MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA. Subisce l’ennesima violenza e va in ospedale: denunciato il marito, lei è in una struttura protetta

MEDOLE / CASTIGLIONE DELLE STIVIERE (MN) – Un incubo domestico che durava ormai da due anni è emerso nella tarda serata di sabato 19 settembre 2026, grazie al coraggio di una donna e alla prontezza della rete di protezione istituzionale. I Carabinieri della Stazione di Guidizzolo hanno denunciato a piede libero un cittadino indiano di 40 anni, residente a Medole, con l’accusa di maltrattamenti in famiglia.

I fatti si sono consumati all’interno delle mura domestiche. L’uomo, in evidente stato di alterazione dovuto all’abuso di sostanze alcoliche, ha prima aggredito verbalmente la moglie – una connazionale di 43 anni – per poi colpirla violentemente al volto con un pugno.

La vittima è riuscita ad allontanarsi e si è recata autonomamente presso il pronto soccorso dell’ospedale di Castiglione delle Stiviere. Lì è stata immediatamente presa in cura dal personale sanitario per le lesioni riportate al viso.

I medici del presidio ospedaliero, attivando i protocolli previsti per i casi di sospetta violenza domestica, hanno subito allertato i Carabinieri della Stazione di Guidizzolo. I militari hanno raggiunto la struttura sanitaria e hanno accompagnato la 43enne presso i propri uffici per raccogliere la sua testimonianza.

Davanti agli investigatori, la donna ha ricostruito la dinamica della serata, confessando un quadro ben più grave e radicato: le violenze fisiche e verbali da parte del marito andavano infatti avanti da circa due anni.

Nonostante il profondo timore e la manifesta paura di rientrare nell’abitazione coniugale, la vittima ha espresso la volontà di non sporgere una formale querela nei confronti del consorte. Tuttavia, a fronte della gravità dei fatti e della reiterazione dei comportamenti violenti, i Carabinieri hanno proceduto d’ufficio, denunciando il 40enne alla Procura della Repubblica di Mantova per il reato di maltrattamenti in famiglia.

Per garantire l’incolumità della 43enne e sottrarla a ulteriori pericoli, è stato immediatamente attivato il canale di tutela previsto dalla legge: la donna è stata così trasferita e collocata presso una struttura protetta.

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