettura della casa editrice Il Rio, attiva coi marchi editoriali Oligo Editore, CN-Casa Nuvolari e Il Rio Edizioni. A Volta Mantovana il festival, organizzato insieme al Comune, alla Biblioteca Comunale, alla Proloco Voltese e al Consorzio delle Colline Moreniche del Garda, giunge alla terza edizione, che si svolgerà domenica 29 marzo 2026. Gli incontri si terranno a Palazzo Gonzaga, sede del Municipio, nel salone del piano nobile e nelle adiacenti scuderie. Per l’occasione, sarà anche possibile visitare gli splendidi ambienti del palazzo, un luogo ricco di storia e completato da stupendi giardini all’italiana.
La partecipazione è sempre libera e gratuita.
Per l’edizione 2026, si è scelto di dare agli incontri un taglio monografico, per approfondire la situazione attuale in Medio Oriente attraverso l’esperienza diretta degli autori, tra cui si annoverano alcuni dei maggiori esperti italiani del tema.

Programma

11.00 | Casa del Giardiniere – Osteria Gonzaga (Colazione con l’autore)
Fiorirà il deserto. Voci e volti dal Mar Morto al monte Carmelo
Incontro con Sandra Manzella
Introduce Alberto Bertini, assessore alla Cultura
Guida la conversazione Giulio Girondi, editore
 
L’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 ha segnato pesantemente la vita in Israele e in Cisgiordania. I due anni seguenti hanno visto il sanguinoso conflitto di Gaza e la devastante guerra con l’Iran, in un contesto caratterizzato da precari equilibri internazionali.

Esistono, nonostante tutto, operatori di pace che credono nel dialogo culturale, ecumenico e interreligioso, nell’impegno sociale, nella promozione umana: le loro esperienze offrono uno sguardo di riconciliazione e restano segni di speranza dove la quotidianità diventa incontro e perseveranza coraggiosa. Questi i temi del nuovo libro di Sandra Manzella, “«Fiorirà il deserto». Voci e volti dal Mar Morto al monte Carmelo“ (Oligo).

Sandra Manzella vive a Mantova, dove insegna Lingua Inglese; viaggiatrice e appassionata di archeologia biblica, è membro attivo di Agorà delle Religioni per la promozione del dialogo interreligioso. Tra i suoi reportage ricordiamo Gerusalemme, viaggio al centro del mondo (Unicopli 2018), L’Oasi delle Rose, il lebbrosario del Cairo (Edizioni Dehoniane 2020) e “Gerusalemme ancora” (Oligo 2024).

20.30 | Palazzo Gonzaga
Tra contraddizioni e voglia di riscatto. Voci dal Medio Oriente
Conduce la serata Alberto Bertini, assessore alla Cultura

Primo step
Parole di speranza tra Iraq e Iran
con Cecilia Frignani e Ferdinando Vicentini Orgnani

Primavere arabe, califfato islamico, genocidio degli yazidi, rivolte contro gli ayatollah: fenomeni che hanno sconvolto il Nord Africa e il Vicino Oriente e che continuano a interrogare l’Occidente sul futuro di una delle aree più enigmatiche del pianeta, in perenne conflitto tra voglia di riscatto e di libertà e fanatismo religioso.

Cecilia Frignani, giornalista di TeleMantova e autrice per Oligo del saggio “Lo stupro di massa come arma di guerra” (Oligo), offrirà uno spaccato di quanto recentemente accaduto tra Iraq e Siria durante gli anni del Califfato Islamico, a partire dall’uso sistematico della violenza sessuale nel genocidio degli yazidi.

Infine, il regista Ferdinando Vicentini Orgnani parlerà dell’Iran contemporaneo attraverso la vicenda artistica e umana di Fariba Karimi, al centro del suo romanzo biografico “Tehran senza ritorno” (Oligo), fuggita dall’Iran e oggi attiva a Roma, dove il suo lavoro si fa testimonianza costante di impegno resiliente contro l’oppressione femminile nel suo Paese natale.
 
Alfredo Aldo Carlo Luvino, egittologo, ha scavato con Manfred Bietak dell’Università di Vienna a Qantir e preso parte alla spedizione voluta dal Museo Egizio di Torino per ritrovare la tomba di Itj a Gebelein; ha pubblicato numerosi articoli e saggi sia scientifici che divulgativi, ha partecipato a programmi televisivi e tenuto conferenze al Cairo, Luxor, Tuxtla Gutierrez e in varie città italiane. Docente di Egittologia presso l’Università Popolare di Torino, ha diretto alcune case editrici indipendenti ed è vicepresidente del Centro Culturale Italo arabo Dar al Hikma di Torino.

Cecilia Frignani, giornalista di TeleMantova, ha conseguito la laureata specialistica in Scienze Filosofiche, all’interno della quale ha approfondito gli studi di Filosofia del Diritto.

Ferdinando Vicentini Orgnani (Milano, 1963) si è diplomato in regia al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma nel 1992. Ha scritto e diretto i film Vinodentro (2014), Ilaria Alpi. Il più crudele dei giorni (2003), Mare Largo (1998, tratto dal romanzo Attesa sul mare di Francesco Biamonti) e molti docufilm, tra cui The Beat Bomb (2022), frutto di quindici anni di amicizia e riprese con il poeta Lawrence Ferlinghetti. Con Marcello Fois e Diego De Silva ha scritto la sceneggiatura di Certi Bambini (2004, premio Fassbinder “rivelazione” agli European Film Awards – Oscar Europeo), tratto dall’omonimo romanzo di Diego De Silva. Ha interpretato il ruolo di Marcello Mastroianni nel film Parajanov. Lover of Beauty (2013). Nel 2019 ha pubblicato la raccolta di racconti Baba Carapa (A&B). Il suo ultimo docufilm è Catartis. Conservare il futuro, in cui ha raccolto oltre vent’anni di incontri con una cinquantina tra i più significativi esponenti dell’arte contemporanea.

Secondo step
L’ISIS raccontato da mia madre
Con Younis Tawfik – ospite d’onore del festival

Mosul, 2017. Gli uomini dell’ISIS lasciano la seconda città dell’Iraq dopo tre anni di barbarie. Prima, solo poche videochiamate, permesse da una connessione internet incerta, sono state l’unico fragile filo a unire Younis Tawfik, trasferitosi a Torino nel 1978 per imparare la lingua di Dante, e la sua famiglia, ostaggio del fanatismo. Dallo schermo del pc, la mamma racconta di uccisioni sommarie, segregazioni, discriminazioni. Il Paese laico e multiculturale degli anni Settanta è un ricordo lontano.

L’autore, tra i maggiori esperti di Medio Oriente in Italia, mostra senza veli le ferite provocategli dal terrorismo in prima persona, mettendosi a nudo in pagine dolorose che raccontano dell’uccisione di suo fratello per mano di al-Qaida o di tutte le sofferenze sopportate dalle sue sorelle in patria; non prima, però, di avere tracciato un efficace quadro storico per comprendere le radici ideologiche e culturali dello Stato Islamico, sorto sulle ceneri del sogno pan-arabo e con l’illusione di riscattare le sconfitte dell’antico califfato abbaside. Questa la testimonianza di Tawfik raccolta nel suo ultimo libro, “L’ISIS raccontato da mia madre” (Oligo).

Younis Tawfik è nato a Mosul, in Iraq. Nel 1979 si trasferisce a Torino dove nel 1986 si laurea in Lettere, per poi dedicarsi alla divulgazione della letteratura araba (traducendo autori quali Gibran) e collaborare come opinionista a testate come “Repubblica”, “Il Mattino” e “Il Messaggero”. Attualmente presiede il Centro culturale italo-arabo di Torino “Dar al-Hikma” ed è membro della Consulta islamica in Italia. Ha pubblicato libri di poesia e vari saggi e romanzi, soprattutto per Bompiani.

Da La straniera (2000, vincitore del Premio Grinzane Cavour) è stato tratto l’omonimo film con la regia di Marco Turco. Per Oligo ha pubblicato “La sponda oltre l’inferno“ (2021, secondo classificato al Torneo Robinson di Repubblica).

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