GUIDIZZOLO : a Rebecco “Il cibo come cultura”

Cornelio Marini

di Paolo Biondo

Expo ed anche oltre, ovvero “Il cibo come cultura”. La vetrina mondiale che in questi giorni a Milano sta vivendo momenti di grande interesse da parte di milioni di persone diventa anche in terra mantovana motivo di stimolo per parlare di alimentazione ponendo l’accento, però, sulla tradizione gastronomica locale.

A Guidizzolo (Mn), ad esempio, o meglio a Rebecco, il Comune unitamente alla Pro Loco e a diverse associazioni guidizzolesi ha ideato un progetto dove il cibo è prima di ogni cosa cultura e per far si che questo aspetto abbia il giusto risalto sono state poste in calendario alcune serate a tema.

Gl’incontri, aperti a persone di tutte le generazioni, si svolgeranno a partire dalle 20,30 nella sala convegni degli “Amici di Rebecco”.

Il programma nei particolari prevede per venerdì 8 maggio un momento confronto di natura storica dove il cibo ha un ruolo non secondario dal titolo “Povertà, fame e analfabetismo – l’Italia della prima metà del Novecento”. A fornire riflessioni, nozioni e stimoli agli appassionati presenti sarà l’esperto Giovanni Zangobbi.

Il passo successivo, vale a dire venerdì 15 maggio, sarà dedicato, invece, ai “Detti della nostra tradizione”, protagonisti in questa occasione saranno da un lato il cultore del pensiero popolare Andrea Bianchera e dall’altro il gruppo musicale “I Di’ndalnas”.

Donatella Lusenti una settimana dopo, ovvero venerdì 22 maggio, parlerà con dovizia di particolari dei menù della tradizione contadina mantovana.

Il ciclo d’incontri si completerà venerdì 29 maggio con la presentazione da parte di Cornelio Marini del progetto per l’assegnazione della De.Co., denominazione comunale, al piatto tipico del territorio guidizzolese ovvero la quaglia arrosto.

Tutte le serate si concluderanno con un momento di degustazione dei prodotti tipici della tradizione gastronomica mantovana a partire dal risotto sino ad arrivare ai salumi, al grana, alla mostarda e come non bastasse saranno proposte specialità quali i “capunsei” di Cereta, “al gras pistà” e i tortelli di erbe amare.

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