ASSOCIAZIONE COMUNALI MANTOVA: Convocazione di Assemblea Ordinaria Annuale dei Soci

MANTOVA – Il presidente Sergio Oliviere comunica che l’Assemblea dei soci del Circolo Dipendenti Comuni Mantovani si svolgerà sabato 16 e martedì 26 Maggio 2026. Considerata l’importanza dell’Assemblea, si prega tutti i signori soci di partecipare.

L’Assemblea ordinaria dei soci del Circolo Dipendenti Comuni Mantovani con sede legale in Via Ariosto 2/B a Mantova, è convocata, in prima convocazione, per il giorno Sabato 16 Maggio 2026 alle ore 18:00 presso la sede sociale in Via Ariosto 2/B a Mantova ed in seconda convocazione per il giorno Martedì 26 Maggio 2026 presso la sala Teatro Parrocchia Gradaro situata in Via Gradaro, 45 a Mantova  alle ore  20:00 in eventuale seconda convocazione, per discutere e deliberare sul seguente 

ORDINE DEL GIORNO:

.    1)  Relazione attività anno 2025;

.    2)  Relazione e approvazione consuntivo attività anno 2025;

.    3)  Programmi e obiettivi e prospettive attività 2026;

.    4)  Varie ed eventuali

Considerata l’importanza dell’Assemblea, si prega tutti i signori soci di parteciparvi personalmente.

RELAZIONE DEL PRESIDENTE SERGIO OLIVIERI

L’Associazione Comunali cos’è realmente? Un luogo di riflessione, di elaborazione, di confronto e partecipazione. Un luogo senza steccati, senza una connotazione partitica, con un “minimo comune denominatore condiviso” dal punto di vista dei valori e di principi etico-sociali.

Come se la passa, a questo proposito, il mondo dell’Associazionismo? Il mondo dell’Associazionismo affronta una crisi strutturale caratterizzata dal calo dei volontari, invecchiamento dei membri e forte burocratizzazione, ponendo molte realtà davanti al bivio della sopravvivenza. Si parla di “declino del profilo culturale”. Certo è che la cultura personale continua in genere a essere considerata risorsa sociale e civile. Il prezzo che hanno la conoscenza e il senso critico nessuno può stimarlo in denaro. Lo dimostrano il successo acquisito in 40anni di attività.

Quindi la cultura non è elitaria, non è per pochi privilegiati: questa è l’idea di cultura che dà la televisione e i social, e che noi vogliamo combattere. C’è una vasta area sommersa di cittadini attivi. Dal declino e dalla frammentazione della società di massa di ceto medio, emerge non solo una società cinica, pigra per aspettative sociali, immersa spesso nell’individualismo amorale e iperconsumista, pervasa dal “privatismo”. Da questo declino emerge anche una cittadinanza attiva, che si informa non solo con la televisione. Quel che c’è da fare ci è chiaro: capitale umano, istruzione, senso civico, cultura e informazione a favorire le capacità decisionali di ognuno. La dominanza del discorso mediatico altera e impoverisce il respiro e il ritmo del pensiero e quindi svilisce la cultura, schiaccia gli interrogativi dentro iltempo presente, spinge la produzione delle idee verso la superficialità e la transitorietà. Il mainstream sembra aver imboccato una inesorabile biforcazione: da un lato un manierismo sempre più esasperato e dall’altro la spettacolarizzazione. Eppure, se si guarda più in profondità, si può cogliere quanto si senta il bisogno di rimettere in circolo quel pensiero critico e creativo.

C’è una domanda, che non trova luoghi dove indirizzarsi e canali per esprimersi, di ricerca e di confronto che fuoriescano dalla logica banalità. Ecco, noi siamo nati per questo, per cercare di incontrare questa domanda e per alimentarla. Non tutto, anzi pochissimo, dipenderà da noi. Ma io come tanti altri volontari crediamo nella perseveranza altrimenti non ci saremmo impegnati tutti questi anni. Di questi tempi non è assolutamente facile. Esiste la crisi non solo delle idee dei vinti ma anche delle idee dei vincitori, e ne sono originati pragmatismo e frammentismo. Da qui l’assenza o la povertà della capacità critica e del dibattito intorno a ideali e visioni di vita nel proprio tempo libero.

Conoscenza vuol dire orientamento, e questo orientamento è sempre teso a un ideale, il quale è più che l’ideale di un individuo: è l’ideale di una comunità. Quindi nel pragmatismo non c’è erudizione, perché il pragmatismo non si orienta verso una meta. Oltre il pragmatismo che cosa c’è? C’è la possanza del mercato, del liberismo, della tecno-economia. Occorre impegnarsi compiutamente. Tutto deve funzionare come momento di progettazione e di indirizzo. Nel nostro percorso la dimensione locale è inevitabile. Viviamo SI nel mondo globale ma il perno della nostra vita è la dimensione locale nella quale siamo inseriti.

Pertanto perseveriamo nell’attività formativa, quale punto caratterizzante nei termini di qualità di vita. Una buona formazione di cultura personale non rappresenta soltanto la via per la costruzione di un’identità propria morale e intellettuale. E’ nell’interesse della sfera pubblica che ci sia questo apprendimento. Altri punti del nostro percorso: il rapporto con associazioni similari esistenti sul territorio locale e fare rete. Di questo passo ci scopriremo capaci di progettare e di fare cultura in modo positivo, fecondo e, credo, persino divertente.

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