ROVIGO – “Il Demone della modernità. Pittori visionari all’alba del secolo breve”

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di G.Baratti (giornalista)

Dal 14 febbraio al 14 giugno 2015 nelle sale  di Palazzo Roverella, a Rovigo

La mostra è una nuova sfida che il curatore Giandomenico Romanelli ha voluto portare a Rovigo  per far conoscere molte opere inedite di artisti europei.

Nelle sei sezioni della mostra denominate: “Sotto il segno di Lucifero”, “Luoghi dell’illuminazione e ziggurat dell’anima“, “Angeli e demoni. Sogni, incubi e visioni”, “Il trionfo delle tenebre verso l’olocausto mondiale“, “Altre metamorfosi”, “Luci(fero) tra i grattacieli”, come sottolinea il curatore Giandomenico Romanelli -“si vanno ad intrecciare i temi del sesso, del peccato, della morte, dell’aldilà, i movimenti esoterici, gli ideali di verità e il misticismo. Le emozioni si rincorrono, alternando la serenità all’inquietudine, l’ironia alla violenza, la dolcezza alla ferocia, binomi che danno voce a un mondo che ha perso il proprio centro di gravità e si rivolge con sentimenti altalenanti verso l’incertezza dell’imminente, incontrovertibile futuro».

A raccontare, interpretare e vivere nelle loro opere queste emozioni sono grandi artisti europei quali Franz Von Stuck, Leo Putz, Odillon Redon, Paul Klee, M. Kostantinas Ciurlionis, Max Klinger, Felicien Rops, Oskar Zwintscher, Sascha Schneider, Mirko Rački, Vlaho Bukovac, Ivan Meštrović, Marc Chagall, Gustav Moreau, Hans Unger, K. Wilhelm Diefenbach e gli italiani Mario De Maria, Guido Cadorin, Bortolo Sacchi, Alberto Martini dove le loro tele rivelano tutta la genialità nel proporre visioni apocalittiche, minacce di mostri sconosciuti, la premonizione di disastri incombenti e figure di morte.

La chiave di lettura della mostra è quella della paura, di quello stato d’animo che storicamente acquista una dimensione non più declinabile da ognuno di noi, della dimensione collettiva, della morte, della mancanza di amore, di fronte alla quale esistono solo due vie d’uscita: la fuga, l’immobilità psicologica, oppure la violenza intesa come distruttività del tutto.

http://demonemodernita.palazzoroverella.com/

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