CRACK MARIELLA BURANI. Arrivano le tutele per gli azionisti del gruppo difesi dall’Avv. Iarussi: accordi di ristoro e nuove iniziative legali

Svolta civile a Bologna sedici anni dopo il crac finanziario del colosso della moda emiliano

Avv.to Daniele Iarussi

Il Tribunale di Bologna chiude il giudizio civile di primo grado su una vicenda da oltre 125 milioni di euro. Il collegio difensivo coordinato dall’Avv. Daniele Iarussi, giurista di profilo internazionale, ottiene transazioni riservate per gli azionisti/risparmiatori rappresentati. Contestato il no ai risarcimenti da parte di revisori e sindaci contumaci: si valuta la causa contro lo Stato per la durata irragionevole della giustizia.

BOLOGNA – La Sezione Specializzata in Materia di Impresa del Tribunale di Bologna – composta dal Presidente dott. Vittorio Serra, dal Giudice dott. Antonella Rimondini e dal Giudice relatore dott.ssa Roberta Dioguardi – ha pronunciato nel giugno 2026 la sentenza di primo grado che chiude il lunghissimo capitolo civile (oltre che penale) legato al devastante crack finanziario di Mariella Burani Fashion Group S.p.A..

Si tratta di una vicenda colossale, il cui valore complessivo di danno era stato stimato in oltre 125 milioni di euro, e che oggi rappresenta un traguardo di fondamentale importanza per il gruppo di piccoli risparmiatori/azionisti che nel lontano 2010 videro azzerati i propri investimenti.

Il valore della decisione e la tutela dei risparmiatori

La pronuncia del Tribunale emiliano scrive una pagina significativa per la tutela del risparmio in Italia. L’esito complessivo del lungo giudizio, infatti, valorizza la solidità e la tenacia dell’impianto difensivo dei piccoli azionisti. Gli stessi sono riusciti a ottenere importanti accordi transattivi con alcuni dei principali convenuti citati in giudizio, formalizzando la progressiva fuoriuscita dal processo delle parti dietro ristoro.

I dettagli specifici e le cifre di tali intese restano strettamente riservati, tutelati dalle clausole di confidenzialità siglate tra le parti. Tuttavia, l’efficacia “politica” e giuridica dell’azione di tutela emerge con chiarezza: i risparmiatori non sono rimasti a mani vuote di fronte al devastante ed improvviso default.

La regia difensiva: la strategia del pool legale

Il successo di questa estenuante battaglia civile è strettamente legato alla strategia unitaria del collegio difensivo dei c.d. “piccoli azionisti” (una ventina di risparmiatori che avevano investito gran parte dei loro risparmi nelle società quotate del gruppo). La complessa macchina legale è stata coordinata dall’Avv. Daniele Iarussi, autorevole giurista di fama internazionale, del Foro di Mantova, affiancato in prima linea dall’Avv. Michela Pignatelli, componente attiva del collegio  e preziosa domiciliataria della causa sulla piazza giudiziaria di Bologna.

«Siamo riusciti a scardinare un’asimmetria che troppo spesso penalizza i piccoli risparmiatori di fronte ai colossi istituzionali», dichiara l’Avv. Daniele Iarussi. «Gli accordi transattivi raggiunti nel corso degli anni dimostrano che la coesione e la determinazione del pool legale ha permesso di ottenere ristori concreti, restituendo dignità a chi aveva visto andare in fumo i sacrifici di una intera vita».

Il lavoro sinergico del team ha permesso di presidiare sul territorio i nodi tecnici di una causa civile molto complessa caratterizzata da forti asimmetrie tra i piccoli risparmiatori e le controparti istituzionali.

Il nodo tecnico: estinzione e inammissibilità

Dal punto di vista strettamente giuridico, la sentenza ha dichiarato estinto il giudizio per rinuncia agli atti tra i piccoli azionisti ed i convenuti costituiti ancora in giudizio, sancendo la formale chiusura dei rapporti tra tutte le parti a seguito degli accordi.

Al contempo, il Collegio felsineo ha dichiarato inammissibili le domande formate dai risparmiatori / azionisti nei confronti dei convenuti rimasti contumaci, tra cui alcuni dei sindaci, dei componenti degli organi di controllo e le società di revisione. Tali soggetti avevano precedentemente transato le proprie posizioni con la Curatela fallimentare, ma non direttamente con i c.d. “piccoli azionisti”. Il Tribunale ha motivato l’inammissibilità qualificando l’intervento in giudizio degli azionisti come “adesivo dipendente” e non come “autonomo”, legandone così la sorte istruttoria alla fuoriuscita dal processo della Curatela.

«Non condividiamo in toto la decisione del Tribunale su questo specifico punto», commenta l’Avv. Iarussi, «riteniamo infatti che il danno subito dai singoli investitori sul mercato, come dimostrato nel corso del giudizio, sia autonomo e distinto (includendo anche il danno non patrimoniale) rispetto a quello patrimoniale della società fallita. Per questo motivo abbiamo formulato un’esplicita riserva di impugnativa e stiamo valutando l’appello su questo capo della sentenza per tutelare fino in fondo i diritti dei nostri assistiti».

Azione contro lo Stato per la durata irragionevole del processo.

Parallelamente agli sviluppi del merito, i piccoli azionisti – esasperati dai tempi della giustizia italiana – intendono muoversi su un nuovo fronte. A fronte di un crack societario avvenuto nel lontano 2010, il giudizio civile di primo grado dopo la fase “preparatoria” e di “indagine” è stato avviato  nel 2018 (con l’udienza di precisazione delle conclusioni tenutasi a fine 2025 e con la sostituzione di almeno quattro diversi magistrati), arrivando a sentenza dopo ben otto anni di dibattimento civile.

«Sedici anni dal crack e otto dall’inizio della causa civile rappresentano una tempistica inaccettabile per uno Stato di diritto quale il nostro», conclude il coordinatore del collegio difensivo. «I risparmiatori hanno diritto a risposte in tempi certi. Insieme ai colleghi del pool stiamo seriamente valutando di avviare le azioni risarcitorie contro il Ministero della Giustizia, ai sensi della Legge Pinto, per ottenere il ristoro del danno da durata irragionevole del processo».

Cronologia dei processi penali: dal lusso al default

  • Febbraio 2010: Il Tribunale dichiara il fallimento di Mariella Burani Fashion Group S.p.A. Il polo di Cavriago crolla sotto un buco finanziario da centinaia di milioni di euro. Le indagini accertano una sistematica alterazione della realtà patrimoniale per gonfiare artificiosamente il titolo in Borsa.
  • Gennaio 2011: Al Tribunale di Milano si costituiscono le parti civili. Il Giudice ammette oltre 130 piccoli azionisti e risparmiatori danneggiati.
  • Febbraio 2013: Arriva la prima importante risposta della giustizia penale. I giudici della terza sezione penale del Tribunale di Milano condannano Walter e Giovanni Burani (rispettivamente fondatore e amministratore delegato del gruppo) a sei anni di reclusione per bancarotta fraudolenta aggravata. I vertici aziendali vengono condannati anche a provvisionali milionarie a favore delle curatele fallimentari.
  • Anni successivi: Le condanne penali diventano definitive, accertando formalmente in via giudiziaria il disegno fraudolento e la falsificazione dei bilanci societari che ha azzerato i risparmi degli investitori e viene avviato il giudizio civile concluso di recente nel primo grado di giudizio.

*******************

L’Avv. Daniele Iarussi è un avvocato cassazionista, accademico e saggista di rilievo internazionale.

  • Formazione e Ricerca: Laureato con premio di laurea “Libero Bodarò” e progetto di ricerca per la redazione all’estero presso l’Università dell’Avana, ha conseguito il Dottorato di ricerca in Diritto del Lavoro presso l’Università di Bologna e il Diploma di Specializzazione in Professioni Forensi.
  • Specializzazione: È specialista in Diritto del Lavoro e della Previdenza Sociale, come riconosciuto dal CNF. Vanta una fitta attività di ricerca all’estero, tra cui spiccano esperienze di studio e analisi presso il Servizio Giuridico della Commissione Europea a Bruxelles e Università americane.
  • Riconoscimenti: Autore di oltre 80 pubblicazioni scientifiche e monografie, è Of Counsel / Senior Associate in prestigiosi studi internazionali ed è stato insignito del premio come professionista d’eccellenza ai prestigiosi Le Fonti Awards.

Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.