A cura di Santa Nastro e Alex Urso![]()
Istituto Italiano di Cultura di Varsavia
13 ottobre – 11 dicembre 2026
Inaugurazione: 13 ottobre, ore 18:00
WARSZAWA – Inaugura il 13 ottobre 2026, alle ore 18:00, la mostra Come vivono gli artisti?, promossa dall’Istituto Italiano di Cultura di Varsavia, che la ospita, in collaborazione con Gruppo21.

Curata da Santa Nastro e Alex Urso, l’esposizione coinvolge gli artisti italiani e polacchi Maess Anand, Alicja Bielawska, Eva Frapiccini, Piotr Hanzelewicz, Igor Kubik, Luana Perilli, Alessandro Scarabello, Giuseppe Teofilo, Alex Urso, in un dialogo attivo tra le due realtà. In occasione del finissage, il giorno 11 dicembre 2026, si terrà una azione della performer Veronica Vagnoni.
La mostra sarà presentata in anteprima il 10 ottobre 2026, in occasione della ventiduesima Giornata del Contemporaneo.
Come vivono gli artisti? La domanda sembra semplice, ma porta con sé una questione più ampia: quanto è possibile vivere della propria pratica artistica e quanto lavoro serve per poter continuare a farla? L’immagine dell’artista completamente dedito alla propria ricerca nasconde spesso una realtà molto diversa. Per molti artisti, infatti, portare avanti più lavori contemporaneamente è una condizione necessaria: insegnare, curare mostre, scrivere, occuparsi di comunicazione, collaborare all’organizzazione di eventi, lavorare come freelance o svolgere professioni che non hanno alcun rapporto con l’arte. Non si tratta necessariamente di una scelta. Spesso è il modo attraverso cui la pratica artistica può continuare a esistere. La mostra prova a fare luce su questo fenomeno, mettendo in relazione artisti italiani e polacchi che, pur nelle differenze dei rispettivi contesti, vivono una condizione professionale affine: una condizione “plurale”.
Una ricerca di AWI-Art Workers Italia condotta su 440 artisti mostra che l’80% degli intervistati svolge altri lavori oltre alla propria ricerca. Il dato è significativo non tanto perché quantifica il cosiddetto “secondo lavoro”, ma perché evidenzia quanto sia difficile separare la pratica artistica dalle altre attività necessarie a sostenerla.
Nel 2022, sempre in Italia, esce per Castelvecchi, nella collana Fuoriuscita, il libro di Santa Nastro, Come vivono gli artisti? Vita, economia, rapporto con il settore e pratica. Nel 2026, nella stessa collana, Nastro pubblica il libro Mamme nell’arte. Artiste e operatrici culturali nella sfida della maternità. Tra il 2021 e il 2022, anche Alex Urso affronta il tema attraverso una personale interpretazione, con la serie Dipingere le nuvole: una raccolta di 365 fotografie – una per ogni giorno dell’anno – che ritraggono l’artista nell’atto di dipingere il cielo. La serie, presentata in mostra, prende spunto da una delle precedenti esperienze lavorative dell’artista, qui reinterpretata in chiave poetica per indagare le complessità del lavoro artistico e i suoi aspetti spesso meno visibili. La mostra nasce proprio da questa riflessione condivisa, al tempo stesso pratica e teorica, che accomuna la ricerca di Nastro e Urso.

Il tema dei lavori “altri” degli artisti rimane però poco visibile, quasi nascosto, all’interno di un sistema dell’arte che tende sempre più a concentrarsi sul risultato: una mostra, una residenza, una biennale. Molto meno spazio viene dato invece a tutto ciò che viene prima e dopo la realizzazione di un’opera: le ore trascorse a lavorare fuori dallo studio, la ricerca senza un risultato immediato, la gestione amministrativa, il lavoro di cura, la maternità, le difficoltà economiche. Tutto questo sembra appartenere alla vita privata, quando invece costituisce una tra le parti fondamentali del lavoro artistico.
La stessa situazione emerge, con caratteristiche proprie, anche nel contesto polacco. Una ricerca nazionale del 2024, Policzone i policzeni. Artystki i artyści w Polsce 2024, ha stimato circa 62.000 persone professionalmente attive come “artisti”. Circa il 90% di questi presenta redditi irregolari; solo l’11% ha un contratto di lavoro stabile, mentre il 15,3% lavora senza contratto, e il 10,4% non dispone di assicurazione sociale. Certo, questi numeri non significano che il 90% degli artisti polacchi abbia necessariamente un secondo lavoro. Dicono però qualcosa di altrettanto importante: la pratica artistica si sviluppa spesso in condizioni economiche instabili e attraverso forme di lavoro frammentate, che finiscono inevitabilmente per incidere anche sulla ricerca e sulla realizzazione delle opere.
Italia e Polonia mostrano, in sintesi, una condizione comune: l’arte viene riconosciuta come importante, ma il lavoro che la rende possibile rimane spesso fragile. La precarietà non riguarda soltanto il reddito. Riguarda il tempo, la possibilità di programmare il futuro, l’accesso alla previdenza, la possibilità di fermarsi in un sistema che ci richiede sempre operativi, e ancora più semplicemente, quella di vivere senza dover trasformare ogni momento della propria vita in un’opportunità professionale.
Gli artisti presenti in mostra, con le loro differenze anagrafiche, formative e professionali, offrono interpretazioni diverse del tema.
La mostra non intende offrire una risposta univoca a queste riflessioni, racconta infatti il senso di precarietà attraverso una lente molto ampia, che non è solo sociale, ma anche psicologica, sentimentale ed esistenziale, dando il senso di una dimensione che è umana oltre che di mestiere.
Come vivono gli artisti? si pone soprattutto il problema di sollevare domande e portare all’attenzione un tema urgente e ancora poco discusso. Parlare delle condizioni di vita degli artisti significa spostare lo sguardo dall’opera a ciò che la rende possibile. Significa considerare parte integrante del lavoro anche tutto ciò che normalmente non viene mostrato: il tempo, le difficoltà, le attività parallele e le condizioni materiali che permettono alla pratica artistica di esistere.
Opening: 13 ottobre ore 18 fino all’11 dicembre 2026
Come vivono gli artisti? a cura di Santa Nastro e Alex Urso
Con: Maess Anand, Alicja Bielawska, Eva Frapiccini, Piotr Hanzelewicz, Igor Kubik, Luana Perilli, Alessandro Scarabello, Giuseppe Teofilo, Alex Urso
Performer: Veronica Vagnoni- La performance si svolgerà l’11 dicembre in occasione del finissage
Istituto Italiano di Cultura di Varsavia
Włoski Instytut Kultury w Warszawie
ul. Marszałkowska 72, Warszawa








