All’assemblea di COLDIRETTI MANTOVA il prof. MAGRI descrive gli scenari di una guerra lunga, fra crisi e speranza

Lo scenario delineato in occasione dell’assemblea annuale di Coldiretti Mantova, ieri sera a Corte Peron, dal professor Paolo Magri, vicepresidente di Ispi e docente di Relazioni Internazionali all’Università Bocconi, non è certo dei più rilassanti, soprattutto perché i fattori di insicurezza sono, come ha elencato, molteplici.

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SICCITÁ: DERIVAZIONE CANALE ARNÒ A RISCHIO DAL 30 GIUGNO. MANTOVANI: invitiamo gli agricoltori valutare attentamente i secondi raccolti

La comunicazione del Consorzio di bonifica Garda Chiese in merito alla garanzia di erogazione dell’acqua solo fino al prossimo 30 giugno nel Canale Arnò, che interessa il comprensorio compreso nei comuni di Castiglione delle Stiviere, Solferino, Medole, Guidizzolo, Cavriana, preoccupa fortemente il mondo agricolo.

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SUINICOLTURA IN CRISI, MA C’È CHI INVESTE: A SUSTINENTE LA PORCILAIA HI-TECH DI VERONESI

Carra (Coldiretti Mantova): innovazione digitale e benessere per migliorare la gestione

Oltre un milione di euro di investimento in un settore oggi fortemente colpito dalla crisi. Eppure, Claudio Veronesi, allevatore di maiali di Sustinente, il bicchiere lo vede mezzo pieno. “Se fossi partito oggi con i lavori, avrei speso almeno il 50% in più, visti i rincari che hanno colpito anche l’edilizia”, butta lì come se fosse uno scherzo, anche se sa benissimo che non lo è.

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GRANO TENERE E DURO -30% NELLA PROVINCIA MANTOVANA

Coldiretti Mantova: La siccità taglia le rese in campo, secondo le prime proiezioni

Fino al 30% in meno sulle rese di grano tenero e duro in provincia di Mantova. È questo il conto della siccità prolungata che emerge dalle prime stime elaborate dalla Coldiretti provinciale in base a un monitoraggio sul territorio, mentre nelle campagne ci si prepara alla trebbiatura, già iniziata nel Sud del Paese.

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LATTE: A RISCHIO UNA STALLA SU DIECI PER I FORTI RINCARI

Coldiretti Mantova: Giù i consumi di latte in Italia, stabili in Europa. Crescono gli acquisti di formaggio

Giugno sarebbe il “Mese del Latte”, celebrazione per promuoverne il consumo e il ruolo insostituibile in una dieta sana ed equilibrata, ma rischia di essere un festeggiamento triste nelle stalle, dove – stima Coldiretti – quasi un allevamento su dieci (8%) è in una situazione così critica da portare alla cessazione dell’attività, anche per effetto dell’aumento medio del 56% dei costi correnti di produzione che non vengono coperti dai ricavi.

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CILIEGIE, SARÁ UN’ANNATA RECORD. Coldiretti Mantova: In provincia si coltiva il 40% della superficie cereasicola lombarda

Potrebbe essere un’annata record quella delle ciliegie nel Mantovano, frutto simbolo che rappresenta un ponte fra la primavera e l’estate, ricorda Coldiretti Mantova, dopo un 2021 decisamente negativo, per le forti perdite subite per effetto di una ondata di gelo primaverile, che si abbatté proprio nel periodo clou della fioritura, tagliando di oltre il 60% le produzioni rispetto all’annata precedente.

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NEL 2021 PER MANTOVA L’EXPORT LATTIERO CASEARIO VOLA AL +9%. LATTE IN CRESCITA ANCHE NEL 2022: +1,66% MA PESANO I COSTI

Con quasi 1,1 milioni di tonnellate di latte prodotte nel 2021, Mantova è la terza provincia italiana alle spalle di Brescia (1,64 milioni di tonnellate) e Cremona (1,48 milioni di tonnellate). Ciò significa che più di 8 litri su 100 consegnati in Italia provengono da allevamenti mantovani. Lo rileva Coldiretti Mantova su dati di Clal.it, portale di riferimento per il settore lattiero caseario.

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MAIALI, COLDIRETTI MANTOVA: I COSTI ELEVATI METTONO IN GINOCCHIO GLI ALLEVAMENTI, SPERANZA DAL TURISMO

Costi elevati e consumi stanchi. La suinicoltura mantovana cammina a un passo dal baratro, con spese in allevamento più alte rispetto agli incassi e spera in una ripresa dei listini, che potrebbe arrivare a breve, qualora la ripresa del turismo portasse ad avere una congiuntura di domanda superiore all’offerta.

Secondo le stime di Coldiretti Mantova su dati di Teseo.Clal.it, il costo del maiale per il periodo dell’ingrasso si aggira intorno ai 2,10 euro al chilogrammo, mentre le quotazioni in Cun, la Commissione unica nazionale che ha sede nel capoluogo virgiliano, sono diminuite a 1,57/kg, mettendo fortemente sotto pressione i produttori.

“Siamo stritolati dal costo dell’alimentazione, che pesa per circa il 63% del costo totale dell’ingrasso e dell’energia”, spiega Claudio Veronesi, allevatore di Sustinente e rappresentante in Cun designato da Coldiretti Mantova.

Due i fattori che hanno sostanzialmente mandato in tilt i costi della razione alimentare. in una prima fase, già nel corso della scorsa estate, furono gli acquisti massicci di cereali e semi oleosi da parte della Cina, interessata a rafforzare le proprie scorte interne, in seguito alla riorganizzazione interna della zootecnia. “I cinesi hanno da un lato ripristinato la filiera suinicola – puntualizza Veronesi – e allo stesso tempo stanno accelerando anche sulla produzioni interne di latte e per alimentare le mandrie di suini e bovini necessitano di ingenti quantità di materie prime, dal mais al grano, dall’orzo dalla soia”.

A sommarsi accanto al fattore import cinese, anche l’emergenza guerra, che sta innescando una vera e propria emergenza alimentare, dal momento che Russia e Ucraina erano responsabili dell’export di circa un terzo dei cereali su scala mondiale.

In particolare – rileva Coldiretti Mantova – il costo del granoturco per uso zootecnico è salito di oltre il 33% nel mese di marzo rispetto al mese precedente, assestandosi oggi su valori superiori ai 380 euro alla tonnellata, con un’accelerazione del 40,3% rispetto allo stesso periodo del 2021.

La soia di importazione è passata da una quotazione media mensile di 608 euro alla tonnellata a febbraio a 682 euro a maggio (+12,1%), mentre l’orzo, con listini attuali che superano i 376 euro alla tonnellata, si trova su valori più alti del 77% rispetto a maggio 2021.

“L’altro elemento che pesa sui bilanci aziendali è il costo dell’energia – prosegue Veronesi –. Le esigenze di garantire il benessere animale stanno comportando un consumo elevato di gas e di elettricità, per far funzionare le ventole e gli impianti di raffrescamento”. Dinamiche che indubbiamente pesano sugli allevamenti, tenuto conto che i prezzi dell’energia elettrica sono passati dai 149,4 €/MWh dello scorso 24 febbraio, data dell’invasione russa dell’Ucraina, agli attuali 216,4 euro, con picchi che hanno sfiorato a marzo anche i 450 euro per MegaWatt/ora.

Il prezzo del gas alla Borsa di Amsterdam, riferimento europeo, quotava esattamente un anno fa 17,8 €/MWh. Oggi – rileva Coldiretti Mantova su dati Teseo.Clal.it – è vicino ai 90 euro, dopo aver registrato un picco di 210 euro lo scorso 7 marzo.

“Pesano anche i consumi, in questo periodo addormentati su una fase di stanca, che non invoglia i listini della Cun a rialzarsi”, riconosce Veronesi. La situazione però potrebbe sbloccarsi grazie alla ripartenza dei consumi legati al turismo.

Cominciano a rallentare le consegne, anche per una diminuzione delle produzioni di suini a livello europeo – osserva Coldiretti Mantova – e questo potrebbe rappresentare un segnale positivo per i mercati e compensare un export di carni suine e salumi che nei primi due mesi del 2022 hanno tirato il freno (-14,32% rispetto a gennaio-febbraio 2021).

Il commento di Anas. Sulla situazione è intervenuto anche Thomas Ronconi, allevatore di Coldiretti a Marmirolo e presidente dell’Associazione nazionale allevatori di suini (Anas). “Siamo nel baratro più totale, con allevatori che chiudono l’azienda, altri che sono passati in soccida e allevatori che non fecondano le scrofe per rallentare le produzioni”, dice Thomas Ronconi, presidente di Anas.

Sull’andamento del mercato, invece, Anas è più ottimista sulla ripresa. “Salvo passi salvi, la situazione è favorevole per gli allevatori e mi aspetto già oggi un aumento dei listini – sostiene -. I cali che abbiamo subito in queste ultime settimane sono stati di fatto imposti, ma ora mi attendo un atteggiamento costruttivo per non mettere definitivamente in ginocchio un segmento importante della zootecnia italiana”.

VERDE, BENE REGIONE LOMBARDIA SU USO SFALCI. COLDIRETTI MANTOVA: IN QUESTO MODO SI FAVORISCE L’ECONOMIA CIRCOLARE

Un chiarimento atteso e più volte sollecitato dalla nostra associazione che va nella direzione di valorizzare uno scarto trasformandolo in risorsa, nell’ottica della sostenibilità che vede al centro le aziende agricole. Così Coldiretti Lombardia commenta positivamente le linee guida definite da Regione sull’utilizzo in ambito agricolo degli sfalci verdi derivanti dall’attività della cura del verde.

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