FORTE DEI MARMI – É stata prorogata fino al 1° novembre 2026 la mostra Pittura a Napoli dopo Caravaggio. Il Seicento nella collezione della Fondazione De Vito, promossa dal Comune di Forte dei Marmi e dalla Fondazione Villa Bertelli, in collaborazione con la Fondazione Giuseppe e Margaret De Vito per la Storia dell’arte moderna a Napoli.
Allestita negli spazi del Forte Pietro Leopoldo I (Piazza G. Garibaldi 9A, Forte dei Marmi, Lucca), l’esposizione rimarrà aperta al pubblico per un mese in più rispetto al termine inizialmente previsto.

La proroga amplia le possibilità di visita per cittadini, studenti e scuole e si inserisce nella strategia di valorizzazione dell’offerta culturale di Forte dei Marmi anche al di fuori della stagione estiva. L’estensione della durata della mostra risponde, inoltre, al crescente interesse del turismo culturale, che guarda sempre più alla Versilia come a una destinazione capace di affiancare alla vocazione balneare un’offerta artistica di qualità, articolata lungo tutto l’anno.

«Siamo molto contenti di poter avere per un altro mese questa prestigiosa mostra negli spazi espositivi del Forte Pietro Leopoldo I – dichiara il presidente della Fondazione Villa Bertelli Ermindo Tucci – in questo modo daremo agio anche alle scuole del territorio di portare gli studenti a visitarla. Non solo. La proroga potrà essere l’occasione di una visita per i cittadini versiliesi, impegnati nei mesi scorsi nella stagione turistica. Un’ulteriore opportunità per tutti di ammirare le opere di artisti che hanno magistralmente reinterpretato il linguaggio di Caravaggio per consacrarlo alla storia. Concludo citando il pregevole successo di critica, che ha portato questa esposizione sui maggiori quotidiani italiani e sulle riviste di settore».

Al centro dell’esposizione, curata dalla storica dell’arte Nadia Bastogi, vi è una stagione cruciale della pittura napoletana del Seicento, raccontata attraverso opere provenienti dalla collezione della Fondazione De Vito: un percorso che documenta la straordinaria vitalità della scena partenopea dopo Caravaggio e la persistenza, nelle generazioni successive, delle innovazioni introdotte dal maestro.

La mostra non intende offrire una panoramica esaustiva del Seicento partenopeo, ma ripercorrere l’evoluzione della pittura napoletana dopo la svolta determinata dalla presenza a Napoli di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio tra il 1606 e il 1607 e tra il 1609 e il 1610, attraverso le opere raccolte da Giuseppe de Vito, collezionista e studioso di questo periodo artistico.
Con la presentazione di 39 dipinti esemplari dei maggiori protagonisti del “secolo d’oro”, viene tracciata una sequenza cronologica che va dai primi interpreti del naturalismo caravaggesco, agli altri artisti che, successivamente, si mostrarono pronti a rielaborarne il linguaggio in forme più orientate verso il classicismo e il barocco.

Un racconto del Seicento napoletano visto attraverso la lente del collezionista, la cui peculiare figura può essere approfondita dal visitatore, anche attraverso l’esposizione di documenti inediti e altri materiali.
La collezione di Giuseppe De Vito (Portici 1924 – Firenze 2015) è oggi conservata nella villa di Olmo, presso Vaglia (Firenze), nella sede della Fondazione che porta il suo nome e quello della moglie Margaret, costituita nel 2011 per promuovere lo studio dell’arte moderna a Napoli.

Sono presenti, fra le altre, opere di Battistello Caracciolo, iniziatore del naturalismo caravaggesco a Napoli, Jusepe de Ribera, Francesco Fracanzano, Paolo Finoglio, Giovanni Ricca e il Maestro degli Annunci ai pastori, sino a Massimo Stanzione, Aniello Falcone, Micco Spadaro, Bernardo Cavallino, Andrea Vaccaro, Antonio De Bellis, non trascurando i protagonisti della svolta di metà Seicento verso il Barocco, Mattia Preti e Luca Giordano, e i principali esponenti del genere della natura morta napoletana quali Luca Forte, Paolo Porpora, Giuseppe Recco, Giovanni Battista e Giuseppe Ruoppolo, che ne costituiscono un nucleo altamente rappresentativo.
Il percorso della mostra, progettato dall’architetto Marco Francesconi, si sviluppa secondo uno svolgimento cronologico, che consente, tuttavia, di evidenziare anche l’indicazione di legami e corrispondenze tematiche, suggerendo relazioni fra artisti e opere, documentando l’affermarsi di generi diversi e portando l’attenzione su soggetti cari alla cultura e alla religiosità partenopee, al fine di consentire una narrazione più articolata della scena napoletana del Seicento e di evidenziare gli interessi del collezionista.

Patrocinata dal Ministero della Cultura, dalla Regione Toscana e dalla Provincia di Lucca, con la collaborazione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Lucca e Massa Carrara, l’esposizione è realizzata con il sostegno di Mutua BVLG, Fondazione Banca del Monte di Lucca e Live Emotion Group srl.

La mostra è accompagnata da un catalogo (Pacini Fazzi, 2026) a cura e con il contributo critico della direttrice scientifica della Fondazione De Vito Nadia Bastogi, con i saluti istituzionali di Bruno Murzi, sindaco del Comune di Forte dei Marmi, Graziella Polacci, assessora alla Cultura del Comune di Forte dei Marmi, Ermindo Tucci, presidente della Fondazione Villa Bertelli, Giancarlo Lo Schiavo, presidente della Fondazione De Vito, e Angela Acordon, soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Lucca e Massa Carrara.
Ogni sabato alle ore 19.00 sono previste visite guidate su prenotazione: https://www.villabertelli.it/
Opere di: Giovanni Battista Caracciolo detto Battistello, Bernardo Cavallino, Carlo Coppola, Antonio De Bellis, Jusepe de Ribera, Giovan Francesco De Rosa detto Pacecco, Aniello Falcone, Paolo Finoglio, Luca Forte, Francesco Fracanzano, Domenico Gargiulo detto Micco Spadaro, Luca Giordano, Maestro degli annunci ai pastori, Paolo Porpora, Mattia Preti, Giuseppe Recco, Giovanni Ricca, Giovanni Battista Ruoppolo, Giuseppe Ruppolo, Giovanni Battista Spinelli, Massimo Stanzione, Andrea Vaccaro.
