Prima missione di Storchi (Ucid) a Parigi per promuove un modello economico etico e inclusivo

REGGIO EMILIA – Rafforzare il dialogo internazionale e costruire una rete europea dell’imprenditorialità cristiana fondata sulla Dottrina Sociale della Chiesa.

Al centro Storchi (UCID) con i colleghi dell’EDC francesi

Con questo obiettivo il cavalier del lavoro Fabio Storchi ha scelto Parigi come prima tappa internazionale del suo mandato alla guida del Comitato tecnico scientifico nazionale di UCID per il triennio 2026-2029.

La missione ha rappresentato un’importante occasione di confronto con Uniapac, la rete mondiale che coordina le associazioni di imprenditori cristiani in oltre 60 Paesi, e con EDC (Entrepreneurs et Dirigeants Chrétiens), storica realtà francese dell’imprenditoria cristiana. Storchi ha incontrato il nuovo presidente nazionale, Arnaud Guirouvet, avviando un dialogo sulle sfide comuni legate all’etica d’impresa, all’umanesimo integrale e alla sostenibilità.

Particolare interesse ha suscitato il modello organizzativo francese dell’EDC, realtà con una storia consolidata e una forte capacità di aggregazione tra imprenditori di diverse confessioni cristiane. 

Nel corso dei colloqui parigini, un elemento ha colpito profondamente la delegazione italiana guidata da Storchi: la straordinaria forza inclusiva del modello associativo francese. Se in Italia l’UCID è storicamente legata alla tradizione cattolica, l’EDC in Francia è riuscita a compiere un vero e proprio miracolo ecumenico.

L’associazione transalpina unisce infatti, sotto la stessa sigla e attorno agli stessi tavoli operativi, imprenditori cattolici, protestanti e ortodossi. Si tratta di un lavoro di integrazione teologica e culturale di portata notevole: le tre grandi confessioni cristiane d’Europa superano le storiche divisioni dogmatiche per convergere su un terreno comune e pragmatico, guidate dall’etica del lavoro, dalla dignità della persona e dalla responsabilità verso il creato.

Questo ecumenismo economico dimostra che la fede e i valori spirituali possono diventare un potentissimo collante sociale, capace di unire sensibilità diverse per dare risposte compatte alle crisi della modernità. Per l’UCID italiana, questa vocazione inclusiva rappresenta una grande lezione di apertura e un modello di dialogo interreligioso da studiare con attenzione.

Un’esperienza che l’UCID guarda come esempio di dialogo, collaborazione e “fare sistema”.

Nel confronto con Uniapac e EDC sono emerse alcune priorità condivise: il governo etico dell’intelligenza artificiale, la tutela della persona nei processi produttivi, la formazione delle nuove generazioni e la promozione di modelli imprenditoriali orientati al bene comune.

Tra le prospettive emerse anche l’avvio di una collaborazione stabile tra Italia e Francia sul piano culturale e scientifico, con incontri periodici, attività di ricerca e iniziative editoriali congiunte dedicate ai temi dell’economia civile e della leadership etica.

“La Francia dimostra una forte capacità di fare sistema e di affrontare in modo condiviso le sfide economiche e sociali”, ha sottolineato Storchi, evidenziando come il dialogo europeo tra associazioni imprenditoriali cristiane possa contribuire a costruire un modello di sviluppo più umano e sostenibile.

La missione parigina segna così l’inizio di una nuova stagione di relazioni internazionali per l’UCID, orientata a rafforzare la cooperazione europea e a promuovere una cultura d’impresa centrata sulla persona e capace di coniugare innovazione, sostenibilità e valori. Nella foto con Arnaud Guirouvet, e Rodrigo Whitelaw, segretario generale di Uniapac.

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