LIBRI PER IL BORGO: Domenica 11 ottobre a Castellarano la prima Edizione con STORIE DI PROVINCIA

CASTELLARANO (RE)- Arriva nel Reggiano il format di micro-festival culturale dedicato al libro e alla lettura di Oligo Editore. Domenica 11 ottobre per le vie del centro storico medievale di Castellarno prenderà vita la prima edizione di “Libri per il Borgo”, realizzata in collaborazione con l’Amministrazione Comunale, il Centro Studi Storici Castellaranesi e la libreria Ubik di Modena.

Presentazioni di libri, tavole rotonde e incontri con gli autori, ma anche approfondimenti sulla storia del borgo; infatti la giornata prevede cinque appuntamenti in cinque punti chiave per conoscere l’arte e la storia di Castellarano. Tutti gli incontri sono a ingresso gratuito.

PROGRAMMA

10.00 Piazza Cairoli
Inaugurazione istituzionale
 
10.30 Piazza Cairoli
I templari lungo la via Emilia occidentale. Storia e leggende
Presentazione del libro di Alberto Cavazzoli (CN)
L’autore dialoga con Giulio Girondi, editore
 

«Le Templiers sont parmi nous» scriveva il noto e controverso scrittore francese Gérard De Sède, «i Templari sono fra di noi», e ancora qui tra noi possiamo trovare “frammenti” della loro presenza. Perché i monaci guerrieri non furono presenti solo in Terra Santa o in Francia, ma per almeno due secoli stanziarono sulla più grande arteria viaria dell’Italia, la via Emilia, proteggendola e portando in quei territori le straordinarie conoscenze che avevano acquisito in oriente. Alberto Cavazzoli, esperto di esoterismo e leggende medioevali, ci guida alla scoperta di quanto ancora rimane dei luoghi templari emiliani: resti di commende, magioni, ospitali e chiese che, a dispetto della damnatio memoriae che colpì l’ordine, si scoprono nelle città oppure abbandonati nelle campagne.
 
Alberto Cavazzoli si occupa da molti anni di tematiche esoteriche e ha fatto ricerche approfondite sul Sangue di Cristo a Mantova e la presenza dei Templari nel centro-nord Italia. Ha collaborato con riviste quali “Templari” (Edizioni Trentini), “Graal” (Edizioni Hera), “Italia Misteriosa”, “Fenix” e con i portali www.edicolaweb.net (il portale del mistero) e www.angolohermes.com che si occupa di simbolismi. Per Aliberti Editore ha dato alle stampe Alla ricerca del Santo Graal nelle terre dei Gonzaga e Il Codice Dan Brown (con lo pseudonimo di Cesare Ferrando), mentre per Il Rio Edizioni Ferrante Gonzaga. Biografia ufficiale e segreta di un Principe dell’Impero e la guida I templari a Mantova. Con Amazon Kindle ha pubblicato il romanzo Una ex septem. Ha partecipato alla puntata di Voyager (Rai2) del 12 dicembre 2016 nel servizio dedicato a Mantova e al Sangue di Cristo. www.sacrograal.eu

11.30 Aia del Mandorlo
La provincia intorno al Grande Fiume
Tavola rotonda con Fabrizio Binacchi (autore di Piccoli segreti di provincia, Oligo), Luca Ponzi (Favole di fiume, Oligo), Saverio Fattori (autore di 12:47, CN) e Giulio Girondi (editore di Oligo e curatore di Aberrazioni e prospettive di Vitaliano Trevisan)
Conduce la conversazione Francesco Vecchi

L’Italia è un Paese di “metropoli della mente” e “borghi del cuore”, una nazione di comuni e frazioni, di province e valli. Più o meno siamo messi così: 25 milioni nelle città metropolitane e gli altri 35 milioni in provincia o nelle città di provincia. Del resto, come era solito ricordare il mantovano Renzo Dall’Ara, «Siamo un po’ tutti di provincia. Anche Gesù è nato in un paesino». Ma anche i grandi centri urbani sono fatti di “borghi”: pensiamo alla Roma di Borgo Pio, Borgo Vatiano ecc. Dei rapporti tra locale e globale, tra città e provincia parlerà Fabrizio Binacchi, giornalista di lungo corso, con una vita alla Rai, da Roma a Milano, da Bologna a Torino e Trieste, facendo un focus sul ruolo della TV come collante nazionale.
La provincia è anche una grande fonte di ispirazione letteraria, e prova ne sono i racconti di Luca Ponzi, che galleggiano su quello che per Giovannino Guareschi era l’unico fiume italiano, il Po. Sarà perché molte delle nostre città sono nate lungo i fiumi, sarà perché tutta la valle padana è figlia del medesimo fiume che ne è la spina dorsale. Seguendo un file rouge narrativo che scorre attraverso le pagine di Guareschi o il grande affresco televisivo di Mario Soldati, anche queste Favole di fiume mostrano come il Po sia uno stato d’animo, un modo d’affrontare le cose della vita e un archivio di storie, memorie e sentimenti.
Non solo luogo idilliaco, la provicina del Nord Italia è dal dopoguerra anche il motore economico del Paese, un motore però che in varie zone vive da decenni un inesorabile declino che ben si legge nelle pagine del romanzo “di fabbrica” di Saverio Fattori, in cui conosceremo Ale, tecnico del Controllo Qualità, che vede la sua vita crollare quando, senza spiegazioni, viene relegato alla catena di montaggio. L’equilibrio psichico cede e l’azienda diventa un microcosmo abitato da fantasmi e mostri, un luogo oscuro e irriconoscibile. Un viaggio claustrofobico narrato con una lingua feroce e netta, capace di rappresentare la maledizione del lavoratore dipendente: un abisso nel quale calarsi giorno dopo giorno fino all’epilogo più estremo.
Uno sguardo critico sull’evoluzione del Nord – in questo caso del Nord-Est – è proprio anche di Vitaliano Trevisan, tra i più significativi autori italiani degli ultimi trent’anni, tragicamente scomparso nel 2021. Ne parleremo con Giulio Girondi, direttore editoriale di Oligo, e curatore del libro postumo Aberrazioni e prospettive che raccoglie testi assai eterogenei – un inedito frammento narrativo e saggi brevi, già apparsi in pubblicazioni specialistiche – che dimostrano come l’interesse di Trevisan per l’architettura e la sua percezione non si sia mai assopito, portando sempre con sé lo sguardo critico e pungente maturato negli anni giovanili, nella Vicenza dominata dall’eredità di Carlo Scarpa.
 
Fabrizio Binacchi è nato a Suzzara, in provincia di Mantova, nel 1960. Giornalista Rai, ha condotto il Tg1, Linea Verde, Italia Agricoltura, è stato capo dei Tg regionali di Lombardia, Lazio ed Emilia-Romagna, ha diretto le sedi regionali di Trieste, Trento, Milano e Bologna. Attualmente è caporedattore di Rai Vaticano. Docente universitario a contratto, insegna Conduzione fonetica al master di Giornalismo dell’università di Bologna e Giornalismo scientifico all’università di Parma. Tra i suoi libri ricordiamo Luoghi comuni. Il potere della parola. (Minerva, 2021). Per Oligo ha pubblico Piccoli segreti mantovani (2023).
 
Luca Ponzi è nato e vive a Fidenza, in provincia di Parma. Da adolescente inizia a scrivere quasi per gioco nel settimanale diocesano “Il Risveglio”, per poi fare di questa passione un lavoro, venendo assunto dalla “Gazzetta di Parma” e diventando il più giovane giornalista professionista d’Italia. Dopo avere collaborato anche con “La Stampa”, dal 2003 è in forza alla Rai, presso la sede regionale dell’Emilia-Romagna, per cui, come inviato speciale, ha seguito alcuni dei fatti di cronaca più importanti degli ultimi anni, dal crac Parmalat al sequestro del piccolo Tommaso Onofri, dal terremoto del 2012 al diffondersi della criminalità organizzata nel nord Italia, allo scandalo dei falsi affidi di Bibbiano. Tra i suoi libri ricordiamo Mostri normali, storie di morte e d’altri misteri, una raccolta di delitti irrisolti (Mursia 2012), Cibo criminale, inchiesta sulle infiltrazioni mafiose nell’agroalimentare (con Mara Monti, Newton Compton 2013).
 
Saverio Fattori (Molinella, 1967) ha scritto romanzi sullo sport e sulle dipendenze, tra cui Finta pelle (Marsilio 2020) e Acido lattico (Gaffi 2008 e CN 2023). Vive di fabbrica.
 
Vitaliano Trevisan (Sandrigo, 1960 – Crespadoro, 2022), scrittore e drammaturgo, è stato tra gli autori del Nord-Est più significativi e influenti della sua generazione, lasciando opere sul declino sociale ed economico del Paese, come Works (Einaudi 2016), che sono già dei classici. Vincitore, tra gli altri, del Premio Chiara 2004 e del Premio Campiello Francia 2008, il suo libro più recente è Black Tulips, uscito postumo nel 2022 per Einaudi, che nel 2024 ha riproposto, unendoli nella “Trilogia di Thomas”, Un mondo meraviglioso, I quindicimila passi e Il ponte. Oligo ha pubblicato Il delirio del particolare (2020, testo vincitore del Premio Riccione per il teatro 2017) e, dopo la tragica scomparsa, un breve saggio su Melville, Billy Budd, Billy Budd (2022).
 
Giulio Girondi, editore di Oligo, è architetto, dottore di ricerca e ha conseguito un post-doc in storia dell’architettura, disciplina per cui ha all’attivo numerose pubblicazioni, più che altro centrate su Quattro, Cinque e Seicento.

15.00 Giardino della chiesa
La provincia del mondo: alla scoperta di Cuba
Incontro con Davide Barilli (autore di Bestiario habanero e direttore della collana Azucar, Oligo)
Conduce la conversazione Carlo Gregori

Galline suicide, ronzini azzoppati, galli da combattimento, uccellini muti, pipistrelli alcolici, cani bitorzoluti, cammelli a diciotto ruote, teste di maiale incastonate come inquietanti pietre miliari agli angoli delle strade. Un anomalo zoo di animali reali o metaforici – tra antichi rituali della brujería, feticci, sculture, memorie hemingwayane, immagini letterarie e réclame scomparse – pulsa in Bestiario habanero. Caleidoscopica rete (o trappola) di un paesaggio urbano surreale, in bilico tra realtà e finzione, tra reportage e mascheramento, questo piccolo libro non è solo un opuscolo letterario, ma l’esplorazione visionaria di un mosaico sbriciolato che non richiede di essere ricomposto, ma raccontato. Attraversando Cayo Hueso, in un percorso tortuoso, da calle Vapor a Perseverancia, da San Lázaro a Infanta, dal parque Trillo al Bodegón de Teodoro, dal Callejón de Hamel al Malecón: un tragitto dove ogni luogo diventa profondo come una ruga, vivo come una ferita sempre aperta. Questa è la Habana di Davide Barilli, tra i massimi esperti di Cuba in Italia, che l’autore racconta nel reportage Bestiario Habanero, libro che è servito anche da apripista per la nuova collana di narrativa cubana contemporanea Azúcar, la cui ultima uscita è la raccolta di racconti Strada desolazione di Náthaly Hernández Chávez: un libro che per la prima volta ha portato in Italia la scrittura magnetica di una delle più interessanti voci della giovane narrativa cubana. Questi racconti, tratti dalla raccolta La figura en el puente (Premio Celestino per il racconto 2023), colpiscono per il realismo malinconico che abbina rimandi surreali a luoghi della memoria, l’accuratezza scrupolosa della prosa e l’abilità di intrecciare trame dai finali sempre sorprendenti. Cinque storie sulla morte, l’amore, la famiglia per scoprire aspetti inediti e poco conosciuti al grande pubblico. Vite di giovani dal passato tormentato, presente senza sogni e futuro incerto che si muovono a Matanzas – la città dei ponti che unisce la capitale a Varadero, simbolo dell’immagine più turistica dell’isola caraibica –, che qui scopriremo nella sua anima più autentica e cruda: il mare che la cinge, i fiumi che la attraversano, scenario di anime perdute in cerca di un riscatto che resta un miraggio.

 
Náthaly Hernández Chávez (1994) è nata e vive a Matanzas, Cuba. Laureata in Giornalismo, si è perfezionata al centro di formazione letteraria Onelio Jorge Cardoso e fa parte dell’Asociación Hermanos Saíz e dell’Unión Nacional de Escritores y Artistas de Cuba. A Cuba ha pubblicato La hora violeta (Aldabón, 2023), La figura en el puente (La Luz, 2024), La biblioteca de Alexa (Abril, 2025) e Bazar de Babilonia (Aldabón, 2025). Questo è il suo primo libro in italiano.
 
Davide Barilli ha ambientato a Cuba molti dei suoi libri: tra gli altri, Le cere di Baracoa (Mursia), Cuba. Altravana (Giulio Perrone), entrambi finalisti al Premio Fabriano, e La nascita del Che (Aragno), secondo al Premio Chiara. A Cuba ha realizzato un libro d’arte, Historietas de mujeres y humo, in edizione numerata e illustrato da Ramon Perez Pereira, oltre che il libro di racconti El castillo de papel (Collecion Sur), presentato all’Avana durante la Feria internacional del libro nel febbraio 2018. Infine, ha curato l’antologia di narratori cubani Gli amanti del secondo piano (Nuova Editrice Berti). Tra gli altri suoi libri di narrativa ricordiamo: Musica per lo zar e La casa sul torrente (entrambi per Guanda). Per Oligo ha pubblicato #altrepagine. Le letture di chi scrive (2022).

16.00 Via Bindi
L’invasor. Storie e voci tra Resistenza e Liberazione
Incontro con Franca Gualtieri (autrice de L’invasor, CN) e Roberto Alessandrini (autore di Antigone in Polesine, Oligo)
Gli autori dialogano con Adriano Arati

Una Resistenza al femminile, dove le donne sulla scena non sono eroine, né dotate di forza sovrumana, ma incarnano perfettamente lo spirito di un’opposizione popolare fatta di scelte coraggiose. Nella provincia modenese degli anni Quaranta, si intrecciano le vicende di Aida ed Elvira, due amiche che durante la guerra si sono unite alla Resistenza rischiando la loro vita e quelle dei loro cari. Aida subisce una violenza sessuale da parte di un ufficiale tedesco che comporterà decisioni sofferte ed Elvira con la sua famiglia costruisce un rifugio per ospitare partigiani e persone in fuga dalla violenza nazifascista. Sarà la voce di Elvira, che ha lasciato dopo la sua morte diverse pagine scritte, a raccontare la storia dell’amica, da sempre sconosciuta a tutti.
 
Franca Gualtieri vive e lavora a Carpi come imprenditrice nel settore della moda con una pluriennale e solida esperienza. Per Il Rio ha pubblicato L’anima dello stivale (2019, terzo classificato al Premio Letterario Città di Sarzana), Materni dettagli (2020, Premio Speciale della Giuria al Premio Letterario Giovane Holden e Premio di Merito al Premio Città di Cattolica), Voci dall’argine (2022, primo classificato al Premio di Letteratura Naturalistica Green Book); per CN ha firmato L’invasor (2024, Premio Speciale Donna al Premio Letterario Città di Sarzana). Il suo penultimo libro è Adesso sono io (con Elisa Paltrinieri e Simonetta Pavesi, CN, 2025), mentre il suo ultimo libro è Il coraggio necessario (CN, 2026).

17.00 Giardino pensile
Narrare la provincia
Incontro con Roberto Barbolini, ospite d’onore del festival (e autore di Pescatore al cantautore in Emilia, Oligo, e Piccola città bastardo posto, CN)
Introduzione di Matteo Giannacco

Un incontro per parlare della scrittura di provincia e della sua tradizione in Emilia con uno degli autori più rappresentativi della valle del Po. Esiste un “modo” emiliano di raccontare storie e territorio? A questa domanda Roberto Barbolini proverà, se non a dare una risposta, almeno a dare qualche suggestione sulla scia della propria lunga esperienza di scrittore, a partire anche dai due libri pubblicati per Oligo Editore e il suo marchio tascabile CN.
Pesca al cantautore in Emilia è un libro di formazione, o di deformazione, scandito da narrazioni di diverso respiro, dal racconto lungo al breve frammento, che tramite personaggi e situazioni ricorrenti disegna il ritratto ironico e dolente d’una “generazione di sconvolti” perduti fra le nebbie della provincia e l’incipiente globalizzazione. La colonna sonora affonda nell’era beata dei dischi in vinile: dai Beatles ai Nomadi, dagli Stones all’Equipe 84 e ritorno. Barbolini insegue i suoi eroi fino al nostro disilluso presente, in cui i miti che li animavano si sono trasformati in feticci. Ma vale davvero la pena d’imbarcarsi con lui a pesca di cantautori sul delta del Grande Fiume, all’insegna d’un “grottesco padano” di sarcastica vitalità.
Piccola città bastardo posto è un romanzo che fin dal titolo, ovviamente gucciniano, rimanda a quella terra “tra la via Emilia e il West” situata sulle rive del Po. «Tanto per cominciare, Delfo Semprini perse la memoria»: non è un caso che il libro si apra con un’amnesia del protagonista durante il pedinamento dell’amata. È infatti la memoria, con le sue aporie e reinvenzioni, il filo conduttore del romanzo. E se dietro la figura di Delfo s’intravede un grande irregolare del Novecento come Antonio Delfini, nei disincantati redattori d’un giornale di provincia che gli fanno da ironico coro non è difficile scorgere il profilo dello stesso Barbolini. Mescolando un robusto realismo padano al fantastico, lo scrittore modenese rilegge la provincia italiana alle soglie del boom. E – come per magia – un paesaggio ritenuto familiare si tinge d’una luce nuova quanto imprevedibile.
 
Roberto Barbolini (Formigine,1951), narratore e saggista, predilige il comico, il visionario e il fantastico. Ha pubblicato numerosi romanzi, saggi e raccolte di racconti, tra cui La strada fantasma (1991, premio Dessì), Il punteggio di Vienna (1995), Stephen King contro il Gruppo 63 (1999), Ricette di famiglia (2011), L’uovo di colombo (2014), Vampiri conosciuti di persona (2017), Pesca al cantautore in Emilia (Oligo 2021). Con i racconti de Il maiale e lo sciamano, editi nel 2020 dalla Nave di Teseo, ha vinto il premio Guareschi e il premio Parco Majella 2021.

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