SALUTE MENTALE E GIOVANI: Progetto Itaca ritorna in classe con la nuova edizione del progetto Prevenzione nelle Scuole 

Via alla campagna 2026-2027 dell’iniziativa di sensibilizzazione che porta professionisti della salute mentale e volontari nelle classi di tutta Italia per promuovere la cultura del benessere psicologico.

Attivo dal 2002, nell’anno scolastico 2025-2026 il progetto ha incontrato oltre 17 mila studenti di 141 istituti sparsi su tutto il territorio italiano, con il coinvolgimento di 105 volontari di Progetto Itaca e 126 professionisti nel campo della salute mentale

MILANO – Offrire alle nuove generazioni uno spazio sicuro di ascolto, confronto e informazione per imparare a riconoscere tempestivamente i segnali del disagio emotivo. Con queste premesse Progetto Itaca, Fondazione che promuove programmi di informazione, prevenzione, supporto e riabilitazione rivolti a persone affette da disturbi della salute mentale e alle loro famiglie, rinnova il proprio impegno sul campo lanciando la nuova edizione del progetto Prevenzione nelle Scuole, un’iniziativa ormai consolidata che punta a fare della salute mentale un tema di discussione aperto e privo di tabù. 

Nato nel 2002, il programma entra direttamente nelle aule delle scuole secondarie di secondo grado per dotare i ragazzi degli strumenti necessari a tutelare il proprio equilibrio psicologico. Negli incontri dedicati agli studenti delle classi terze e quarte, un team – composto da psicologi, psichiatri e volontari della Fondazione – affronta con un approccio empatico e dinamico le tematiche legate al benessere psichico, avvalendosi anche di materiale multimediale e questionari di ascolto anonimi. 

I numeri consuntivi relativi all’anno scolastico 2025-2026 confermano il costante allargamento della rete di supporto: il progetto ha visto il coinvolgimento di oltre 17 mila studenti e 141 scuole sul territorio nazionale, mobilitando sul campo 126 professionisti della salute mentale e 105 volontari.

I dati ci dicono che il disagio psichico si manifesta sempre più presto, eppure resta troppo spesso invisibile fino a quando non diventa emergenza. Per questo scegliamo di intervenire dove i ragazzi passano gran parte del loro tempo. Portare informazione accurata tra i banchi vuol dire trasformare la prevenzione da concetto astratto in un gesto quotidiano, che indirizza i giovani di oggi e li prepara ad essere adulti più consapevoli domani”, commenta Cristina Migliorero, Referente Nazionale Progetto Scuole di Progetto Itaca. “Ogni incontro nasce dal lavoro di volontari e professionisti che mettono a disposizione competenza e ascolto, costruendo con studenti e insegnanti un rapporto di fiducia che dura ben oltre le ore trascorse in classe. È questa relazione a fare la differenza: solo così possiamo aiutare le nuove generazioni a riconoscere il valore della propria salute mentale e a chiedere aiuto prima che il disagio si trasformi in sofferenza”.

Uno scenario critico: l’allarme UNICEF sulla salute mentale giovanile

L’urgenza di intervenire nel contesto scolastico trova riscontro nei dati diffusi dall’UNICEF nel rapporto[1] “La Condizione dell’infanzia nel mondo”: a livello globale, 1 adolescente su 7 tra i 10 e i 19 anni convive con un disturbo della salute mentale diagnosticato. Tra questi problemi, l’ansia e la depressione rappresentano da sole ben il 40% dei casi. Inoltre, per quanto riguarda l’Italia, si stima che circa il 16% degli adolescenti affronti problematiche legate alla salute mentale, mentre il suicidio figura drammaticamente tra le principali cause di morte nella fascia d’età tra i 15 e i 19 anni.

Poiché l’esordio dei primi sintomi coincide spesso con l’età adolescenziale – fase delicata in cui le manifestazioni di sofferenza rischiano di essere scambiate per semplice irrequietezza evolutiva – l’azione di Progetto Itaca punta a fare chiarezza. Informare in modo scientifico e rigoroso consente infatti di distinguere le fisiologiche difficoltà della crescita da reali segnali di patologia, fornendo a studenti, insegnanti e famiglie riferimenti certi a cui rivolgersi per superare l’isolamento e abbattere lo stigma.

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