L’iniziativa, guidata dall’Accademia di Belle Arti di Carrara, che riunisce accademie, conservatori e università per creare un unico museo a cielo aperto con mostre e installazioni in tutta Italia a ingresso gratuito, annuncia gli eventi in programma nel mese di giugno
Prosegue “COM.UNITÀ DELL’ARTE DIFFUSA” (sintetizzato con C.O.M., acronimo di City Open Museum): il progetto di arte diffusa (transmediale, multimodale, interattiva), guidato dall’Accademia di Belle Arti di Carrara, che mette in dialogo territori, istituzioni accademiche e culturali italiani, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio artistico italiano e trasformare città, borghi e piazze in un unico spazio creativo comune. Tra riflessioni che spaziano dal cinema documentario contemporaneo al mondo delle gallerie d’arte, dallo sguardo sulle direzioni espressive esplorate dagli studenti dell’Accademia al rapporto tra gesto umano, pensiero creativo e intelligenza artificiale, fino aldialogo tra arte e anarchia, ecco i prossimi appuntamenti a Carrara.
Rassegna cinematografica “Non è Reale?” Tre film che indagano i confini del reale. Tre sguardi sul futuro anteriore del cinema.
10, 17 giugno 2026 – Aula Magna, Accademia di Belle Arti di Carrara
Tra le iniziative del fitto calendario di eventi, tutti a ingresso gratuito e consultabili online, spicca “Non è Reale? Tre film che indagano i confini del reale. Tre sguardi sul futuro anteriore del cinema”: una rassegna che si terrà il 10 e il 17 giugno alle ore 16:00 presso l’Aula Magna dell’Accademia di Belle Arti di Carrara ed è dedicata al cinema documentario contemporaneo, organizzata in collaborazione con l’Associazione Vertigo.
Alla base dell’iniziativa, l’idea che il cinema documentario italiano contemporaneo non sia più un genere, ma un campo di ricerca. Negli ultimi anni ha ridefinito il proprio statuto, superando l’idea di registrazione del reale per diventare uno spazio di innovazione linguistica. Oltre la finzione, esiste un luogo in cui il cinema si rinnova: un territorio di scoperta, attraversato da pratiche ibride tra documentario, fiction, archivio e sperimentazione. Autori e autrici lavorano sul presente interrogando i mutamenti della società, le forme del digitale, le nuove soggettività, il rapporto tra umano e tecnologia, ma anche la memoria — personale, collettiva, cinematografica. Ne emerge un cinema radicale e politico, spesso ai margini dell’industria ma centrale sul piano artistico e critico, capace di ridefinire linguaggi e immaginari: un cinema che non rappresenta il mondo, ma nasce per metterlo in discussione.
Il secondo dei tre appuntamenti in programma (il primo si è svolto mercoledì 03 giugno) è previsto per mercoledì 10 giugno, con la visione di “Waking Hours”, di Federico Cammarata e Filippo Foscarini (Italia, 2025, 78’). Il documentario mette in luce come, al confine con l’Europa, al crocevia tra Bosnia, Serbia e Ungheria, un gruppo di passeur afghani stazioni alla frontiera smistando il flusso migratorio illegale da una parte all’altra dell’area Schengen. Un altoparlante invita a non avvicinarsi al filo metallico che separa i territori: la minaccia di una penetrazione fuori legge dimora accanto al lavoro di chi quella regola la trasgredisce per sopravvivere. Corpi vicini, sotto le tende, preparano la cena e discutono delle voci della politica occidentale che arrivano in quel non-luogo deformate, travisate, inesatte, sovrapponendosi a chiacchiere per passare il tempo, conversazioni intime, telefonate a chi, al di qua del confine, si sta preparando al passaggio. Grazie alla presenza a Carrara del regista Francesco Cammarata, si discuterà di come il film racconti la soglia tra visibile e non visibile, esattamente come i soggetti che sceglie di rappresentare, nella loro indeterminatezza politica, sociale e quindi cinematografica. Un’opera che chiede allo spettatore uno sforzo radicale: contemplare immagini indefinite e suoni imprecisati, entrare nel mondo liminale di chi non ha diritto di cittadinanza, perdersi nell’oscurità della nostra contemporaneità.
Infine, mercoledì 17 giugno, spazio a “Una cosa vicina” di Loris G. Nese (Italia, 2025, 90’). Il film, ambientato negli anni Novanta, si concentra su un bambino che cresce circondato da profondi segreti. Gli uomini della sua famiglia, compreso il padre, muoiono troppo giovani, ma lui non è ancora in grado di capire il perché. Quando scopre che il suo cognome pesa come un marchio in città, ha l’impressione di rivedere la propria vita nei film gangster e horror che ama, specchio della violenza che gli ha cambiato la vita. È proprio attraverso il cinema che, ormai adulto, comincia a interrogarsi sul passato e a ricostruire la propria identità. Trasformare la sua storia in un film diventa l’unico modo per affrontare un’eredità ingombrante e colmare un vuoto che lo accompagna da sempre. A seguito della proiezione, ci sarà un collegamento con il regista Loris G. Nese e la produttrice Chiara Marotta.
Lectio Magistralis con Massimo De Carlo
IL TEMPO E LA VISIONE MASSIMO DE CARLO SULLA SEDIMENTAZIONE CULTURALE DELL’ARTE.
4 giugno – Aula Magna, Accademia di Belle Arti di Carrara
La Lectio Magistralis di Massimo De Carlo, uno dei più influenti e visionari galleristi della scena artistica internazionale contemporanea, si terrà il prossimo 04 giugno 2026, alle ore 11:30, presso l’Aula Magna dell’Accademia di Belle Arti di Carrara.
A cura di Michele D’Agostino, docente dell’Accademia di Belle Arti di Carrara, l’incontro si configurerà come un dialogo aperto e dinamico dedicato alla complessa macchina organizzativa, curatoriale e strategica che sostiene una galleria d’arte di respiro globale. Attraverso il racconto della sua esperienza diretta e delle attività sviluppate nelle sedi di Milano, Londra, Hong Kong e Parigi, De Carlo offrirà una prospettiva privilegiata sui meccanismi che regolano il mercato dell’arte, la ricerca curatoriale e i processi culturali contemporanei. Nel corso della Lectio Magistralis verranno affrontati i temi centrali della ricerca artistica attuale e il suo impatto nel delineare il futuro dell’arte globale, con un’attenzione particolare al rapporto con le giovani figure emergenti. La riflessione si concentrerà inoltre sulla figura del gallerista visionario e sulla responsabilità culturale dell’investimento nel talento precoce, analizzando i processi di divulgazione, valorizzazione e sedimentazione culturale necessari affinché l’opera d’arte possa trasformarsi in patrimonio condiviso e duraturo per la società. Un ulteriore focus sarà dedicato alla dimensione del tempo, elemento oggi sempre più cruciale e controcorrente all’interno di un sistema dell’arte caratterizzato da trasformazioni rapide e continue. In questo contesto, la capacità di costruire visioni a lungo termine e relazioni autentiche con artisti e pubblico rappresenta una delle sfide più significative del contemporaneo.
Rassegna cinematografica “I Film dell’Accademia”
08 giugno 2026 – Il Nuovo Cinema Garibaldi, Carrara
A cura di Valentina Miorandi, docente dell’Accademia di Belle Arti di Carrara, è in programma per domenica 8 giugno (dalle ore 16.30 alle 17.30), presso il Nuovo Cinema Garibaldi di Carrara, la rassegna cinematografica “I Film dell’Accademia”. L’iniziativa rappresenta un momento di restituzione pubblica dei percorsi di ricerca e produzione sviluppati all’interno delle aule e dei laboratori dell’Accademia, offrendo al pubblico uno sguardo sulle molteplici direzioni espressive esplorate dagli studenti.
Infatti, l’iniziativa presenta una selezione di dieci cortometraggi ideati e realizzati dalle studentesse e dagli studenti della Scuola di Nuove Tecnologie dell’Arte e della Scuola di Cinema dell’Accademia di Belle Arti di Carrara. Le opere in programma attraversano differenti forme del linguaggio audiovisivo, mettendo in relazione sperimentazione, narrazione breve, ricerca visiva e pratiche artistiche contemporanee. Ne emerge un panorama eterogeneo di visioni, poetiche e approcci che testimonia la ricchezza del percorso formativo e creativo dell’istituzione. Il cinema diventa così uno strumento privilegiato di dialogo con la collettività e di apertura verso il territorio. Lo spazio della sala cinematografica si trasforma così in un luogo di incontro e condivisione, dove la produzione artistica degli studenti entra in relazione diretta con la città e con il suo pubblico.
“I Film dell’Accademia” rappresenta perciò un’occasione per scoprire ciò che prende forma quotidianamente all’interno dell’Accademia di Belle Arti di Carrara, un laboratorio di idee, linguaggi e sperimentazioni che trova nella dimensione pubblica il proprio naturale compimento, rafforzando il legame tra formazione artistica, comunità e territorio.
“L’ULTIMO GESTO – Dal ready-made all’intelligenza artificiale, Festival del documentario contemporaneo” – cerimonia di premiazione
10 giugno 2026 – Nuovo Cinema Garibaldi di Carrara
Giunge al termine il bando “Last Gesture”, promosso dall’Accademia di Belle Arti di Carrara per opere documentaristiche, rivolto a studenti e studentesse di Accademie di Belle Arti, Università pubbliche e private, e scuole affini, sia italiane sia straniere: infatti, il prossimo 10 giugno alle ore 18 presso il Nuovo Cinema Garibaldi di Carrara si terrà la cerimonia di premiazione delle opere in concorso. La serata si svolgerà secondo il seguente programma: dalle ore 18.00 alle ore 20.00 si terrà la proiezione dei 6 documentari finalisti, durante la quale studentesse, studenti e la cittadinanza è invitata a partecipare attivamente esprimendo il proprio giudizio in qualità di giuria demoscopica; dalle ore 21.00 alle ore 23.30 si svolgerà invece un talk con i componenti della giuria (nominata dalla Direzione dell’Accademia, compostada professionisti del cinema documentaristico, docenti e operatori del settore artistico e culturale), seguito dalle premiazioni finali. In palio, infatti, premi in denaro per i primi tre classificati: al 1° verrà assegnato un corrispettivo di € 3.000,00 e una targa; al 2° di €2.500,00 e una targa; al 3° di €1.500,00 e una targa. Inoltre, il pubblico potrà conferire il proprio premio, del valore di €500,00, mentre la Giuria tecnica assegnerà una targa.
L’iniziativa, curata da Flavio Lazzeri,docente presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara, ha voluto indagare il rapporto tra gesto umano, pensiero creativo e intelligenza artificiale. In particolare, ogni autore ha dovuto realizzare il proprio documentario (o micro-documentario) su uno o più dei seguenti temi: il rapporto tra gesto umano e tecnologia nell’arte e/o nell’artigianato; la delega del fare e del pensiero creativo nell’arte e/o nell’artigianato; l’intelligenza artificiale nei processi artistici e/o artigianali; le implicazioni etiche, culturali e spirituali dell’automazione; la perdita o la trasformazione del gesto; il destino della conoscenza incarnata (intesa come un sapere che nasce dall’esperienza diretta, dal tempo, dalla resistenza della materia, dalla relazione tra corpo e mondo); il ruolo dell’IA nei processi artistici e/o artigianali.
“Arte – rivolte e utopie per un mondo migliore”
Fino al 28 giugno 2026 – Palazzo del Medico Piazza Alberica di Carrara
Continua fino al prossimo 28 giugno 2026, nella cornice del Palazzo del Medico Piazza Alberica di Carrara, la mostra “Arte – rivolte e utopie per un mondo migliore”: a cura di Valerio Dehò, il progetto approfondisce il rapporto tra arte e libertà e si focalizza su un tema che attraversa storicamente pratiche e visioni artistiche e che trova una delle sue espressioni più significative nel dialogo tra arte e anarchia.
Queste ultime, infatti, si sono confrontate più volte nel corso della storia, ma uno dei punti di partenza è l’opera del pittore francese Paul Signac, terminata nel 1895, il cui titolo originario era “Au temps d’anarchie”. Si tratta di una visione pittorica idilliaca di un mondo pacifico e straordinario, una visione utopica di una società senza differenze. Ma lo stesso pittore francese cambiò il titolo dell’opera sulla spinta degli attentati dell’anarchismo insurrezionalista di Sante Caserio o della banda Ravachol contro i simboli del potere. Il titolo del quadro divenne quindi Au temps d’harmonie. L’âge d’or n’est pas dans le passé, il est dans l’avenir (ovvero: “Al tempo dell’armonia. L’età dell’oro non è nel passato, ma è nell’avvenire”), una visione atemporale di una umanità futura senza padroni, in cui l’armonia poneva tutti gli esseri umani sullo stesso piano, in totale condivisione della bellezza e delle risorse della Terra.
In esposizione a Carrara ci sono dunque oltre 60 opere che documentano un rapporto tra l’arte e l’anarchia non solo legata a una forma ideologica, quanto piuttosto ad una ricerca artistica che è libertà di comunicare e di denunciare i problemi e le diseguaglianze della società.
Sullo sfondo la figura di Marcel Duchamp ritratto da Ugo Mulas, artista indipendente, fuori dagli schemi e fuori dal mercato, figura di riferimento per l’espressione artistica confortevole e anti-decorativa. Ma grande spazio ha anche un artista straordinario come Enrico Baj che con “I funerali dell’anarchico Pinelli” (1972) attualmente esposto in modo permanente al Museo del Novecento di Milano, ha segnato un momento di denuncia sociale fondamentale contro uno degli episodi più oscuri della Repubblica Italiana. L’attribuzione ingiusta e ingiustificata alla pista anarchica della Strage di Piazza Fontana del 1969 portò al “suicidio” Giuseppe Pinelli e a quasi 20 anni di carcere per un innocente come Pietro Valpreda. Disegni originali, il cosiddetto “Piccolo Pinelli” oltre alla scultura-monumento “Bakunin” sono alcune delle opere di Baj in mostra a Carrara, grazie alla collaborazione con L’Archivio dell’artista. Inoltre, sono presenti anche delle scenografie legate al ciclo Ubu Roi di Alfred Jarry, inventore della Patafisica, la “scienza delle soluzioni immaginarie”, che Baj realizzo in varie riprese.
Opere, manifesti e documenti testimoniano un percorso di un’arte che non si ferma e non si fa condizionare soltanto dalle leggi economiche, ma un’arte che è viva e libera di gridare la propria diversità libertaria. Artisti Fluxus (gruppo internazionale di artisti, compositori e designer attivi negli anni ‘60 e ’70) come Ben Vautier o Charlotte Moorman, il Gruppo Panico francese con Arrabal, Topor e Jodorowsky, il Gruppo 70 fiorentino con Miccini, Pignotti, Malquori, Ori, Marcucci, Perfetti, o la geniale Ketty la Rocca sono la premessa ormai storica legata agli anni Sessanta e Settanta in cui si percepiva anche l’arte come un atto politico di critica e di partecipazione alla vita della società. Ma anche le opere di artisti come Cuoghi e Corsello, Antonio Riello, Costantino Ciervo o dei giovani come Manuel Cossu, Laurina Paperina o Hannes Egger rispecchiano con linguaggi personali e contemporanei l’idea di una partecipazione degli artisti a un mondo migliore. Un’arte che non è rassicurante e che possiede una sua forte radicalità contestativa, proprio perché il mondo contemporaneo autorizza sempre di più la violenza e l’intolleranza, sull’idea che i totalitarismi si siano moltiplicati e diversificati anche all’interno delle democrazie.
INFO:
Non è Reale? Tre film che indagano i confini del reale. Tre sguardi sul futuro anteriore del cinema.
Aula Magna, Accademia di Belle Arti di Carrara
Programma:
03 giugno 2026, ore 16: A Stranger Quest di Andrea Gatopoulos(Italia, USA, Canada, 2023, 90’)
10 giugno 2026, ore 16: Waking Hours di Federico Cammarata e Filippo Foscarini (Italia, 2025, 78’)
17 giugno 2026, ore 16: Una cosa vicina di Loris G. Nese (Italia, 2025, 90’)
Orari: ogni appuntamento avrà inizio alle ore 16:00
Lectio Magistralis con Massimo De Carlo
IL TEMPO E LA VISIONE MASSIMO DE CARLO SULLA SEDIMENTAZIONE CULTURALE DELL’ARTE.
Aula Magna, Accademia di Belle Arti di Carrara – giovedì 04 giugno 2026
Orario: ore 11:30
“I Film dell’Accademia”
Il Nuovo Cinema Garibaldi – Via Verdi 15C, Carrara – lunedì 8 giugno 2026
Orario: ore 16.30 – 17.30
“Last gesture” – cerimonia di premiazione
Nuovo Cinema Garibaldi di Carrara – 10 giugno 2026
Orario: ore 18
“Arte – rivolte e utopie per un mondo migliore”
Palazzo del Medico – Piazza Alberica, Carrara – fino al 28 giugno 2026
Mostra: aperta dal martedì alla domenica (chiusa il lunedì), dalle 15.00 alle 19.00, fino al 28 maggio 2026
Artisti in mostra: Enrico Baj | Costantino Ciervo | Manuel Cossu | Cuoghi e Corsello | Hannes Egger | Ketty La Rocca | Gruppo 70 (Miccini, Pignotti, Malquori, Perfetti, Marcucci, Ori) | Charlotte Moorman | Ugo Mulas | Laurina Paperina | Man Ray | Antonio Riello | Roland Topor | Ben Vautier
L’accesso a tutti gli eventi è gratuito.
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Cos’è C.O.M.unità dell’arte diffusa
C.O.M. è un museo a cielo aperto, un luogo mentale che varca i confini della tradizionale distribuzione topografica e geografica dell’arte tra le città, le piazze, i parchi. Dall’Accademia di Belle Arti di Carrara si slancia un progetto che intende costruire uno spirito di comunione tra le comunità delle arti secondo un sistema a cerchi (centri) concentrici, in cui i progetti dei Conservatori, delle Accademie e delle Università che hanno accolto l’invito si inanellano l’un l’altro generando a loro volta altre comunità che condividono le esperienze scaturite da ogni singolo, come una costellazione temporanea fatta di differenze, in cui ogni territorio, contesto culturale locale, o sensibilità alla ricerca, mantiene la propria identità. Il risultato è la generazione di luoghi mentali che reinterpretano la vocazione dell’arte a vivere al di fuori di confini rigidi, all’interno di una totalità, secondo quella spinta wagneriana che oggi si esprime come una grande comunità (con)temporanea.
Finanziato nell’ambito del PNRR, C.O.M. coinvolge 18 istituzioni accademiche che contribuiscono all’iniziativa con competenze multidisciplinari, spaziando dal design e le arti applicate alla tecnologia, dal teatro alla danza, dal cinema alla musica fino alle arti performative. Il progetto mette al centro la ricerca artistica contemporanea, valorizzando il lavoro di artisti, studiosi e studenti italiani e internazionali impegnati a interpretare il territorio, la memoria, la storia, le tematiche sociali e i fatti estetici. Allo stesso tempo amplia l’offerta didattica del sistema AFAM (Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica), creando nuove dimensioni formative trasversali tra le arti e le scienze, moduli e percorsi di ricerca dedicati all’interazione tra digitale, arte contemporanea e tecnologica.
Per maggiori informazioni:
https://www.cityopenmuseum.com/
https://www.cityopenmuseum.com/non-e-reale/
https://www.cityopenmuseum.com/massimo-de-carlo/
https://www.cityopenmuseum.com/last-gesture/
https://www.cityopenmuseum.com/arte/


