STOP A DISCARICHE ENTRO 10 KM DAI CONFINI REGIONALI
UNA FASCIA DI PROTEZIONE PRIMA DELL’ACCORDO CON LE REGIONI
QUADERNI/ VALEGGIO SUL MINCIO (VR)- Gianni Bertaiola, presidente del Comitato di difesa territorio Quaderni e Valeggio, comunica che la Giunta regionale del Veneto ha approvato un disegno di legge che prevede la sospensione dei procedimenti per la realizzazione di nuovi impianti di smaltimento rifiuti localizzati entro 10 km dal confine regionale.
Scopo della sospensione è la definizione con le Regioni confinanti di criteri localizzativi comuni e concertati, previa verifica concreta dei rispettivi fabbisogni.
L’approvazione del disegno di legge fa seguito all’emanazione in Lombardia di un’analoga disposizione e ad una lettera inviata ai consiglieri di entrambe le Regioni da parte dello scrivente COMITATO DIFESA TERRITORIO QUADERNI VALEGGIO insieme al Comitato NO DISCARICA NELLA EX CAVA NUOVE STRADE di Pozzolo-Marengo e al COMITATO TUTELA AMBIENTE E SALUTE di Villafranca in cui i tre gruppi riconoscono il valore di un approccio sistematico e solidaristico alle problematiche ambientali.
Nell’attesa dell’approvazione definitiva da parte del Consiglio Regionale della fascia di protezione di 10 km, il Comitato auspica che le Regioni si attivino senza indugio per arrivare alla definizione di criteri localizzativi escludenti per le zone più vulnerabili, tra i quali quello relativo alle zone di ricarica delle falde acquifere.
Considerata l’importanza della risorsa idrica per la popolazione, gli irreparabili danni ambientali legati ad un potenziale inquinamento delle falde acquifere (collocate pochissimi metri sotto le ex cave da destinare a discariche) e come l’art. 3-ter Dlgs. 152/06 disponga che “La tutela dell’ambiente e degli ecosistemi naturali e del patrimonio culturale deve essere garantita da tutti gli enti pubblici […] mediante una adeguata azione che sia informata ai principi della precauzione, dell’azione preventiva, della correzione, in via prioritaria alla fonte, dei danni causati all’ambiente […]”, i tre comitati ritengono e si auspicano che uno dei principali criteri escludenti dovrebbe infatti riguardare le aree di alta pianura e di ricarica delle falde acquiferi, in adesione a quanto originariamente previsto all’art. 15 del Piano Rifiuti Veneto ex DCR. 30/15.
