Il presidente di Confindustria Reggio Emilia e Ceo del Gruppo Ama, Malavolti: «Imprenditori, torniamo a viaggiare per capire il mondo. Sull’Intelligenza Artificiale non si torna indietro: serve formazione». Dal riassetto delle filiere alle infrastrutture energetiche europee, fino al ruolo della Cina, alle opportunità nei mercati emergenti e alle nuove tecnologie: l’analisi di Alessandro Malavolti per sostenere la competitività del manifatturiero reggiano.
REGGIO EMILIA – Di fronte a uno scenario geopolitico in rapida evoluzione e alla profonda riorganizzazione delle direttrici commerciali mondiali, l’industria reggiana — tra le realtà a maggiore vocazione esportatrice d’Italia — è chiamata ad adottare un cambio di passo strategico. È questo il messaggio lanciato da Alessandro Malavolti, presidente di Confindustria Reggio Emilia e Ceo del Gruppo AMA, che invita il tessuto imprenditoriale locale a superare le incertezze globali attraverso un’azione diretta, dinamica e consapevole sul campo.
«Per guidare le nostre imprese in questa fase di incertezza e disordine globale non basta analizzare i dati dai nostri uffici: dobbiamo tornare a viaggiare, a vedere di persona e a capire cosa sta realmente accadendo nel mondo, in questo momento di fortissima spinta innovativa», dichiara il presidente Alessandro Malavolti.
«La complessità dei mercati non deve generare paralisi o atteggiamenti difensivi. La risposta alla regionalizzazione dei mercati e alle barriere protezionistiche non è la ritirata, ma un’internazionalizzazione più strutturata, consapevole e presente sul territorio. Servono presenza diretta, partnership locali e una conoscenza approfondita delle dinamiche geopolitiche ed economiche dei vari Paesi”.
Un passaggio fondamentale dell’analisi del presidente riguarda l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione avanzata, ambiti in cui l’Asia sta correndo a ritmi elevatissimi: «La Cina sta investendo e crescendo moltissimo in innovazione e tecnologia; pertanto dobbiamo guardare con estrema attenzione a questa super potenza globale per comprenderne le evoluzioni e mantenere alta la nostra competitività. Allo stesso tempo, sull’intelligenza artificiale non si torna indietro: è una rivoluzione già in atto che dobbiamo applicare sempre di più e sempre meglio all’interno delle nostre aziende», sottolinea Malavolti. «L’IA non va temuta, ma governata con visione e competenza. Per questo motivo diventa cruciale investire massicciamente nella formazione continua del capitale umano, affinché i nostri collaboratori e i nostri manager acquisiscano le abilità necessarie per integrare queste tecnologie nei processi produttivi, ottimizzare la gestione aziendale e incrementare la competitività globale del nostro Paese».
Sul fronte dei costi energetici e della sostenibilità, Malavolti sottolinea l’urgenza di una risposta europea coesa e infrastrutturata: «Il mismatch energetico tra l’Europa e le altre grandi potenze rischia di compromettere la competitività del manifatturiero. Serve una vera integrazione europea, capace di superare barriere e costi di transito tra Paesi membri attraverso grandi opere infrastrutturali condivise, come elettrodotti transfrontalieri e sottomarini, garantendo un flusso energetico efficiente e autonomo a tutela delle imprese».
Parallelamente, Confindustria Reggio Emilia ribadisce la necessità che la politica europea adotti un forte pragmatismo industriale nell’attuazione del Green Deal, bilanciando la sostenibilità ambientale con i tempi di resa e la tenuta produttiva del settore manifatturiero.
L’analisi del presidente si sofferma anche sulle risposte operative che le aziende reggiane stanno già mettendo in campo di fronte alle crisi logistiche (come quelle del Mar Rosso) e alla ridefinizione delle supply chain. Il passaggio dal modello just-in-time al just-in-case e la revisione delle clausole contrattuali (Incoterms) per salvaguardare i margini aziendali. La valorizzazione di fornitori strategici nei distretti italiani ed europei (friend-shoring) per eliminare i rischi di blocco della produzione.
Un’attenzione crescente verso aree strategiche ad alto potenziale di sviluppo — dove spicca la Cina come colosso tecnologico e industriale da monitorare costantemente, insieme all’America Latina, dal Messico al Brasile e agli altri Paesi del Mercosur, il Golfo Persico, il Nord Africa, l’India e il Vietnam — dove intercettare i grandi piani di ammodernamento agricolo, infrastrutturale e industriale.
«Confindustria Reggio Emilia è al fianco delle PMI per fare da bussola strategica», conclude Malavolti. «Mettiamo a disposizione delle imprese strumenti concreti, monitoraggi geopolitici, desk per la compliance doganale, percorsi dedicati alle nuove tecnologie e all’IA, oltre a corsi di formazione per la gestione dei rischi. L’obiettivo è trasformare le sfide della globalizzazione in nuove opportunità di crescita per il nostro territorio».
