MILLENARIA: il futuro della carne bovina. Mantovani: la filiera punti su Made in Italy o si chiude. Pronti 300 milioni per la zootecnia

“Abbiamo bisogno di sapere se la filiera della carne bovina è disposta a scommettere sul Made in Italy, a promuovere e comunicare ai consumatori il grande valore della carne italiana, dove benessere e sostenibilità sono sempre più elementi identitari oppure se il futuro dell’Italia sarà acquistare carne bovina dall’estero e distruggere definitivamente un settore che oggi ha un tasso di approvvigionamento su livelli critici”.

Non gira attorno al problema il presidente di Coldiretti Mantova, Fabio Mantovani, nel corso del convegno alla Millenaria dedicato a Il futuro della carne bovina italiana: consumi, filiera e strategie per il rilancio”.

C’è un tema di sopravvivenza degli allevamenti italiani, a fronte di un blocco dell’Europa orientale che può vantare percentuali di autosufficienza particolarmente elevati e che, insieme al Brasile (grazie a Coldiretti l’Ue ha temporaneamente sospeso le importazioni di carne per questioni sanitarie), potrebbero invadere le tavole dell’Ue e dell’Italia in particolare.

Fra campagne contro la carne rossa, prezzi in aumento e potere di acquisto che si è ridotto, i consumi della carne bovina si sono progressivamente ridotti. Nel 2025 gli acquisti sono scesi dell’1,1% in quantità, con una crescita a valore del 7,6% e una maggiore richiesta di prodotti di servizio (hamburger, marinati e pronti a cuocere), senza dimenticare i “nuovi rituali domestici: polpette e bocconcini per aperitivi, mix di carni pronte per il barbecue, burger per maratone serie televisive”.

“Cambiano anche i canali di acquisto – spiega Manuela Soressi, giornalista esperta di food – con gdo e discount che aumentano le proprie quote di vendita a discapito della macelleria, che in dieci anni ha visto la chiusura di oltre 5.200 punti vendita”.

Eppure, soluzioni per rilanciare il settore non mancano. Specializzazione, qualità, comunicazione orientata a quei consumatori che cercano prodotti sani, proteine nobili, gratificazione nel piatto ed emozione.

A livello politico, Regione Lombardia nelle scorse settimane ha organizzato il Tavolo della carne bovina, proprio per sostenere la filiera, incentivando attraverso i centri studi di Ismea e Clal analisi sui costi di produzione e sulle quotazioni degli animali e dei tagli. “La spinta ad inserire un sostegno per la zootecnia pari a 300 milioni di euro all’interno del decreto Coltivaitalia del ministero dell’Agricoltura, che prevede finanziamenti per 1 miliardo di euro – spiega l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessandro Beduschi – è arrivata dalla Lombardia e dal Consorzio lombardo produttori di carne bovina. Il provvedimento è già stato approvato alla Camera ed entro l’anno dovrebbe terminare l’iter parlamentare. Il provvedimento si inserisce in un quadro di stanziamenti record da parte del ministro Lollobrigida, che ha erogato a livello ministeriale in un biennio quasi 17 miliardi di euro”.

Redditività, sostenibilità e trasparenza all’interno della filiera sono fra i driver necessari per ridare fiato alla zootecnia bovina. “Da tre anni abbiamo una blockchain per certificare il percorso della carne in ogni passaggio, siamo in grado di garantire qualità – spiega Massimiliano Ruggenenti, presidente del Consorzio lombardo produttori di carne bovina -. Il consumatore lo sa oppure a decidere sugli acquisti sarà sempre la variabile economica?”.

La conferma di sostegno alla carne bovina italiana arriva anche dal presidente di Federdistribuzione, Carlo Alberto Buttarelli: “Dobbiamo rilanciare i valori della carne bovina italiana, spiegare le caratteristiche e raccontare gli aspetti nutrizionali della carne bovina, che si inseriscono in un trend salutistico che privilegia le proteine. Sostenibilità ambientale, eticità degli allevamenti e benessere animale possono rappresentare una spinta per rilanciare i consumi”.

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