Premio Castello 2026: Celebrazione dei talenti culturali
MARIO GRANDI e FRANCO PIAVOLI
CERLONGO (MN)- Domenica 7 giugno alle ore 10:45, si inaugura il “Premio Castello per meriti artistici, XVIII edizione” e il “Premio Castello per meriti culturali, VI edizione”, a Cerlongo di Goito.
Espongono e sono premiati per meriti artistici i Maestri, nonché coniugi, HIKARI MIYATA e IDA VALENTINA TAMPELLINI che vivono tra Goito e San Benedetto Po.
La presentazione è affidata a Carlo Micheli.
I premiati per meriti culturali sono:
MARIO GRANDI, promorore di eventi culturali, fondatore e Presidente dell’associazione Amici di Mario Pavesi (Piubega) e FRANCO PIAVOLI, regista e fotografo. La presentazione sarà di Luca Cremonesi.
IL PREMIO CASTELLO
Il Premio Castello, dopo lo scioglimento nel 2025, da parte dell’assemblea dei soci, del Circolo Ricreativo e Culturale “Castello” di Cerlongo, rimane coordinato da Elio Terreni ma è direttamente organizzato, in questa edizione, dal Comune di Goito, con il Patrocinio della Provincia di Mantova.
L’evento, per la prima volta, si presenta con un logo proprio creato dall’artista goitese Elio Terreni che ha realizzato anche una cartolina celebrativa del 25° anniversario della nascita della manifestazione, a fronte di un percorso che ha visto la realizzazione di 18 edizioni dedicate ai meriti artistici e 6 ai meriti culturali. La cartolina è stampata dal Comune di Goito, con il Patrocinio della Provincia di Mantova, in edizione limitata e numerata di 250 copie.
Il “Premio Castello” è nato, nel 2001, da un’idea di Elio Terreni ed è costituito da una targa argentata disegnata dall’artista goitese in quell’anno. A designare i vincitori dell’edizione 2026 è il comitato “Artecultura” del nuovo “Premio Castello”, coordinato da Elio Terreni e rimasto invariato nei suoi componenti dal 2018.
Il Premio, sin dalla sua nascita, si propone di celebrare maestri che, sperimentando stili personali e portando avanti ricerche di pregio, lasciano un segno nel mondo dell’arte e della cultura contemporanea. L’evento viene da sempre accompagnato da un’esposizione delle opere dell’artista o degli artisti premiati.
Dal 2018, il riconoscimento per meriti artistici è stato affiancato dal premio per meriti culturali a promotori e curatori di eventi, a educatori e formatori, a ricercatori e studiosi, a Maestri delle altre arti (poeti, scrittori, registi, sceneggiatori, designer, videomaker, fotografi, cantautori, musicisti, ecc.).
INAUGURAZIONE e PREMIAZIONI:
Domenica 7 GIUGNO – Ore 10.45
DATE MOSTRA d’ARTE, dal 7 giugno al 21 giugno 2026.
ORARIO: sabato 15:00-18:00; domenica 10:00-12:00 e 15:00-18:00
Villa Magnaguti – P.le S. Pio X, 9 – Cerlongo di Goito (MN)
INGRESSO LIBERO

HIKARI MIYATA
Hikari Miyata nasce nel 1939 a Matsuyama (Ehime), una città dell’isola di Shikoku nel sud del Giappone.
Alla conclusione del secondo conflitto mondiale, la famiglia di Hikari perde la casa in un bombardamento; il padre, richiamato nella flotta giapponese, non fa più ritorno.
La madre, rimasta con cinque figli, si trasferisce nella campagna di Ozu. Hikari, dopo il diploma di istruzione secondaria, raggiunge Tokyo, la capitale, per studiare e lavorare. Si laurea in Design all’Università di Chiba e lavora a Tokyo per diversi anni nel campo del design.
Nel 1968 arriva l’occasione di lavorare in Europa e quindi di vedere un mondo completamente diverso. Nel ’69, dopo un lungo viaggio nelle maggiori nazioni europee, decide di lasciare il Giappone e stabilirsi in Italia. Inizia una nuova vita: si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano e si diploma nel 1975, anno in cui si sposa con Ida Valentina Tampellini.
A Milano, oltre l’attività artistica, collabora con importanti studi di architettura. Con la nascita della figlia Sara, si trasferisce nella provincia di Mantova, conosce la vita di campagna e inizia l’attività espositiva.
Attualmente vive con la moglie tra Goito e San Benedetto Po.
Di lui hanno scritto: Sergio Albesano, Elena Alfonsi, Paola Artoni, Felice Ballero, Paolo Bertelli, Mario Cattafesta, Alessandro Canova, Federica Cerchiari, Livia Calciolari, Oriana Caleffi, Renata Casarin, Lorena Corradini, Luca Crippa, Siro De Padova, Giorgio Di Genova, Domenico Di Filippo, Luisa Errico, Tazio Facchini, Paola Fucilieri, Werther Gorni, Giorgio Giliberti, Rosaria Guadagno, Benvenuto Guerra, Lanfranco, Federica Lonati, Ezio Maglia, Fabio Malavasi, Gino Mazzacani, Renzo Margonari, Carlo Micheli, Sara Miyata, Vittorio Montanari, Giorgio Nenci, Oscar Piva, Jean Pacher, Maria Grazia Savoia, Elia Santoro, Rinaldo Sandrini, Elio Terreni, Learco Zanardi.
IDA VALENTINA TAMPELLINI
Ida Valentina Tampellini nasce a Portiolo di San Benedetto Po (MN), il 13 aprile 1950.
Nel 1968 consegue il diploma pressi l’Istituto d’Arte di Mantova. Inizia giovanissima l’attività artistica partecipando a numerosi concorsi e mostre. Nel 1969 si trasferisce a Milano, per frequentare l’Accademia di Belle Arti di Brera, dove rimarrà fino alla fine degli anni Settanta.
Nel ’73 si diploma in Decorazione Pittorica. Nell’autunno dello stesso anno è assunta come docente di disegno presso la Società Umanitaria di Milano, animata da validi docenti che in seguito emergeranno nel campo della grafica e della fotografia. Nel frattempo si iscrive al corso di pittura dell’Accademia, ove si diploma nel ’77. Nel ’75 sposa l’artista Hikari Myata, compagno nel corso di decorazione all’Accademia; l’anno successivo nasce la figlia Sara.
Nel ’80 si stabilisce a Goito e ritorna a insegnare discipline pittoriche, prima all’Istituto d’Arte di Mantova successivamente a Guidizzolo: l’esperienza scolastica, in particolare la collaborazione con gli studenti è molto stimolante. Verso la fine degli anni ’90 lascia l’insegnamento per potersi dedicare all’arte, pur mantenendo viva la collaborazione con le scuole e gli studenti.
A partire dal ’69 data della sua prima mostra estemporanea Ida Valentina ha partecipato a innumerevoli manifestazioni culturali nazionali e locali. Con il passare degli anni ha saputo guadagnarsi un pubblico affezionato e le sue opere fanno parte di collezioni private e pubbliche.
Attualmente vive con il marito tra Goito e San Benedetto Po.
Hanno scritto di lei: Elena Alfonsi, Paola Artoni, Paolo Bertelli, Romano Boccadoro, Davide Boriani, Nicolino Branciforti, Oriana Caleffi, Renata Casarin, Mario Cattafesta, Fabio Cavazzoli, Claudio Cerritelli, Lorena Corradini, Paolo Dozan, Lara Fezzardi, Paola Fucilieri, Werther Gorni, Federica Lonati, Telesforo Luzzi, Fabio Malavasi, Arnaldo Maravelli, Pietro Marcazzan, Renzo Margonari, Valentina Margonari, Paolo Mazzacani, Carlo Micheli, Donata Negrini, Domenico Pirondini, Oscar Piva, Arianna Sartori, Maria Grazia Savoia, Adalberto Scemma.
MARIO GRANDI
Mario Grandi, nato a Piubega il 4 settembre 1955, dopo il diploma in ragioneria presso l’Istituto Statale “Alberto Pitentino” di Mantova viene assunto dalla Banca Agricola Mantovana. L’intera sua carriera si svolge nel settore finanziario: nel 1987 passa ad Allianz come promotore finanziario e nel 1995 entra nella Banca Popolare di Verona (oggi Banco BPM), dove ricopre per anni il ruolo di direttore di filiale a Castel Goffredo e a Gazoldo degli Ippoliti. Qui conosce Nanni Rossi, direttore artistico della nota associazione culturale e ricreativa “Postumia”.
Dopo il pensionamento (2017), il sindaco Stefano Arienti gli affida la gestione di Palazzo Pavesi, donato al Comune dall’ingegner Mario Pavesi per finalità culturali. Grandi accetta con convinzione, anche per il legame personale con il benefattore.
Nel 2018 promuove l’allestimento di un museo archeologico, con materiali dell’associazione “Postumia”, poi trasferito nel 2021 alla Rocca Palatina di Gazoldo degli Ippoliti, a seguito di accordi con la Soprintendenza.
Nel 2019, con l’amministrazione guidata da Cristina Zinetti, Grandi fonda l’associazione Amici di Mario Pavesi, di cui è presidente (riconfermato nel 2022). Dal 2020 organizza rassegne culturali estive, soprattutto musicali, che richiamano pubblico anche dai paesi limitrofi. Nel 2021 l’associazione entra nel RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore).
Nel 2024 e 2025, presso l’Istituto Diocesano di Mantova e la Casa del Mantegna, l’associazione realizza due convegni. Il primo è dedicato all’insegnamento della lingua e della storia italiana e alle opere di carità promosse da Mario Pavesi a Omsk (Siberia). Il secondo approfondisce il suo impegno nella tutela dell’ambiente.
Nel dicembre 2025, Grandi è confermato presidente per un altro triennio. Nel 2026 si tiene la settima stagione di eventi a Palazzo Pavesi; per il 2027 è prevista la ripresa delle attività con una nuova biblioteca, realizzata grazie a un finanziamento regionale di 500.000 euro ottenuto dal Comune nel 2024.
Sotto la guida di Grandi, l’associazione è diventata in pochi anni un punto di riferimento per la comunità, promuovendo cultura, valorizzazione del patrimonio locale e iniziative a beneficio del territorio.
FRANCO PIAVOLI
Franco Piavoli nasce a Pozzolengo (Brescia) nel 1933, dove tuttora vive nella residenza di famiglia, antica dimora in cui il padre, medico condotto, curava i pazienti del paese. Fin da giovane manifesta una forte inclinazione artistica: insieme all’amico e compaesano Ugo Mulas si dedica a pittura, fotografia e poesia.
Dopo il liceo classico e la laurea in giurisprudenza, esercita brevemente la professione legale, per poi dedicarsi all’insegnamento del diritto, senza mai abbandonare la sua vera vocazione: il cinema. Frequenta Mario Lodi, con cui instaura un intenso scambio umano e culturale. Conosce Neria, futura moglie e fondamentale partner artistica. L’incontro con Silvano Agosti segna l’avvio del suo percorso cinematografico; collabora inoltre con Ermanno Olmi, con cui sviluppa un duraturo rapporto di stima. Insegna Istituzioni di regia all’Università Cattolica di Brescia. L’attività prosegue oggi con il figlio, che ha avviato uno studio di produzione nella casa di famiglia.
La sua filmografia è ricca di riconoscimenti. Negli anni Sessanta realizza i suoi primi cortometraggi – Le stagioni (1961), Domenica sera (1962), Emigranti (1963) ed Evasi (1964) – tutti premiati al Festival di Montecatini. Il primo lungometraggio, Il pianeta azzurro (1982), presentato alla 50ª Mostra del Cinema di Venezia, ottiene il Premio BCV e il Premio UNESCO, oltre al Nastro d’argento l’anno successivo. Nostos, il ritorno (1989) è selezionato nei festival di Locarno, San Francisco e Mosca. Voci nel tempo (1996) vince il Premio FEDIC a Venezia e il premio del pubblico al Filmtage di Göttingen (1998). Al primo soffio di vento (2002), in concorso a Locarno e invitato al Sundance Film Festival (2003), riceve il Premio del pubblico al Neue Heimatfilm di Freistadt e il riconoscimento per il miglior film straniero al Santa Cruz Film Festival (2004).
Tra i principali riconoscimenti: il Premio Vittorio De Sica (2004, Quirinale) e la medaglia del Presidente della Repubblica nell’ambito del Premio Solinas (2010). Nel 2008 presenta Il pianeta azzurro al Lincoln Center di New York; nel 2009 realizza L’orto di Flora per il documentario Terra Madre di Ermanno Olmi. Nel 2016 il Cinéma du Réel di Parigi gli dedica una retrospettiva al Centre Pompidou; nello stesso periodo presenta a Locarno il mediometraggio Festa.
Nel 2021 riceve la Rosa d’oro della Milanesiana. Nel 2022 la Filmoteca de Catalunya di Barcellona gli dedica una retrospettiva integrale. Alla Festa del Cinema di Roma – Alice nella Città viene presentata l’edizione restaurata de Il pianeta azzurro a cura della Cineteca Italiana di Milano. Nel 2025 la Fondazione Prada – Cinema Godard di Milano gli dedica una retrospettiva completa. Numerosi studi, cataloghi e tesi sono stati dedicati alla sua opera.














