Alla fiera di Rimini, le 7 Associazioni di produttori dell’Emilia-Romagna hanno consegnato all’assessore un Manifesto unitario con richieste condivise sul futuro dell’Ocm. Tra queste, quella di portare la posizione della Regione nel confronto europeo sulla riforma e sulle risorse della Pac, e anche all’interno alla Conferenza Stato-Regioni

BOLOGNA – Tagli alle risorse, nuove modalità di finanziamento e prospettive di revisione degli strumenti di sostegno: sono alcuni dei principali temi al centro del confronto europeo sul futuro dell’Organizzazione comune di mercato (Ocm) nel settore ortofrutticolo nel prossimo Quadro finanziario pluriennale 2028-2034.
Di questi argomenti si è parlato a Macfrut 2026, a Rimini, nel corso di un convegno organizzato dalla Regione Emilia-Romagna, che ha riunito Organizzazioni dei produttori (Op), Associazioni di organizzazioni di produttori (Aop) e rappresentanti delle associazioni delle imprese agricole, in un approfondimento dedicato agli scenari in discussione a livello europeo e alle possibili ricadute per il settore.
Nel corso dell’incontro, le 7 Aop dell’Emilia-Romagna hanno consegnato all’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi, che oggi è a Bruxelles per il percorso di definizione del parere al Comitato delle Regioni sulla riforma dell’Ocm, di cui è relatore, un Manifesto unitario sul futuro dell’Organizzazione comune di mercato ortofrutta nel periodo 2028-2034. Un documento condiviso che richiama l’attenzione sulle prospettive della riforma e individua alcune priorità per garantire continuità ed efficacia agli strumenti di sostegno, chiedendo anche un impegno nel confronto a livello europeo.
L’Emilia-Romagna rappresenta uno dei principali sistemi ortofrutticoli del Paese, con 7 Aop che riuniscono complessivamente 44 Organizzazioni di produttori, di cui 24 con sede nel territorio regionale, coinvolgendo circa 6.500 aziende per una produzione lorda vendibile di 2,3 miliardi di euro.
“L’Ocm è uno strumento fondamentale per l’ortofrutta e va mantenuto, potenziato e migliorato poiché supporta un settore strategico per il nostro continente, che necessita di politiche di sostegno anche a causa dei danni dovuti al surriscaldamento globale e agli effetti dei cambiamenti climatici, all’aumento dei costi energetici e dei carburanti e alle tensioni sui mercati internazionali- afferma Mammi-. Tutto ciò sta incidendo in modo sempre più significativo sulle produzioni. Massimo impegno, dunque, da parte della Regione Emilia-Romagna per l’ortofrutta, anche per salvare le risorse finanziarie dell’Ocm nella futura Pac: siamo pienamente impegnati a difendere questo modello anche nel percorso di definizione della futura Politica agricola comune, portando il nostro contributo nei diversi livelli istituzionali, dalla Conferenza Stato-Regioni al Parlamento europeo e alla Commissione europea. Serve una posizione chiara: le risorse devono essere adeguate e le regole devono restare comuni per tutti- sottolinea l’assessore-. Oggi, nel confronto sul prossimo Quadro finanziario pluriennale 2028-2034, esprimiamo forti preoccupazioni, le stesse contenute nel Manifesto che i produttori mi hanno consegnato al Macfrut di Rimini: le ipotesi in discussione rischiano di indebolire un modello che ha dimostrato efficacia, mettendo in discussione la continuità dei programmi operativi e introducendo incertezza sulle risorse disponibili. In particolare, desta forte criticità l’ipotesi di introdurre forme di cofinanziamento nazionale per strumenti che fino ad oggi sono stati sostenuti integralmente dall’Unione europea, con il rischio di creare disomogeneità tra Stati membri e compromettere condizioni di equità e competitività nel mercato interno”.
Tra i temi in discussione a livello europeo, la definizione delle risorse destinate alla Politica agricola comune e la loro possibile collocazione all’interno del Fondo unico e dei Piani di partenariato nazionale e regionale. Tra gli elementi più rilevanti per il futuro dell’Ocm ortofrutta figurano l’incertezza sulle risorse destinate ai programmi operativi e le possibili modifiche alle modalità di finanziamento. Nel confronto si inserisce appunto anche il Manifesto unitario consegnato dalle 7 Aop dell’Emilia-Romagna, con cui il sistema organizzato dei produttori richiama l’attenzione sui rischi legati alle ipotesi di riforma in discussione e chiede il mantenimento di un modello fondato su regole comuni, finanziamento europeo e prevedibilità degli strumenti di sostegno.
“Il punto è molto chiaro- prosegue Mammi-: se si introduce un cofinanziamento nazionale per strumenti che oggi sono sostenuti integralmente dall’Unione europea, si rischia di rompere l’equilibrio del mercato unico e di creare disparità tra produttori dei diversi Stati membri. Parliamo di un modello, quello dell’Ocm ortofrutta, che ha funzionato perché ha garantito regole comuni, prevedibilità degli interventi e capacità di programmare gli investimenti. Metterlo in discussione significa indebolire una delle filiere più organizzate e strategiche dell’agroalimentare europeo. Per questo- ha concluso- stiamo lavorando anche in sede europea, nel Comitato delle Regioni, e lavoreremo in ambito nazionale presso la conferenza Stato-Regioni, per chiedere l’eliminazione del cofinanziamento obbligatorio, il mantenimento di un impianto unitario e la salvaguardia dei programmi operativi già approvati”.

