A maggio torna al Modernissimo di Bologna ‘Oltre il dolore: il cinema dalla parte delle vittime’, la rassegna che mette al centro le storie di chi ha subito reati gravi

Un’edizione 2026 ampliata nei contenuti e nelle collaborazioni: quattro appuntamenti tematici a maggio, incontri pubblici e attività formative per scuole e università. Per le serate del 6, 12 e 19 maggio disponibili 150 biglietti gratuiti ciascuna, mentre il 26 maggio ingresso libero su prenotazione. L’iniziativa promossa dalla Fondazione insieme a Regione e Cineteca di Bologna

BOLOGNA – Le storie possono fare molto più che essere raccontate: possono dare voce, restituire dignità, aiutare a comprendere ciò che spesso resta invisibile. E se a metterle in scena è il cinema, possono diventare uno spazio pubblico di ascolto e confronto, capace di parlare a tutta la comunità.

È da qui che riparte “Oltre il dolore: il cinema dalla parte delle vittime”, la rassegna promossa dalla Fondazione emiliano-romagnola per le vittime di reato, in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna e la Cineteca di Bologna, che torna nel mese di maggio al Cinema Modernissimo, mettendo al centro le storie di chi ha subito violenza e le conseguenze che questa lascia nelle vite delle persone.

Un progetto che, attraverso il linguaggio del cinema, apre uno spazio di dialogo tra istituzioni, mondo culturale e cittadinanza, e nasce dall’esperienza della Fondazione emiliano-romagnola per le vittime di reato, come estensione di un lavoro che da oltre vent’anni affianca concretamente chi ha subito reati gravi – omicidi, femminicidi, violenze, abusi, aggressioni, stalking – accompagnando vittime e familiari in percorsi di autonomia e dignità. Attiva dal 2005, la Fondazione ha sostenuto circa 1.500 persone, in larga parte donne e minori, con oltre 4,5 milioni di euro.

Dopo il successo della prima edizione, “Oltre il dolore” si presenta quest’anno in una forma più ampia e articolata: si estende nei temi, rafforza le collaborazioni e amplia l’offerta culturale. Accanto alle proiezioni serali, si consolidano le partnership con università, scuole, associazioni, sindacati e centri antiviolenza, dando vita a un programma che include incontri, dialoghi pubblici e momenti formativi. Il percorso si sviluppa attorno a quattro ambiti chiave – violenza di genere (6 maggio), crimini d’odio (12 maggio), lavoro sfruttato (19 maggio) e memoria (26 maggio) – offrendo strumenti di lettura e approfondimento su fenomeni complessi e attuali.

La rassegna amplia anche il lavoro con scuole e università, in collaborazione con il progetto Concittadini dell’Assemblea legislativa. In programma matinée e laboratori per studentesse e studenti delle scuole superiori e dell’Università di Bologna, pensati per affrontare in modo partecipato i temi della violenza, del consenso, della discriminazione e dei diritti.

Per favorire la partecipazione, per le serate del 6, 12 e 19 maggio sono disponibili 150 biglietti gratuiti ciascuna, mentre il 26 maggio l’ingresso è libero su prenotazione.

“Questa rassegna rappresenta un’iniziativa di grande valore civile e culturale, perché sceglie di affrontare temi complessi e spesso dolorosi con uno strumento potente come il cinema, capace di parlare a tutte e a tutti e di generare consapevolezza diffusa- afferma il presidente della Regione, Michele de Pascale-. Mettere al centro le vittime di reato significa riconoscerne la dignità, i diritti e la necessità di un accompagnamento concreto, ma anche costruire una comunità più attenta, più responsabile e più coesa. Come Regione sosteniamo con convinzione il lavoro della Fondazione, che da anni rappresenta un presidio fondamentale al fianco delle persone colpite da violenze e reati gravi. Iniziative come ‘Oltre il dolore’ rafforzano questo impegno, creando occasioni di confronto coinvolgendo in modo particolare le nuove generazioni, che sono protagoniste indispensabili di un cambiamento culturale profondo. Investire in cultura, educazione e partecipazione significa costruire nel tempo una società più giusta e più consapevole, capace non solo di intervenire dopo i fatti, ma anche di prevenire e contrastare fenomeni di violenza, discriminazione e odio, promuovendo il rispetto e la tutela dei diritti di ogni persona”.

“Ogni caso è diverso, ogni storia è diversa, e non esiste una formula che possa valere per tutte- dichiara Carlo Lucarelli, presidente della Fondazione Emiliano-Romagnola per le Vittime di Reato-. Ma c’è una cosa che resta uguale: dopo un reato grave comincia per molte persone una parte durissima della vita, fatta di conseguenze, di solitudine, di tentativi di ricominciare. Noi della siamo lì per questo: per non lasciare sole le persone, per riconoscere il dolore senza fermarsi al dolore, per tenere insieme aiuto concreto, ascolto e responsabilità pubblica. Anche questa rassegna nasce da qui: dal bisogno di dare spazio e voce a ciò che troppo spesso resta ai margini, e di ricordare che dietro ogni vicenda ci sono persone, non casi”.

Il programma della rassegna

La rassegna si articola in quattro appuntamenti al Cinema Modernissimo nel mese di maggio. Il 6 maggio è dedicato alla violenza di genere, con la prima cittadina di “Manas” di Marianna Brennand, accompagnata da un dialogo con la direttrice della Fondazione Elena Zaccherini e la vicesindaca di Bologna Emily Clancy, insieme ai rappresentanti della Casa delle donne per non subire violenza e di MondoDonna.

Il 12 maggio l’attenzione si sposta sui crimini d’odio con “American History X” di Tony Kaye, in un confronto dedicato ai meccanismi della radicalizzazione e della cultura del rispetto, con il contributo di Paolo Noto, docente di cinema e coordinatore del corso di laurea in DamsUniversità di Bologna.

Il 19 maggio il tema è quello del lavoro sfruttato con “Grand Ciel” di Akihiro Hata, che affronta precarietà e invisibilità del lavoro contemporaneo, con un confronto introdotto da Elena Zaccherini e da Raffaele Vicidomini (Cgil Emilia-Romagna).

Infine, il 26 maggio è dedicato alla memoria con “Blu Notte – La banda della Uno Bianca”, alla presenza dello scrittore e presidente della Fondazione Carlo Lucarelli, insieme a Roy Menarini e ad Alberto Capolungo (Associazione Vittime Uno Bianca), in una serata centrata sul diritto alla verità, alla giustizia e al riconoscimento.

Accanto alle proiezioni serali, la rassegna propone anche un programma di matinée e laboratori rivolti alle studentesse e agli studenti delle scuole superiori e dell’Università di Bologna, realizzati in forma partecipativa sui temi della violenza, del consenso, della discriminazione e dei diritti. Tra le attività in programma, la proiezione del docufilm “Cerchi” di Margherita Ferri, prodotto dalla Regione, che sarà utilizzato per la conduzione di due laboratori sulla violenza di genere: uno rivolto alle classi del triennio delle scuole superiori e uno agli studenti del corso di Laurea in Educatore sociale e culturale. È inoltre prevista una mattinata di approfondimento dedicata alla vicenda della Uno Bianca, con gli studenti del triennio delle scuole superiori, a partire dal documentario realizzato dagli studenti del Liceo Laura Bassi.

Per le proiezioni del 6, 12 e 19 maggio sono disponibili 150 biglietti gratuiti per ciascuna serata, mentre l’appuntamento del 26 maggio è a ingresso gratuito con prenotazione. L’iniziativa è realizzata nell’ambito del progetto regionale Ervi.S. III – Emilia-Romagna Victim Support, finanziato dal ministero della Giustizia.

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