VENEZIA – In occasione della 61ª Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia, l’artista filippino Ronald Ventura, una delle voci più importanti del Sud-est asiatico, presenta “Ronald Ventura: Luna”, una grande mostra che riunisce oltre una dozzina di opere di nuova realizzazione.
L’esposizione, curata da Ruel Caasi e promossa dalle istituzioni organizzatrici MUSE Science Museum Trento e Castel Belasi – Contemporary Art Center for Eco Thought, si sviluppa come evento collaterale della Biennale Arte 2026, “In Minor Keys”, della compianta Koyo Kouoh, per mettere in scena un dialogo vivido tra Venezia e Malabon, due comunità a forma di acqua legate dalle maree, dal commercio, dalla memoria e dalla vulnerabilità ecologica.
Concepito come intervento site-specific presso i Docks Cantieri Cucchini, “Ronald Ventura: Luna” offre una riflessione attuale sui processi di sedimentazione interculturale e sulle loro ramificazioni storiche e socio-ecologiche. La nuova serie di opere prosegue così l’esplorazione multiforme dell’artista della realtà culturale quotidiana nelle Filippine, mettendo in dialogo il villaggio di pescatori di Malabon con la città di Venezia. L’acqua, forza ambigua – capace al contempo di sostenere e distruggere la vita – funge da ponte tra i due luoghi, il cui passato, presente e futuro, distinti, sono strettamente legati all’elemento circostante. Le maree, orchestrate dalla luna, diventano lo sfondo di una meditazione su come le realtà locali possano risuonare con le preoccupazioni globali. Simbolo mitologico e riferimento spirituale, il corpo celeste emerge come punto di riferimento per “Ronald Ventura: Luna”, mentre Ronald Ventura esplora il motivo lunare attraverso pittura, scultura e installazione. Sull’acqua, la luna domina, sorgendo come un arco narrativo che collega Malabon e Venezia.
Assemblando nuove opere di generi diversi – dai dipinti a olio ai disegni a carboncino, dalle composizioni scultoree in resina alle sculture in vetro di Murano, passando per le videoinstallazioni – Ronald Ventura crea un ambiente immersivo che dà voce, in modo visivamente intrigante, agli strati e alle sovrapposizioni della storia le cui implicazioni continuano a plasmare i complessi intrecci identitari dello stato insulare. Lo spazio dell’ex cantiere navale diventa così il palcoscenico di una riflessione su temi pertinenti all’ecologia della natura acquatica delle due città, e funge da punto di partenza per ulteriori spunti di riflessione. Materia, memoria e metafora si uniscono e si fondono in una narrazione, che parla attraverso i frammenti di una quotidianità ricca di storie, il cui presente frammentato risiede negli archivi di un corpo celeste al di sopra delle geografie di due luoghi immersi nell’acqua.
In sostanza, “Ronald Ventura: Luna” si dipana come una riflessione sull’interconnessione. Da Venezia, crocevia di culture e commerci, a Malabon, microcosmo della precaria sopravvivenza delle Filippine, Ronald Ventura affronta una delle questioni più urgenti dei nostri giorni: la connessione perduta tra la società moderna e i ritmi e i valori essenziali della natura, attraverso un’attenta stratificazione di linguaggi visivi divergenti. Il fotorealismo si fonde con la grandiosità rinascimentale, mentre il fumetto dialoga con i frammenti testuali dei riferimenti classici. Un pastiche di riferimenti che allude alla complessità dell’identità contemporanea.
Realizzato in stretta collaborazione con il MUSE Science Museum Trento e Castel Belasi – Contemporary Art Center for Eco Thought, l’evento collaterale “Ronald Ventura: Luna” va oltre lo spazio espositivo attraverso un programma pubblico, che include una masterclass dell’artista. La masterclass è collegata a “We Are the Flood”, la piattaforma creativa del MUSE che affronta la crisi climatica, le dinamiche dell’Antropocene e la transizione ecologica, sviluppata in collaborazione con Ronald Ventura Studio e Castel Belasi.
Massimo Bernardi, direttore del MUSE, commenta: “La presenza del MUSE alla Biennale Arte 2026, attraverso l’opera di Ronald Ventura, ci permette di esplorare le grandi sfide del nostro tempo – come l’innalzamento del livello del mare e le crisi ecologiche – attraverso un linguaggio estetico potente e stratificato, capace di connettere realtà geograficamente distanti che condividono la stessa vulnerabilità.”
Stefano Cagol, direttore artistico di Castel Belasi, aggiunge: “La ricerca di Ronald Ventura si inserisce perfettamente nella missione di Castel Belasi – Centro di Arte Contemporanea per il Pensiero Ecologico e nel suo programma 2026-2027 dedicato al suolo, che indaga l’estrattivismo, il tempo e l’equilibrio tra uomo, natura ed ecosistemi.”
Per MUSE e Castel Belasi, la promozione di questo evento collaterale rappresenta un’estensione della loro missione di divulgazione scientifica e sensibilizzazione ambientale.
Nell’opera di Ronald Ventura, temi urgenti legati alla crisi climatica e alle interazioni antropogeniche assumono una voce potente, innescando un dibattito e uno scambio necessari al di là dei confini nazionali, superando il concetto limitante di Stato-nazione, per affrontare le sfide globali del XXI secolo come umanità intera. Le maree, governate dalla “Luna”, diventano così un monito a ricordare come, in definitiva, siamo tutti connessi al di là delle geografie e nella nostra condizione comune.
L’evento collaterale della Biennale Arte 2026 sarà accompagnato da un’ampia pubblicazione, che includerà saggi dedicati, numerose illustrazioni e commenti, nonché una conversazione con l’artista.
Ronald Ventura: Luna
A cura di Ruel Caasi
Evento collaterale della 61ª Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia
9 maggio – 22 novembre 2026
Da martedì a domenica, dalle 11:00 alle 19:00
Docks Cantieri Cucchini, Castello, Venezia (IT)




