Con le musiche di Rebel, Mozart, Pärt e Haydn prende il via a Mantova la 34esima edizione di Tempo d’Orchestra

OCM

“Dal Caos all’armonia, nel segno dell’Imperatrice” con l’Orchestra da Camera di Mantova diretta da Giovanni Guzzo e il violinista Stephen Waarts. Al Teatro Bibiena, martedì 13 ottobre 2026, ore 20.45

MANTOVA – Un debutto che non lascerà indifferente il pubblico di Tempo d’Orchestra. A cominciare dal primo brano eseguito, in cui l’autore, Rebel, vuole rappresentare il caos primordiale prima che la natura trovasse ordine e armonia. Un movimento dalla modernità sconvolgente e che siamo certi stupirà, e non poco, gli spettatori. Nella serie dei concerti mozartiani per violino e orchestra, il Quinto in la maggiore è annoverato tra i capolavori. Mozart lo compone nel 1775, tre anni dopo il suo rientro a Salisburgo dopo una lunga e trionfale tournee europea che lo vede protagonista a lungo anche in Italia. In questo quinto e ultimo concerto il diciannovenne Mozart rivendica per sé qualche libertà formale, nell’invenzione e nei rapporti. Il concerto K 219 “Alla turca” si rivela elegante e ironico, alternando temi energici e momenti più sentimentali con melodie di eccezionale bellezza.

Più vicine ai giorni nostri le musiche di Arvo Pärt, con il suo ipnotizzante “Fratres” e il loro interrogarci su come sia possibile dare ordine al caos. A chiudere il concerto la Sinfonia n. 48 in do maggiore “Maria Theresia” di Haydn. Il nome si deve all’ipotesi, a lungo considerata, che il lavoro fosse stato presentato nell’occasione dell’importante visita dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria a Esterháza, nell’attuale Ungheria, nel settembre del 1773. Una piccola “trappola” della storia della musica. Alla corte dei principi Esterházy, tuttavia, Haydn rimane alcuni decenni: è qui crea la quasi intera produzione sinfonica, dalla cameristica all’opera, dalle pagine sacre a quelle d’intrattenimento.

GIOVANNI GUZZO

Nel ruolo di modellatori di queste varie armonie i musicisti dell’Orchestra da Camera di Mantova si uniscono a Stephen Waarts, violinista riconosciuto a livello internazionale, e al direttore Giovanni Guzzo, già protagonista di più edizioni del Festival Trame Sonore nel ruolo di strumentista. Lo scenario è quello del Teatro Bibiena, nel quale ritroviamo dipinta anche Maria Teresa, ispirazione illuminata per l’Accademia dei Timidi che fecero costruire il teatro tra il 1767 e il 1769.

Stephen Waarts

STEPHEN WAARTS-by Andrej Grilc

Classe 1996, di nazionalità olandese e statunitense, Stephen Waarts è oggi uno dei violinisti più apprezzati dal pubblico internazionale. Formatosi alla Kronberg Academy con Mihaela Martin e al Curtis Institute di Philadelphia con Aaron Rosand, nel 2015 vince il Queen Elisabeth Competition acquisendo una notorietà internazionale. Nel 2017 vince anche il prestigioso Avery Fisher Career Grant e il premio per il miglior solista del Festspiele Mecklenburg-Vorpommern, mentre nel 2019 riceve l’International Classical Music Award con la Lucerne Symphony Orchestra. Dal 2022 pubblica le sue prime incisioni concertistiche, spaziando da Mozart a Hindemith. Stephen Waarts conosciuto a Mantova in quanto ospite ricorrente al Festival Trame Sonore.

Giovanni Guzzo

Di origine italiana e venezuelana, Giovanni Guzzo si afferma presto come uno dei violinisti e artisti più versatili e carismatici della sua generazione. Attraverso il lavoro come solista, musicista da camera, direttore e leader di alcuni importanti ensemble, continua ad affascinare il pubblico e ottenere numerosi premi e riconoscimenti. Nel 2023 è invitato in qualità di assistente di Simon Rattle con la Bayerische Rundfunk Orchestra di Monaco, consolidando così la sua reputazione come uno dei più interessanti direttori emergenti della sua generazione. Si esibisce regolarmente in alcune delle più prestigiose sale e festival del mondo, tra cui la Wigmore Hall di Londra, il Lincoln Center di New York, il BBC Proms a Londra, i festival di Salisburgo e Verbier. È primo violino della Camerata Salzburg e primo violino ospite della London Symphony Orchestra.

La curiosità

Arvo Pärt scrisse “Fratres” senza una precisa destinazione strumentale. La versione probabilmente più nota, quella per violino e pianoforte, fu dedicata dal compositore a un grande maestro, colui che il 21 ottobre salirà sul palco di Tempo d’Orchestra al Teatro Sociale: Gidon Kremer.

Partner istituzionali e sostenitori

La stagione 2026/27 di Tempo d’Orchestra sirealizza grazie al sostegno del Comune di Mantova, Ministero della Cultura, Regione Lombardia, Fondazioni Bam, Fondazione Cariplo e Comunità Mantovana Onlus. Sostenitori della stagione Gruppo Tea, Unical e Staff. La Corporate Membership è composta da Marcegaglia, Made Hse, Truzzi, Levoni, TConsult, Rampi, EuroConsulting, Oneida, Naturasì. Collabora al progetto l’Associazione Amici dell’OCM.

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