Sabato 26 settembre due inaugurazioni, la prima delle quali con la conferenza del prof. Bruno Pischedda, portano avanti gli eventi dedicati al centenario del museo Baracca
LUGO (RA)- Nella giornata di sabato 26 settembre, nell’ambito delle celebrazioni del centenario del museo Francesco Baracca, inaugurano a Lugo due distinte mostre dedicate all’asso dell’Aviazione e alla storia del volo.
In mattinata, alle 10 nella biblioteca Trisi sarà inaugurato il percorso espositivo «Quando le ali divennero realtà – Il mito del volo nella Belle Époque», che nasce dai materiali del fondo Baracca conservati proprio nella biblioteca. Ad aprire la mostra sarà la conferenza «Le ali di Liala: una lettura aeronautica di “Signorsì!”», a cura del prof. Bruno Pischedda, saggista, scrittore e professore all’Università degli studi di Milano Statale.
Tra Settecento e Ottocento, il sogno del volo cominciò a trasformarsi in realtà. Le prime ascensioni in pallone suscitarono la meraviglia di migliaia di spettatori e anche Lugo fu protagonista di questa nuova esperienza. Il Pavaglione, inaugurato nel 1783, proprio nell’anno dei primi esperimenti dei fratelli Montgolfier, sembrò quasi destinato ad accogliere lo spettacolo del cielo. Il grande quadriportico, il 6 ottobre 1811, si trasformò in uno spazio nel quale un’intera comunità, con il naso all’insù, assistette a una delle più straordinarie conquiste dell’uomo. Il bolognese Antonio Marcheselli si innalzò in globo aerostatico davanti al pubblico lughese, tornando a terra dopo tre ore di volo sui prati di San Pancrazio.
Nel settembre del 1878 fu la volta del lughese Raffaele Rossini, che si presentò agli spettatori in marsina blu, guanti color canarino e cilindro dello stesso colore, suscitando curiosità e ilarità.
Non è forse casuale che, pochi decenni più tardi, Lugo abbia dato i natali a una delle figure più celebri della storia dell’aviazione italiana: Francesco Baracca.
Accanto a Baracca, anche altri lughesi furono conquistati dal sogno del volo. Francesco Rossini, nipote di Raffaele, si recò in Francia nel 1910 per acquistare un aeroplano e imparare a volare, diventando, insieme a Baracca, uno dei pionieri dell’aviazione lughese. A loro si affiancano Rambaldo Jacchia, Giuseppe Miraglia ed Eginardo Bongiovanni.
L’aeroplano trasformò radicalmente il rapporto con lo spazio e con il tempo. È questo il passaggio che la mostra intende raccontare. Attraverso libri, riviste e immagini, il percorso restituisce le molte vite del mito dell’aviatore. Il pilota entra nella cultura popolare e diventa protagonista non soltanto delle cronache e della storia militare, ma anche dell’arte, della letteratura, della pubblicità e della narrativa sentimentale.
Questo percorso espositivo, che si inserisce nelle celebrazioni del centenario del Museo Francesco Baracca, parte dalla storia di Lugo per intrecciarsi con una narrazione più ampia, legata al desiderio di volare.
Dalle ali fragili di Icaro al Cavallino Rampante, dalle prime ascensioni alle imprese dei grandi aviatori, dalle immagini futuriste alle copertine dei romanzi, il cielo continua a essere il luogo verso il quale l’uomo desidera proiettarsi, per sfidare i propri limiti e per immaginare nuovi orizzonti, osservando anche solo per un istante la terra da lontano.
L’esposizione, a ingresso libero, sarà visitabile fino al 21 novembre, durante gli orari di apertura della biblioteca.
Sempre nella giornata di sabato 26 settembre, ma alle 18:00 nella sala Baracca della Rocca estense, sarà inaugurata anche l’esposizione «Cavalli Vapore. Una moto, un cappotto e una tuta», a cura di Gabriele Montanari.
Nella settimana della Motor Week, all’interno della restaurata sala Baracca della Rocca Estense, in piazza Martiri 1, prima sede del Museo Baracca inaugurato nel 1926 e di cui quest’anno si celebra il centenario, una mostra gioca ad attraversare, tra oggetti di grande pregio storico e immagini iconiche, la fortuna del cavallino rampante nel mondo dei motori, con uno sguardo che riporta l’attenzione sull’anima futurista, sportiva e agonistica che appartiene a Baracca, al mondo dei motori e a quello dell’aeronautica.
Nella mostra si espone per la prima volta una moto d’epoca Peugeot 2 hp e mezzo del 1904, che dialoga con una fotografia giovanile di Baracca a cavallo della stessa, un cappotto di Enzo Ferrari e una sua potentissima immagine, una tuta d’epoca da meccanico della Ferrari, un’uniforme storica della cavalleria di Baracca. Le immagini stampate su tessuto grazie a una collaborazione con la Fondazione Dino Zoli e la Dino Zoli Textile, creano un ambiente che sembra immaginare una sezione di museo futuro, tra oggetti legati al ricordo e tecnologia.
L’esposizione rimarrà visitabile fino all’11 ottobre, giovedì e venerdì dalle 16 alle 19; sabato e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19. Ingresso gratuito.
Il calendario completo delle iniziative dedicate al centenario del museo Baracca è disponibile sul sito www.comune.lugo.ra.it.


