
Fotografie Michela Balboni/ER
Presente il sindaco e presidente della provincia Sadegholvaad. Previsti uno spazio digitale dedicato e una campagna di comunicazione per favorire la partecipazione online di portatori di interesse, cittadine e cittadini
BOLOGNA – Ventisette Comuni, oltre 341mila abitanti, due le Unioni a cui aderisce l’77% delle municipalità riminesi, escludendo il capoluogo. Un sistema di enti locali che conta 2.571 dipendenti, l’8,5% del totale in regione, e una capacità di spesa pari a 552 milioni di euro, l’8,7% del totale regionale.
È da questa fotografia della capacità amministrativa negli Enti locali del territorio della provincia di Rimini, caratterizzato da una buona diffusione della gestione associata di funzioni e servizi, realtà da cui prosegue il percorso partecipato promosso dalla Regione per ripensare il funzionamento delle istituzioni locali, rafforzare la collaborazione tra enti, migliorare organizzazione e servizi, ridurre le differenze territoriali e costruire le nuove scelte attraverso il confronto.

Questa mattina a Rimini l’ottava tappa di ‘Luogo al cambiamento’, una serie di nove incontri territoriali, uno per provincia, previsti dalla Regione per costruire insieme a Comuni, Province, Unioni e Città metropolitana di Bologna la riforma del riordino territoriale regionale: un processo partecipato che punta a rafforzare il modo in cui gli enti, a tutti i livelli, programmano e lavorano insieme, migliorando al tempo stesso la capacità amministrativa, la gestione delle risorse e l’organizzazione dei servizi offerti a cittadine e cittadini sui diversi territori.
Ad aprirei lavori, l’assessore regionale alla Programmazione strategica e attuazione del Programma, Davide Baruffi, e il sindaco di Rimini e presidente della Provincia, Jamil Sadegholvaad.
Il territorio di Rimini è caratterizzato da una forte presenza di Comuni piccoli e medio-piccoli: quasi la metà è al disotto dei 5 mila abitanti, il 33% è compreso tra i 5 e 15 mila. Rimini e Riccione sono i Comuni con il maggior numero di addetti e 16 enti su 27 hanno meno di 25 unità di personale. I Comuni del territorio riminese sono in ampia parte organizzati in Unione, il cui andamento risente però della frammentazione e dell’eterogeneità dei Comuni associati.
Le Unioni gestiscono mediamente 6,5 funzioni sulle 13 finanziate dal Piano regionale territoriale (Prt): 7 funzioni gestite dall’Unione della Valconca e 6 funzioni dall’Unione di Comuni Valmarecchia. La Provincia svolge alcune attività di coordinamento per il territorio e il capoluogo collabora per alcune funzioni con alcuni Comuni del territorio.

“I Comuni del territorio riminese mostrano una certa difficoltà a collaborare tra loro, la Provincia è di supporto nella gestione di alcune funzioni tecniche a molti enti del territorio- sottolinea l’assessore Baruffi-. Questo aspetto rappresenta un punto da cui partire per migliorare le sinergie e costruire un’Emilia-Romagna istituzionalmente più forte ed efficiente, ma allo stesso tempo sempre più vicina alle cittadine e ai cittadini, capace di rispondere ai cambiamenti sociali ed economici e di accompagnare lo sviluppo dei territori. Insieme alle autonomie locali vogliamo costruire un percorso condiviso che ci permetta di rafforzare la capacità della programmazione complessiva e quella amministrativa degli enti (a partire da quelli più fragili e periferici), migliorare la qualità dei servizi e ridurre i divari territoriali. Il coinvolgimento diretto di Comuni, Province, Unioni e Città metropolitana di Bologna è indispensabile per tradurre questi obiettivi in scelte concrete e sostenibili per tutto il territorio regionale”.

Sindaco di Rimini e presidente della Provincia, Jamil Sadegholvaad. Fotografie Michela Balboni/ER
“Non sono un nostalgico delle vecchie Province, ma sono da sempre convinto che così come sono uscite dalla riforma del 2014 non possono rispondere adeguatamente alle legittime esigenze di cittadini e comunità- spiega il sindaco di Rimini, Sadegholvaad-. Ben venga quindi il percorso partecipato per il riordino territoriale intrapreso dalla Regione Emilia-Romagna, in vista di una futura legge regionale che renda gli enti locali più forti, coesi e vicini alle comunità”.
Il percorso
Il percorso di riordino territoriale promosso dalla Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con Anci, Upi, Uncem e Città metropolitana di Bologna, è stato avviato dal ‘Documento di indirizzo per il riordino territoriale’, approvato dalla Giunta regionale lo scorso 20 aprile, che ha aperto la fase di confronto e partecipazione con i territori.

Insieme a Province, Comuni e Unioni di Comuni, Comunità montane e Città metropolitana di Bologna, la Regione, attraverso un percorso partecipato fondato sul confronto e sulla collaborazione tra i diversi livelli istituzionali, punta a costruire una riforma del sistema territoriale dell’Emilia-Romagna. L’obiettivo è rafforzare il modo in cui gli Enti a tutti i livelli (Comuni, Unioni di Comuni, Province, Città metropolitana e Regione) programmano e lavorano insieme (governance multilivello) migliorando al tempo stesso la loro capacità di organizzarsi, gestire risorse e offrire servizi (capacità amministrativa).
Maggiori informazioni sul sito Partecipazione al link: https://partecipazione.regione.emilia-romagna.it/piani-programmi-progetti/piano-di-riordino-territoriale