DAL MADAGASCAR IN ARRIVO A REGGIO EMILIA ALTRI 5 STUDENTI MALGASCI PER IL PROGETTO ALBA

Il progetto di solidarietà tra Madagascar ed Reggio Emilia si rafforza

REGGIO EMILIA/FARAFANGANA – Il ponte di solidarietà e cultura tra il Sud-Est del Madagascar e l’Emilia si fa sempre più solido. Il progetto dell’Università malgascia Alba, segna una nuova tappa fondamentale: altri cinque giovani studenti malgasci sono partiti per l’Italia, destinazione Università di Modena e Reggio Emilia (Unimore) (nella foto in partenza dal Madagascar). Si aggiungono ai cinque già presenti.

Il momento del commiato è stato sancito da una cerimonia carica di emozione.

A conclusione della grande celebrazione diocesana dedicata al Beato Lucien Botovasoa — martire malgascio e modello di laicità cristiana — i cinque borsisti hanno ricevuto una solenne benedizione. Il Vescovo, davanti a tutta la comunità diocesana, ha affidato ai ragazzi una missione che va oltre lo studio: essere ambasciatori della loro terra.

Presente alla celebrazione anche don Luca Fornaciari, missionario  della Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla e vero motore del progetto Alba nel Sud-Est del Madagascar. Don Luca ha voluto sottolineare il valore umano dietro i libri: “Questi ragazzi non partono solo per studiare,” ha dichiarato don Luca Fornaciari. “Sono il segno tangibile di una Chiesa che crede nel futuro del Madagascar. Il progetto Alba nasce per dare a questi giovani gli strumenti per tornare qui e diventare i leader di domani, capaci di servire il proprio popolo con professionalità e amore. Vederli ricevere la benedizione nel nome del Beato Botovasoa è un richiamo alla loro responsabilità: crescere nella competenza senza mai perdere l’umiltà e lo spirito di servizio.”

Il percorso dei cinque studenti a Reggio Emilia non sarà solo accademico. Presso Unimore, i ragazzi frequenteranno corsi di specializzazione strategici per lo sviluppo del loro territorio. Ma il cuore del progetto risiede nel modello di accoglienza emiliano. Gli studenti saranno accolti da famiglie reggiane e modenesi. “L’ospitalità in famiglia è la chiave,” continua don Luca. “Permette un incontro vero, dove la diversità diventa ricchezza quotidiana. Le famiglie emiliane aprono le porte di casa, ma anche il cuore a una fraternità universale.”
Le comunità di Reggio e Modena diventano parte integrante del progetto, trasformando la specializzazione universitaria in un’esperienza di vita condivisa.

Il progetto Alba continua a dimostrare che la cooperazione internazionale non è fatta solo di aiuti economici, ma di investimenti sulle persone. Mentre i cinque ragazzi preparano le valigie per l’Italia, il Madagascar sa di poter contare su una rete di amicizia che attraversa gli oceani, unita dalla visione di don Luca e dalla generosità della terra reggiana.

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