ROMA – La gestione dell’acqua è destinata a diventare uno degli elementi chiave per il futuro dell’Italia. È questo il tema centrale emerso dall’Assemblea nazionale di ANBI, intitolata “L’acqua è strategia: il modello italiano per la sicurezza, la crescita e la pace”, che ha riunito nella capitale rappresentanti delle istituzioni, del Governo e delle principali organizzazioni del comparto agricolo. Presenti all’appuntamento anche i consorzi di bonifica mantovani, Territori del Mincio, Terre dei Gonzaga in Destra Po, Garda Chiese e Navarolo.
Nel corso dei lavori è stato ribadito come il potenziamento delle infrastrutture idriche rappresenti una priorità nazionale. In particolare, il Piano degli Invasi Multifunzionali è stato indicato come uno degli strumenti più efficaci per aumentare la capacità di immagazzinamento dell’acqua, affrontare gli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici e migliorare l’efficienza nella gestione della risorsa.
Ad aprire l’Assemblea è stato il direttore generale di ANBI, Massimo Gargano, che ha posto l’attenzione sul ruolo strategico delle aree interne, che interessano circa il 58% del territorio italiano e comprendono oltre quattromila Comuni. Secondo Gargano, il rilancio di questi territori richiede investimenti in infrastrutture moderne, servizi efficienti e una nuova governance della risorsa idrica. In questo contesto, il Piano Invasi rappresenta una progettualità già definita e pronta per essere realizzata. Il direttore generale ha inoltre sottolineato l’importanza della valorizzazione del patrimonio forestale e della filiera del legno, evidenziando il contributo che i Consorzi di bonifica possono offrire alle Regioni nel rendere più rapide le procedure amministrative.
Sul tema della crescita delle aree interne è intervenuto anche Giuseppe Romano, capo del Dipartimento per le Politiche di Coesione e per il Sud, che ha illustrato i risultati ottenuti attraverso la ZES Unica. Le circa cinquemila autorizzazioni già rilasciate hanno favorito nuovi investimenti e l’ampliamento delle attività produttive, in particolare nel settore agroalimentare. Romano ha evidenziato come la disponibilità di acqua rappresenti oggi un fattore determinante per attrarre imprese e sostenere la competitività dei territori.
Il sottosegretario al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Luigi D’Eramo, ha ricordato l’introduzione della prima delega ministeriale dedicata all’agricoltura delle aree montane, ribadendo che senza servizi adeguati e infrastrutture efficienti non è possibile garantire uno sviluppo stabile e duraturo del settore primario.
Anche la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di investire nelle aree interne, indicando tra le priorità il miglioramento dei servizi pubblici, della mobilità, delle reti digitali e della valorizzazione turistica. Il presidente del Consiglio regionale della Sardegna, Piero Comandini, ha invece sottolineato l’importanza di una pianificazione condivisa per rispondere alle sfide poste dal cambiamento climatico e dal progressivo spopolamento di molti territori. Per il senatore Giorgio Maria Bergesio resta inoltre fondamentale intervenire sulla riduzione delle perdite delle reti idriche e sull’ammodernamento delle infrastrutture.
Tra gli interventi di maggiore rilievo quello del ministro per gli Affari Europei, il PNRR e le Politiche di Coesione, Tommaso Foti, che ha definito l’acqua una risorsa strategica non soltanto sotto il profilo ambientale, ma anche per la sicurezza nazionale e la competitività economica del Paese. Foti ha ricordato gli investimenti previsti dal PNRR per il miglioramento delle reti idriche, il contenimento delle dispersioni e l’implementazione di sistemi avanzati di monitoraggio. Ha inoltre evidenziato che i Consorzi di bonifica hanno completato e rendicontato 258 interventi per un valore complessivo di 5,4 miliardi di euro. Nell’ambito della programmazione europea 2021-2027 sono stati destinati 2,4 miliardi di euro alla resilienza idrica, mentre i progetti presentati attraverso il PNIISSI raggiungono un valore di circa 7,3 miliardi.
Il secondo momento di confronto dell’Assemblea è stato dedicato al rapporto tra acqua e agricoltura.
Il ministro Francesco Lollobrigida ha sottolineato la necessità di una gestione integrata che coniughi tutela ambientale, disponibilità della risorsa e produzione agricola. Ha ricordato come oggi venga trattenuto soltanto l’11% delle precipitazioni e ha evidenziato che una manutenzione più efficace degli invasi consentirebbe di incrementare significativamente la capacità di accumulo. Il ministro ha inoltre richiamato il ruolo della Cabina di regia interministeriale per l’emergenza idrica nel coordinamento degli interventi.
Il presidente della CIA-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, ha ribadito la necessità di abbandonare definitivamente una gestione basata sulle emergenze, puntando invece su una pianificazione di lungo periodo. Tra gli strumenti da valorizzare ha indicato anche le Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA), considerate utili per sviluppare colture più resilienti ai cambiamenti climatici.
Per il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, è indispensabile rafforzare il ruolo dei Consorzi di bonifica nella gestione della risorsa idrica, incrementando la capacità di stoccaggio e promuovendo il riutilizzo delle acque depurate. A suo giudizio il Piano Invasi costituisce un investimento strategico non solo per il comparto agricolo, ma per l’intero sistema economico nazionale. Il senatore Giorgio Salvitti ha infine evidenziato come la continuità delle politiche pubbliche e una programmazione stabile siano condizioni indispensabili per realizzare infrastrutture di lungo periodo e sostenere la crescita dei territori.
Nelle conclusioni dell’Assemblea, il presidente di ANBI, Francesco Vincenzi, ha rilanciato la necessità di superare definitivamente la logica degli interventi straordinari, privilegiando investimenti strutturali come il Piano degli Invasi Multifunzionali per affrontare gli effetti della crisi climatica e assicurare prospettive di sviluppo all’agricoltura e alle aree interne. Vincenzi ha inoltre richiamato l’urgenza di accelerare la realizzazione delle opere idriche e di dare piena attuazione al Piano Idrico Nazionale attraverso finanziamenti certi e procedure più rapide, ricordando come l’esperienza maturata con il PNRR abbia dimostrato la capacità del Paese di rispettare tempi e obiettivi prefissati.
Dall’Assemblea nazionale è emersa una posizione condivisa: l’acqua rappresenta un’infrastruttura strategica per rafforzare la sicurezza del territorio, aumentare la resilienza ai cambiamenti climatici, sostenere la competitività delle imprese e favorire lo sviluppo delle aree interne. La sfida, condivisa da istituzioni, organizzazioni agricole e Consorzi di bonifica, è trasformare rapidamente la programmazione in interventi concreti, accelerando la realizzazione di opere capaci di garantire una gestione moderna, efficiente e sostenibile della risorsa idrica.

