RIVALTA SUL MINCIO – chiude i battenti la mostra dedicata alla Resistenza

  47-1 Rivista ali di guerra

di Paolo Biondo

Dopo l’ampio interesse riscontrato tra le persone, domenica 10 maggio giunge alla sua parte conclusiva la mostra dal titolo “28 ottobre 1922 – 2 maggio 1945 – La Marcia di un popolo verso la libertà”.

L’esposizione, allestita in sala “B. Ascari” di Fondo Mincio a Rivalta sul Mincio (Mn), ha colto nel segno in quanto numerosi sono stati gli appassionati, provenienti da varie località della provincia ed anche da centri di territori limitrofi, che si sono soffermati ad ammirare i reperti storici che fan parte della collezione di Roberto Saccagi. L’iniziativa collegata alla ricorrenza del 70° della conclusione della 2^ Guerra Mondiale è stata promossa dal Gruppo Culturale Rivalta con il patrocinio del Comune di Rodigo e curata in tutti i suoi aspetti dal noto collezionista rivaltese.

La passione per la storia e il desiderio di rendere sempre più completa e precisa la sua collezione, hanno portato Roberto Saccagi a dedicarsi ad un’opera di ricerca.

Ricerca compiuta tra documenti, immagini, notizie, riguardanti alcuni avvenimenti del cosiddetto ventennio, eventi poco trattati o peggio ancora quasi dimenticati, ai quali spesso non è stato dato il giusto rilievo. Egli, in definitiva è riuscito a ricostruire alcuni dei passaggi più significativi della storia del nostra Paese.

Tra questi vi sono, ad esempio: il delitto Matteotti, le Leggi Razziali in Italia, l’Eccidio della “Divisione Acqui”, l’Affondamento della “Corazzata Roma” e “Le stragi di civili in Italia perpetrate dai nazi-fascisti tra il 1943 e il 1945”.

“Un popolo che non ha memoria del proprio passato – precisa Saccagi – è un popolo che non ha futuro. In questo periodo di troppo e facile revisionismo storico, è giusto e doveroso mantenere vivo il ricordo dei fatti, di come si sono svolti, in modo semplice ma con decisione e del ruolo svolto dai vari protagonisti”.

Tra le altre cose gli oggetti esposti sono una sorta di omaggio che il curatore della mostra alla figura del padre che a più riprese lo ha sostenuto nel suo paziente lavoro di ricerca e di ricostruzione dei fatti. Il suo impegno, inoltre, ha fatto si che attraverso gli oggetti ed i reperti ritrovati sia possibile anche comprendere più a fondo il pensiero che animava le persone in quei drammatici momenti.

Sensazione questa che per alcuni versi è divenuta denominatore comune dei commenti espressi da chi ha visitato la mostra.

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