Crisi Electrolux, non si sblocca la situazione: oggi a Forlì incontro tra Regione, Comune, sindacati, lavoratrici e lavoratori

Confermati 297 esuberi nello stabilimento di Forlì, con una forte riduzione dei volumi produttivi e la chiusura del sito di Cerreto d’Esi (Ancona)

BOLOGNA – “L’impressione, dopo l’ultimo tavolo tecnico, è che si sia tornati al punto di partenza e non si siano fatti passi in avanti. L’azienda non ha cambiato il piano industriale: aver calato gli esuberi da 1.719 a 1.450 non cambia la sostanza delle cose. Non accetteremo mai una dismissione a piccoli passi, che in prospettiva impoverisce il territorio”.

È quanto dichiara l’assessore regionale al Lavoro, Giovanni Paglia, al termine dell’incontro che si è svolto questa mattina a Forlì, nella sede del Comune, sul futuro degli stabilimenti Electrolux. Presenti il sindaco di Forlì, Gian Luca Zattini, l’assessore comunale alle Politiche occupazionali, Kevin Bravi, le organizzazioni sindacali e i rappresentanti delle lavoratrici e dei lavoratori.

Il tavolo ha commentato il lungo percorso di concertazione che però non ha mostrato il cambio di passo auspicato. Al momento per lo stabilimento di Forlì l’azienda ha confermato un quadro di 297 esuberi complessivi, di cui 214 operai della produzione e 83 lavoratori dello staff. A fronte della riduzione dell’organico, il piano prevede anche una significativa diminuzione dei volumi produttivi e, contemporaneamente, un aumento significativo dei pezzi prodotti sulle linee di montaggio.

“Questa vertenza non riguarda solo le lavoratrici e i lavoratori degli stabilimenti coinvolti, ma l’intero Paese e il suo futuro industriale- ha aggiunto Paglia-. Per questo chiediamo al Governo di farsi carico di una possibile soluzione politica, impegnandosi nel costruire una relazione strategica tra l’Italia e la proprietà. Abbiamo raccolto le preoccupazioni delle organizzazioni sindacali in merito a una vicenda dove l’azienda non fa reali passi indietro sui licenziamenti, ma chiede invece ulteriori sacrifici a lavoratrici e lavoratori. Deve essere chiaro- sottolinea l’assessore Paglia– che per le istituzioni non esiste alternativa al rilancio del progetto industriale e che solo in questa chiave possono essere introdotti tutti gli strumenti di supporto, in Italia e in Europa. Alle lavoratrici e ai lavoratori diciamo ancora una volta che non sono e non saranno soli in questa lotta, ma che tutte le istituzioni e la comunità territoriale sono dalla loro parte.”

“Dopo cinque mesi di incontri, siamo messi peggio di prima– dichiarano il sindaco di Forlì, Gian Luca Zattini, e l’assessore alle Politiche occupazionali, Kevin Bravi–. Dopo gli ultimi aggiornamenti, purtroppo dobbiamo prendere atto che l’azienda si sta muovendo in maniera profondamente irrispettosa sia nei confronti dei lavoratori che dei sindacati. I nodi continuano a essere gli stessi e il numero dei licenziamenti resta altissimo. Il cambio di passo che auspicavamo da parte del gruppo Electrolux dopo l’ultimo tavolo di confronto al Ministero non è arrivato e oggi ci troviamo di fronte a uno scenario forse peggiore di quello precedente, dove l’indifferenza della proprietà la fa padrone. È chiaro che così non si può andare avanti- aggiungono il sindaco e l’assessore-. Il Comune di Forlì continuerà, come ha sempre fatto in questi mesi, a opporsi con grande fermezza a ogni tipo di soluzione che non sia la piena salvaguardia dei livelli occupazionali non solo del sito di viale Bologna, ma anche di quelli di tutta Italia. In ballo, infatti, non c’è solo il futuro dei lavoratori della nostra città, ma quello di un intero settore. O ci salviamo tutti, o non si salva nessuno. Arrivati a questo punto, quindi, è importante andare avanti uniti, fianco a fianco, senza mai abbassare la guardia. Torneremo, più compatti di prima, a fare sentire forte la voce di un territorio che non può e non deve accontentarsi di promesse consegnate al vento”.

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