RAVENNA CAPITALE DEL MARE: Festival DePortibus dal 21 al 23 maggio, per scoprire il futuro dei porti, logistica e sostenibilità nel Mediterraneo

Oltre 30 appuntamenti tra incontri istituzionali, tavole rotonde e iniziative aperte alla cittadinanza: oggi in Regione presentato il programma della manifestazione, che riunirà a Ravenna, Capitale italiana del Mare 2026, istituzioni nazionali, autorità portuali e operatori per il confronto sul futuro del sistema

BOLOGNA– La riforma del sistema portuale, avviata all’esame del Parlamento, il ruolo del Mediterraneo negli equilibri geopolitici e le questioni legate alla sicurezza energetica, a partire dagli approvvigionamenti e dalla transizione verso modelli più sostenibili. Ma anche l’integrazione tra infrastrutture, logistica e sistema produttivo, l’innovazione tecnologica e le applicazioni dell’intelligenza artificiale alle infrastrutture portuali, e le nuove competenze del lavoro portuale.

Un quadro che ha in Ravenna uno dei suoi hubprincipali: unico porto commerciale dell’Emilia-Romagna, tra i principali scali dell’Adriatico per traffico merci e primo in Italia per le rinfuse – ovvero le merci che vengono trasportate sfuse, senza imballaggi– nonché snodo di collegamento tra le rotte marittime e il sistema produttivo del Nord Italia e del Centro Europa, con un ruolo crescente anche sul fronte energetico nazionale.

Ed è nella città nominata Capitale italiana del Mare 2026 che, per la prima volta, approda DePortibus, il festival nazionale dedicato alla portualità: un confronto strutturato tra istituzioni, imprese, autorità portuali e operatori, pensato per mettere in relazione i diversi livelli del sistema e offrire uno spazio stabile di dialogo sui passaggi più rilevanti per il settore.

In programma dal 21 al 23 maggio, il festival – promosso dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico centro-settentrionale in collaborazione con Regione Emilia-Romagna, Provincia e Comune di Ravenna, organizzato da Italian Blue Growth  – si articola in oltre 30 appuntamenti tra tavole rotonde, incontri e iniziative aperte alla cittadinanza, affiancando al confronto tra decisori pubblici una proposta diffusa tra porto e Darsena, pensata per avvicinare ai temi del mare, del lavoro portuale e dell’innovazione.

La manifestazione è stata presentata oggi in Regione dal presidente, Michele de Pascale, dall’assessora regionale a Infrastrutture e Trasporti, Irene Priolo, e dal sindaco di Ravenna, Alessandro Barattoni. Presenti il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico centro-settentrionale, Francesco Benevolo, la presidente di Italian Blue Growth, Cristiana Pagni, eil direttore marittimo e comandante della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Ravenna, Maurizio Tattoli.

“Siamo orgogliosi di ospitare a Ravenna l’edizione 2026 di DePortibus, un appuntamento che porta al centro del dibattito pubblico e istituzionale il ruolo dei porti in una fase decisiva per il Paese- affermano il presidente de Pascale e l’assessora Priolo-. Oggi i porti sono uno dei cardini su cui si misura la forza di un sistema economico: competitività, energia, sicurezza degli approvvigionamenti, qualità delle filiere e capacità di stare nelle grandi rotte internazionali passano da qui. In questo quadro, Ravenna non è solo uno scalo, ma una piattaforma industriale, logistica ed energetica che sostiene una parte essenziale dell’economia dell’Emilia-Romagna e del Paese: dalle materie prime all’export, dalla manifattura alla logistica, fino ai collegamenti con il Centro Europa e il Mediterraneo. È per questa ragione che, come Regione, abbiamo scelto di investire con continuità sul porto, rafforzandone fondali, accessibilità ferroviaria, intermodalità e strumenti come la Zona logistica semplificata. È una scelta di politica industriale: significa sostenere le imprese, difendere il lavoro, rendere più competitivo il nostro sistema produttivo”.

“Dentro questo percorso- proseguono presidente e assessora– si colloca anche il confronto sulla riforma del sistema portuale, che deve accompagnare questa fase di crescita e non rallentarla. Servono regole chiare, stabilità e una visione nazionale che rafforzi i porti italiani valorizzando il ruolo dei territori, evitando soluzioni centralistiche che rischiano di allontanare le decisioni da chi quei porti li fa funzionare ogni giorno. Per l’Emilia-Romagna questo passaggio è decisivo, perché riguarda direttamente la capacità del porto di Ravenna di continuare a sostenere il nostro tessuto produttivo. È fondamentale una riforma che accompagni il lavoro già in corso, rafforzi ciò che funziona e metta un porto, come quello di Ravenna, nelle condizioni di crescere ancora, insieme alle imprese e ai territori che ogni giorno lo fanno vivere”.

“Partecipiamo con entusiasmo a questa importante manifestazione- dichiara il sindaco Barattoni– che ha il merito di puntare l’attenzione su uno scalo fondamentale per il traffico delle merci in mare Adriatico, il primo per rinfuse solide. Per tre giorni si affronteranno temi che aiuteranno a porre interessanti riflessioni per il futuro prossimo e che apriranno a confronti di crescita. DePortibus verrà ospitata in Darsena, nel luogo che maggiormente rispecchia il rapporto della città con l’acqua, elemento che ci ha permesso, lo scorso 4 marzo, di ottenere il titolo di Capitale italiana del mare 2026, prestigioso riconoscimento istituito dal bando indetto dal Dipartimento per le Politiche del Mare e di cui questa manifestazione fa parte. Siamo convinti che questa nomina comporterà una crescita di tutto il territorio e un primo risultato, ovvero la messa in rete di tutti i soggetti che, a diverso titolo, lavorano con il mare, è già stato raggiunto. Il premio ha messo in luce l’enorme capacità collaborativa del nostro territorio, premiando la nostra solidità, il nostro pragmatismo e la capacità di fare rete di fronte alle sfide. Abbiamo lavorato rinforzando il palinsesto degli eventi presenti: il dossier conta una settantina di iniziative che si succederanno fino alla fine dell’anno, a cui si aggiungono attività presentate successivamente”.

“Quattro le declinazioni scelte per raccontare il nostro rapporto con il mare e che vanno dai diversi modi di vivere la costa e le pinete, tra festival e concerti sulla spiaggia, alla ‘cittadinanza blu’, ovvero il vivere consapevolmente un sistema di equilibri e biodiversità che abbraccia acqua e dune; dall’‘economia del mare’ intesa come blue economy, porto e logistica, alla possibilità di vivere il mare praticando sport a 360 gradi- prosegue il sindaco-. Tutti questi temi compongono un ricco cartellone di eventi, tra visite alle tartarughe e convegni specializzati, che fino a fine anno animeranno tutti i nove lidi e i 35 chilometri di costa che rappresentano, insieme a pinete, valli, Parco del Delta, porto e Darsena, un patrimonio unico che continuerà a crescere anche grazie agli effetti che questo titolo produrrà per gli anni a venire”.

Il programma di DePortibus 2026

Tre giorni di confronto, approfondimento e iniziative tra porto e città: DePortibus 2026 si presenta come un laboratorio diffuso che intreccia dimensione istituzionale e divulgativa, mettendo al centro i grandi temi della portualità contemporanea. Oltre 30 appuntamenti tra tavole rotonde, conferenze, interviste, incontri e momenti pubblici animeranno Ravenna, il porto e la Darsena, insieme ad alcuni dei luoghi più significativi della città, trasformati per l’occasione in spazi di dialogo tra istituzioni, imprese, operatori, cittadine e cittadini.

L’inaugurazione è in programma giovedì 21 maggio alle ore 9.30 alle Artificerie Almagià, alla presenza del presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, del viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Edoardo Rixi, del sindaco di Ravenna, Alessandro Barattoni, del presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico centro-settentrionale, Francesco Benevolo, e della presidente di Italian Blue Growth, Cristiana Pagni.

Il Festival, che si inserisce nell’ambito delle iniziative di Italian Port Days, si svolge sotto l’alto patrocinio del Parlamento europeo, e con il patrocinio di: Commissione europea, ministeri delle Infrastrutture e dei Trasporti, dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, dell’Economia e delle Finanze, e della Difesa, Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, Assoporti, Assiterminal, Assocostieri, Fedespedi, Federazione del Mare.

Il programma si articola in due direttrici principali. La prima, “Connessioni”, rappresenta il cuore istituzionale della manifestazione: uno spazio di confronto politico, tecnico ed economico che riunisce rappresentanti delle istituzioni italiane ed europee, autorità portuali, imprese, associazioni di categoria e mondo accademico. Un contesto pensato per delineare scenari e strategie sul ruolo dei porti come infrastrutture decisive per la competitività del Paese e per il posizionamento dell’Italia nelle grandi rotte internazionali.

Giovedì 21 maggio il focus sarà sul ruolo del Mediterraneo nello scenario geopolitico attuale, tra sicurezza, rotte commerciali e nuovi equilibri internazionali. Venerdì 22 maggio il confronto si concentrerà sulla riforma del sistema portuale, con una tavola rotonda dedicata che vedrà il coinvolgimento di Governo, istituzioni e operatori, in una fase in cui il disegno di legge è all’avvio dell’iter parlamentare. Sabato 23 maggio, in lavori saranno incentrati sulla Blue Economy e sulle prospettive di sviluppo del comparto.

Accanto ai momenti istituzionali, il programma approfondisce alcuni nodi strategici per la portualità contemporanea: i progetti energetici e ambientali legati allo scalo ravennate, la decarbonizzazione dei sistemi portuali, le politiche di sviluppo del traffico crocieristico, la sicurezza del Mediterraneo, l’intermodalità tra mare e terra e il contributo della logistica alla competitività del Made in Italy.

La seconda direttrice, “Impronte”, rappresenta la dimensione più divulgativa e partecipativa del Festival, pensata per coinvolgere un pubblico ampio e non specialistico. Visite guidate, mostre, laboratori, incontri, dimostrazioni e spettacoli animeranno diversi spazi della città e della Darsena, costruendo un racconto diffuso che intreccia cultura del mare, innovazione, ambiente e lavoro.

Tra gli appuntamenti più attesi, venerdì 22 maggio al Teatro Dante Alighieri è in programma il concerto dell’International Clandestine Orchestra guidata dal violinista Olen Cesari, mentre sabato 23 maggio alle ore 22 la Darsena ospiterà una coreografia di droni luminosi accompagnata da fuochi d’artificio e dall’esibizione dal vivo dell’Orchestra La Corelli diretta dal maestro Jacopo Rivani.

Il programma culturale si sviluppa anche attraverso il coinvolgimento di musei e istituzioni della città. La Biblioteca Classense propone una mostra dedicata alla Darsena tra Ottocento e Novecento, mentre il Museo nazionale delle attività subacquee ospita un’esposizione fotografica sul relitto del Paguro, oggi sito di interesse comunitario e area a tutela biologica. La Società degli Uomini della Casa Matha presenta una raccolta di cimeli e testimonianze della Regia Marina nel Mar Adriatico durante la Prima guerra mondiale, contribuendo a restituire una prospettiva storica sul rapporto tra Ravenna e il mare.

Spazio anche alla formazione e alle nuove generazioni, con il coinvolgimento dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna in un contest artistico dedicato ai temi del festival, e con iniziative che mettono in relazione ricerca, creatività e territorio. In parallelo, esperienze immersive e attività divulgative permetteranno di avvicinarsi in modo diretto al mondo della portualità e degli ecosistemi marini: dalle visite al Cestha – Centro Sperimentale per la Tutela degli Habitat, con la possibilità di assistere al rilascio delle tartarughe, alle simulazioni del ponte di comando curate dall’Istituto tecnico “Nullo Baldini”.

Non mancheranno infine iniziative dedicate all’inclusione e alla partecipazione, come la veleggiata “Tuttinbarcabili”, aperta a persone con disabilità e alle loro famiglie.

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