I Notturni OFF hanno registrato fino a oggi, nonostante il temporaneo cambiamento di sede all’Out Off, una grande affluenza di pubblico.
La rassegna chiude cinque giorni intensi, scanditi da due concerti al giorno, con un programma di musica classica nello spazio anteprima, Tra sacro e profano, e alle 21.00 con O dolce vita mia: frottole, madrigali, chansons e fantasie interpretate dall’Orchestra Barocca della Civica diretta da Daniele Bragetti, musicista che, oltre a insegnare flauto dolce e ornamentazione storica, svolge attività concertistica in diversi paesi europei e collabora con numerose orchestre e ensemble di musica antica I Notturni OFF della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado sono dedicati agli appassionati di musica, ai curiosi, a chi crede nel talento dei giovani, al pubblico che da sempre segue i concerti della Civica, a tutti milanesi, alla città
Venerdì 10 luglio
CONCERTO SPAZIO ANTEPRIMA
Istituto di Musica Classica
Tra sacro e profano
Tra sacro e profano si apre con Giuseppe Verdi e le due arie collegate De’ miei bollenti spiriti e O mio rimorso, tratte da La traviata, opera che nel 1853 sfidò la rigida censura del tempo. Da Verdi si passa a Die Schöpfung di Haydn, che celebra la creazione, come suggerisce il titolo, e segue, almeno nelle prime due parti, il racconto biblico, concludendo la composizione con un limpido e innocente coro trionfale. Si chiude con la raramente eseguita Serenata op. 4 di Christian Dickhut, compositore virtuoso del corno e della chitarra attivo tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo.
Programma
Giuseppe Verdi, da La traviata
De’ miei bollenti spiriti; O mio rimorso
Zimo Ma, tenore
Yanting Cai, pianoforte
F. Joseph Haydn, da Die Schöpfung
recitativo Und Gott sprach: Es bringe die Erde Gras hervor
aria Nun beut die Flur das frische Grün
Jingyi Huang, soprano
Muyao Chen, pianoforte
Christian Dickhut, Serenata op. 4
Irene Zorloni, flauto
Desmond Aiyomongbezagha, chitarra
Edoardo Fumagalli, corno
*****
CONCERTO SERALE
ore 21.00 Istituto di Musica Antica
O dolce vita mia – frottole, madrigali, chansons e fantasie
Orchestra Barocca della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado diretta da Daniele Bragetti
Con O dolce vita mia,il concerto di chiusura dei Notturni OFF, l’Orchestra Barocca della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado diretta da Daniele Bragetti entra nel cuore del Rinascimento e si concentra sul periodo compreso tra la fine del Quattrocento e la seconda metà del Cinquecento, epoca in cui la stampa musicale, molto viva nella città di Venezia, aveva favorito una diffusione eccezionale di repertori, stili e autori in tutta Europa. I compositori in programma sono numerosi, così come le loro composizioni: frottole, madrigali, chansons e fantasie. L’esecuzione è affidata a un ensemble composto da voce, viola da gamba e flauti dolci, strumenti molto amati nel Rinascimento.
O dolce vita mia – Note al concerto di Daniele Bragetti
“Il programma traccia un percorso nel cuore del Rinascimento musicale tra la fine del Quattrocento e la seconda metà del Cinquecento, un’epoca in cui la stampa musicale -inaugurata a Venezia da Ottaviano Petrucci- favorì una diffusione senza precedenti di repertori, stili e autori in tutta Europa. Il concerto si apre con le danze di Francesco Bendusi, tratte dall’Opera nova de balli (Venezia, 1553): brani costruiti su bassi ostinati che costituivano l’ossatura dell’intrattenimento coreutico rinascimentale. Il passamezzo in particolare si fonda su uno schema armonico ripetuto, terreno fertile per l’improvvisazione e la diminuzione. Ritroviamo questa dimensione nel Passamezzo d’Italie & Saltarello di Giorgio Mainerio, basato sull’ostinato del Passamezzo antico, testimonianza preziosa della vitalità delle danze rielaborate in ambito colto. Il passaggio tra Quattro e Cinquecento è dominato dalla grande scuola franco-fiamminga. L’Odhecaton (1501) di Petrucci -prima raccolta a stampa di musica polifonica- include brani come Je n’ai dueul di Alexander Agricola e l’anonimo Dit le Bourguygnon, mentre La mi la sol di Heinrich Isaac è contenuto nel volume Motetti C (1504), sempre dello stesso editore.
Prima dell’affermazione del madrigale, la frottola fu il genere profano italiano per eccellenza: struttura strofica, omoritmia prevalente, immediatezza comunicativa, elementi che ritroviamo in Chi se pasce di speranza di Alessandro Mantovano e nelle celebri frottole di Bartolomeo Tromboncino, Per dolor mi bagno il viso e Fa’ bona guardia, Amore.
Con Jacob Arcadelt entriamo nel pieno Rinascimento. Il Primo libro de’ madrigali a quattro voci (1539) rappresenta uno dei più grandi successi editoriali del secolo. Il bianco e dolce cigno è sicuramente uno dei madrigali più celebri del Cinquecento: la morte amorosa viene evocata con raffinata ambiguità tra eros e dissoluzione. Lo stesso testo sarà ripreso da Orazio Vecchi, segno della fortuna e della continua reinvenzione del repertorio madrigalistico. In O felici occhi miei, presentato con le diminuzioni di Diego Ortiz, la linea del soprano si presta all’ornamentazione strumentale, pratica diffusa nel XVI secolo e testimonianza della permeabilità tra ambito vocale e strumentale. Con il Ricercare IX di Giulio Segni da Modena entriamo invece nel dominio della scrittura contrappuntistica strumentale: il ricercare, forma “speculativa” e imitativa, rivela il gusto per l’elaborazione tematica rigorosa.
Figura centrale del programma è Adrian Willaert, maestro di cappella a San Marco a Venezia e protagonista della scuola veneziana. Le Canzon villanesche alla napolitana (O dolce vita mia, Madonn’io non lo so, O bene mio fa) mostrano un lato più leggero, popolaresco e brillante, mentre i madrigali della Musica Nova (1559) –I begli occhi ond’i sui percosso, Questi son que’ begli occhi che l’imprese– rivelano una scrittura più complessa, attenta alla resa espressiva del testo poetico, spesso di ascendenza petrarchesca. L’esecuzione del programma è affidata a un ensemble composto da voce, viola da gamba e flauti dolci, strumenti molto amati nel Rinascimento (di questi ultimi il re d’Inghilterra Enrico VIII ne possedeva diverse decine)”.
Programma
Francesco Bendusi
Pass’e mezo dito il romano, Moschetta, Desiderata, Pietoso
(Opera nova de balli, Gardane, Venezia, 1553)
Anonimo, Dit le Bourguignon
Alexander Agricola, Je n’ai dueul
(Odhecaton Harmonice Musices, Petrucci, Venezia, 1501)
Heinrich Isaac, La mi la sol
(Motetti C, Petrucci, Venezia, 1504)
Pierre Sandrin, Doulce memoire (diminuzioni di D. Ortiz)
Jacob Arcadelt, O felici occhi miei (diminuzioni di D. Ortiz)
(Madrigali a 4 voci, Libro I, Gardane, Venezia, 1539)
Adrian Willaert, O dolce vita mia
(Canzon villanesche alla napolitana,Venezia, 1545)
Giorgio Mainerio, Passamezzo d’Italie & Saltarello
(Chorearum molliorum collectanea, Phalèse, Antwerpen, 1583)
Jacob Arcadelt, Il bianco e dolce cigno
(Madrigali a 4 voci, Libro I, Gardano, Venezia, 1539)
Orazio Vecchi, Il bianco e dolce cigno
(Madrigali a 5 voci, Libro I, Gardano, Venezia, 1589)
Alessandro Mantovano, Chi se pasce di speranza
(Canzoni sonetti strambotti et frottole, Libro III, Antico, Roma, 1517)
Bartolomeo Tromboncino, Per dolor mi bagno il viso
(Frottole, Libro IX, Petrucci, Venezia)
Bartolomeo Tromboncino, Fa’ bona guardia, Amore
(Frottole, II libro, Andrea Antico, Venezia, 1520)
Giulio Segni da Modena, Ricercare IX
(Musicque de Joye, Moderne, Lyon, s.d.)
Adrian Willaert, Così vincete in terra
(Tutti li madrigali del primo et secondolibro di Verdelot, Venezia, 1540)
Adrian Willaert, Madonn’io non lo so
Adrian Willaert, O bene mio fa
(Canzon villanesche alla napolitana,Venezia, 1545)
Adrian Willaert, I begli occhi ond’i sui percosso
Questi son que’ begli occhi che l’imprese
(Musica Nova, Gardane, Venezia, 1559)
Orchestra Barocca della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado
Martina Bomben, soprano, viola da gamba
Rita Perego, Tommaso Petracchi, Rosario Scafili, Daniele Bragetti, flauti dolci
Daniele Bragetti, direttore
Nato a Genova, Daniele Bragetti ha studiato flauto dolce con N. Stern, K. Boeke, M. Miessen e J. Van Wingerden, conseguendo il diploma presso la Scuola Civica di Musica di Milano (ora Civica Scuola di Musica Claudio Abbado) e presso il Conservatorio di Amsterdam. Svolge attività concertistica in diversi paesi europei e in Giappone come solista e in duo con Seiko Tanaka, collaborando tra l’altro con orchestre quali l’Ensemble Baroque de Limoges (C. Coin), Capella Ducale Venezia (L. Picotti), Athestis Chorus (F.M. Bressan), Academia Montis Regalis (A. de Marchi), La Divina Armonia (L. Ghielmi), Ensemble Elyma (G. Garrido) e Ensemble Concerto (R. Gini). Ha al suo attivo diverse incisioni discografiche per le etichette Opus 111, Entrée, Mercury, Passacaille e Stradivarius. Dal 2002 insegna flauto dolce e ornamentazione storica presso la Civica Scuola di Musica Claudio Abbado di Milano. Ha tenuto numerose masterclass presso lo Studio Fontegara di Tokyo; nel 2009 e nel 2011 è stato professore invitato presso l’Università Cattolica di Santiago del Cile.
NOTTURNI OFF
in
Le Civiche Fest
ARTI LINGUAGGI LIVE
con il sostegno di Fondazione Cariplo
6 – 10 luglio 2026
Teatro Out Off
via Mac Mahon, 16 Milano
ingresso libero con prenotazione obbligatoria su Eventbrite
clicca su questo link per prenotare i concerti e leggere il programma
https://musica.fondazionemilano.eu/news/notturni-off-dal-6-al-10-luglio

