Bioreattori: nasce Thewaico,
la piattaforma italiana per lo scale-up del biomanufacturing
con sedi a Rovereto, Mantova e San Francisco
L’azienda unisce bioreattori, software e intelligenza artificiale.
A Mantova il centro Ricerca&Sviluppo con 2.000 mq di laboratori, a Rovereto la sede produttiva, a Emeryville-San Francisco uffici, magazzino, laboratori, show room e
area collaudi, a stretto contatto con l’ecosistema biotech americano.
MANTOVA/ROVERETO – Presentato oggi a Mantova il lancio pubblico di Thewaico, piattaforma che unisce bioreattori, software e intelligenza artificiale. Per l’occasione, oltre 2.000 metri quadrati di laboratori in Strada Stazione Frassino sono stati aperti a una rappresentanza di cittadini, studenti, ricercatori e aziende del territorio in una serata che ha unito ricerca, divulgazione e intrattenimento. L’evento di apertura ha infatti voluto rendere accessibile e comprensibile ai più un settore molto tecnico e per natura poco esposto al pubblico.
“Abbiamo voluto fortemente che chiunque entrasse nei nostri laboratori, fosse un ricercatore, uno studente o semplicemente un curioso, potesse capire concretamente cosa significhi oggi sviluppare un bioprocesso, vedere da vicino a cosa stiamo lavorando”, ha commentato Matteo Brognoli, co-fondatore e CEO di Thewaico.
Le tecnologie Thewaico
L’azienda si occupa di bioreattori, apparecchiature che creano ambienti controllati in cui cellule, microrganismi o altri componenti biologici vengono fatti crescere per produrre qualcosa: dai farmaci ai nuovi materiali, fino alle proteine del futuro. L’obiettivo è quello di costruire un’infrastruttura tecnologica in cui laboratorio, impianto pilota e produzione possano condividere architettura, software, sensori e logiche di processo.
“Thewaico nasce per affrontare una delle criticità più persistenti e costose del biomanufacturing: processi che funzionano in modo affidabile su scala di laboratorio ma che perdono efficacia quando vengono trasferiti a volumi produttivi. Una criticità dovuta, in larga parte, al fatto che software e hardware tradizionali non sono stati progettati per accompagnare il processo lungo un percorso continuo e coerente di scale-up”,ha chiarito Brognoli.
La nascita di Thewaico si inserisce nel più ampio percorso europeo di rafforzamento del settore: la proposta della Commissione Europea per uno European Biotech Act, presentata nel 2025, punta infatti a consolidare l’ecosistema europeo delle biotecnologie e della biomanifattura e a trasformare l’eccellenza scientifica in capacità industriale.
La piattaforma comprende tre sistemi di bioreattori: GECKO™, dedicato alle applicazioni da laboratorio, SPIRIT™, sviluppato per la scala pilota, e JUMBO™, progettato per la produzione su scala industriale. Thewaico presenta inoltre STRYPES™, il software di controllo di processo assistito dall’intelligenza artificiale, integrato trasversalmente in tutti e tre i sistemi di bioreattori.
Trent’anni di esperienza in biotech e pharma
Co-fondata ufficialmente a dicembre 2025 insieme a Tanya Lytvynenko, la nuova realtà mostra fin da subito un’ambizione internazionale: oltre alla sede mantovana, che ospita il centro R&D, e alla sede produttiva di Rovereto, l’azienda ha infatti già aperto una sede anche a Emeryville-San Francisco, co uffici, magazzino, laboratori, show room e area collaudi, per lavorare a stretto contatto con l’ecosistema biotech americano.
Il radicamento nel territorio trentino e mantovano resterà tuttavia il punto di partenza del progetto, rafforzato dalla scelta di rendere i propri laboratori un luogo aperto alla comunità locale oltre che agli addetti ai lavori.
“La scelta di Rovereto e Mantova non è casuale: è stata fatta perché in queste zone abbiamo trovato un ecosistema dell’innovazione con cui vogliamo crescere, non soltanto un indirizzo fisico – ha aggiunto Tanya Lytvynenko, co-fondatrice di Thewaico.
Brognoli, che vanta trent’anni di esperienza nel settore biotecnologico e farmaceutico, ha unito le competenze digitali della startup roveretana con la sua esperienza industriale: prima di questa nuova avventura, nel 2002, aveva co-fondato sempre a Mantova un’azienda per lo sviluppo di bioreattori e fermentatori, portandola a una presenza in oltre 40 Paesi e alla vendita, nel 2021, a una grande multinazionale.


