Adriano Engelbrecht riceve al Senato, il Premio d’Eccellenza “Antonio De Ferrariis il Galateo 2026”

PARMA – Un importante riconoscimento sarà assegnato a Adriano Engelbrecht chel’8 ottobre al Senato a Roma riceverà il Premio d’Eccellenza “Antonio De Ferrariis il Galateo 2026” per l’Arte e la Letteratura, organizzato dall’Associazione VerbumlandiArt e fondato e presieduto dalla sua Presidente Regina Resta.

Poeta, artista, musicista e attore teatrale italiano di origini tedesche, Engelbrecht ha costruito nel corso degli anni una ricerca nella quale poesia, teatro, musica, arti visive e performance cessano di essere territori separati. La parola non rimane confinata alla pagina: diventa voce, gesto, presenza, composizione sonora, relazione con lo spazio e con chi ascolta.

È alla luce di questo lungo e articolato itinerario che assume particolare significato l’assegnazione a Adriano Engelbrecht del Premio che riconosce una ricerca artistica nella quale parola, corpo, suono e spazio diventano differenti manifestazioni di una stessa tensione creativa.

La motivazione ufficiale con cui viene conferito il riconoscimento ad Adriano Engelbrecht ne restituisce con chiarezza l’ampiezza: «Per il valore del suo operato, per l’alto profilo umano, culturale, professionale ed istituzionale espresso nel suo percorso artistico-letterario, nonché per il prezioso contributo offerto alla promozione dei valori autentici della cultura, della dignità della persona e del bene comune».

Nato in Germania, Adriano Engelbrecht ha alle spalle una produzione poetica sviluppatasi nell’arco di oltre trent’anni. Tra i suoi libri figurano “Dittico Gotico” del 1993, “Lungo la vertebrata costa del cuore”, pubblicato nel 2003 con prefazione di Pierluigi Bacchini, “La piscina probatica”, “Ubicazione Ignota”, realizzato insieme alla poetessa Ilaria Drago, “la tramontanza” e “Tristano e altri versi per il teatro”.

Una continuità che testimonia una fedeltà alla parola poetica attraverso epoche differenti della poesia italiana contemporanea. Una parte significativa della sua ricerca poetica ha assunto nel tempo una dimensione installativa, espositiva e sonora, indagando le relazioni tra parola, segno visivo e composizione musicale.

Le sue opere e le sue azioni sono state presentate in teatri, musei, gallerie e festival. È proprio nell’incontro tra discipline che emerge uno dei caratteri più riconoscibili della sua opera come testimonia la sua teatrografia nel confronto costante con alcune delle grandi voci della poesia del Novecento e della contemporaneità: da Mario Luzi a Emily Dickinson ad Amelia Rosselli, fino a esperienze nelle quali i suoi stessi testi sono diventati materia scenica e musicale.

Tra queste nel 2006, “Tristano, Euridice. Canto alla soglia” in cui portava un suo testo nella relazione tra voce e musica; nel 2012 “E.D. La voce dello sguardo” attraversava l’opera di Emily Dickinson; successivamente, il progetto “Cadute – Falls” si confrontava con la parola poetica di Amelia Rosselli attraverso voce e il live electronics di Patrizia Mattioli.

Questa concezione trova una delle sue espressioni più mature nell’esperienza di Ermo Colle, Palio Poetico Teatrale Musicale Ermo Colle, realtà culturale alla sua XXV edizione, della quale Adriano Engelbrecht è direttore artistico. Il suo lavoro ha attraversato anche i territori della memoria e della responsabilità civile. Nel 2026, per esempio, la drammaturgia di “Voci” ha messo in relazione le parole dei bambini di Terezín e di Gaza, coinvolgendo interpreti e studenti in un progetto nel quale poesia, teatro e memoria si confrontano con alcune delle ferite più profonde della storia e del presente.

Il conferimento del Premio d’Eccellenza “Antonio De Ferrariis il Galateo” per l’Arte e la Letteratura – Poesia, Musica e Teatro rappresenterà quindi non soltanto un momento celebrativo ma sarà il riconoscimento di una traiettoria artistica costruita nel tempo. Dalla pagina alla scena. Dalla voce alla musica. Dai luoghi deputati alla cultura ai paesaggi e agli spazi della comunità. Dalla ricerca individuale alla responsabilità collettiva dell’arte.

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