L’idea di scegliere a soggetto di una trattazione congressuale i reimpieghi di opere d’arte, il collezionismo e le nuove committenze a Mantova e nel Mantovano tra Sette e Ottocento risale a Debora Trevisan, Funzionaria Storica dell’Arte, che si è avvalsa della collaborazione di Gigliola Gorio, in quel frangente neo addottorata presso l’Università di Trento e docente esercitatrice presso l’Università Cattolica.
L’iniziativa è stata prontamente recepita e accolta dal Soprintendente Gabriele Barucca.
Il Convegno si è proposto di approfondire, attraverso significativi contributi di studio inediti, tematiche e dinamiche legate al collezionismo, al riuso e alla movimentazione di opere e oggetti d’arte a Mantova in un passaggio, quello tra XVIII e XIX secolo, estremamente movimentato e destinato a lasciare un segno profondo nella storia e nell’aspetto del territorio.
Con il bando che la dieta di Ratisbona pronunciava il 30 giugno 1708 contro Ferdinando Carlo Gonzaga Nevers, ultimo duca di Mantova e del Monferrato, si chiude tristemente un lungo periodo della storia di Mantova. Dopo quasi quattro secoli finiva così disonorevolmente quella signoria gonzaghesca, che aveva segnato il proprio dominio con momenti di ineguagliabile splendore.
I rappresentanti della città prestarono il 29 febbraio 1708 giuramento di fedeltà all’imperatore Giuseppe I d’Asburgo: iniziava così per Mantova una nuova epoca segnata dalla dominazione austriaca e da innovative riforme amministrative che si susseguirono per tutto il Settecento, secolo che si chiuse con l’arrivo in città dell’armata francese e il principio degli sconvolgimenti degli anni napoleonici.
È in questo lungo torno di tempo, segnato dal mutamento del valore sociale delle professioni, dall’instabilità delle committenze, dal trasferimento e dalla ridistribuzione di ricchezze, che emergono figure nuove nella compagine sociale.
Queste ebbero un ruolo significativo per quanto riguarda il collezionismo di opere d’arte, il riuso di oggetti di gusto antiquario e la promozione di nuove committenze. Grazie alla fertile attività di mercanti, negozianti ed esponenti della media e piccola borghesia fu possibile, tra Settecento e Ottocento nel Mantovano, come in diversi altri territori lombardi, trasmettere messaggi e valori precisi di carattere sociale, culturale e istituzionale.
Al più “tradizionale” commercio di oggetti di interesse archeologico e storico artistico si affiancò una diffusa attenzione per nuove tipologie di “cose”, che fossero capaci di riflettere la complessità socioculturale del contesto coevo. Un notevole impulso allo sviluppo di questo nuovo gusto fu dato dalla diffusione di discipline innovative e dall’avanzamento delle conoscenze scientifiche, nei confronti delle quali l’approccio fu di rinnovata fiducia.
Questi cambiamenti ebbero un effetto nella cultura materiale, oltre che nel gusto, e portarono all’ingresso e alla fortuna di oggetti “nuovi” nelle collezioni, riflesso del dinamico contesto in cui si muovevano i collezionisti fra XVIII e XIX secolo. Questi oggetti, che nonostante la comune origine mantovana hanno avuto vicende conservative diverse, sono oggi custoditi in luoghi della cultura, chiese, collezioni e musei lontani dal luogo originario.
A questi temi sono state dedicate le relazioni presentate nelle due giornate del Convegno, tenutosi il 18 e 19 maggio 2022, che si sono concluse con altrettante visite sul territorio: rispettivamente alla chiesa parrocchiale di Sacchetta di Sustinente e al cantiere di restauro di Palazzo Cavriani in città.

Il Convegno, promosso e organizzato dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Cremona, Mantova e Lodi, in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore e con l’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Mantova, ha potuto aver luogo grazie al sostegno degli Istituti Santa Paola di Mantova – Scuola Laboratorio di Restauro e Conservazione Beni Culturali, che hanno ospitato nella ex chiesa di Santa Paola le due Giornate di Studio. La presente pubblicazione degli Atti, a distanza di quattro anni dal Convegno, viene accolta in un numero monografico di “Civiltà Mantovana” grazie alla disponibilità di Mattia Palazzi, Sindaco del Comune di Mantova, proprietario della prestigiosa rivista, e del suo Direttore Giancarlo Malacarne. Si deve al generoso mecenatismo della Camera di Commercio di Cremona – Mantova – Pavia e, in particolare, alla sensibilità del Presidente Gian Domenico Auricchio e del Segretario Generale Marco Zanini l’intero finanziamento della pubblicazione.
A tutti questi Enti e alle Persone citate si esprime qui vivissima riconoscenza e gratitudine.
Il Comitato scientifico e organizzatore
Gabriele Barucca – Gigliola Gorio – Debora Trevisan


