RAVELLO FESTIVAL 2015 – Un fine settimana ricco di appuntamenti

Vincenzo Pirrotta È un omaggio a Wagner la nuova coproduzione della Fondazione Ravello, realizzata in collaborazione con Fucina Italia e intitolata “Cunto di Tristano”. Lo spettacolo, che cade in coincidenza dei 150 anni dalla prima rappresentazione del “Tristan und Isolde”, titolo già al centro dell’evento inaugurale del Festival, andrà in scena sabato 22 agosto (Belvedere di Villa Rufolo – ore 21.30 – posto unico 30 euro) e vedrà, come protagonista e regista, l’attore cuntista Vincenzo Pirrotta.

Vincenzo Pirrotta sceglie la seduzione del “cunto popolare” per narrare la celebre vicenda di amore e morte, affidando alla parola e al movimento dei pupi la storia di uno struggente “Tristano” di strada. La vicenda wagneriana viene riletta in forma di canto epico e popolare, muovendosi tra la leggenda, risalente alla tradizione medievale, e le atmosfere romantiche dell’opera wagneriana.

Cunto di Tristano” è uno spettacolo-progetto il cui testo, scritto da Stefano Valanzuolo, trae spunto da “Tristanodi Goffredo di Strasburgo, “Tristano e Isotta” di Richard Wagner e “Finestra con le sbarre” di Klaus Mann. Con diversi livelli di scrittura e di linguaggio, il testo trova un riferimento nella figura affascinante di Ludwig II, il mecenate wagneriano protagonista del libro di Mann, dove emerge un fine parallelismo tra Ludwig e Tristano ma anche tra Elisabetta d’Austria, la principessa Sissy, e Isolde.

La musica è affidata, per scelta, ad un piccolo complesso di eclettici musicisti “di strada”. Nella realtà, l’ensemble è formato da valenti solisti: Giampaolo Bandini (chitarra), Cesare Chiacchiaretta (fisarmonica), Gaetano Di Bacco (sassofoni) e Roberto Molinelli (viola) che, in particolare, ha riarrangiato per il complesso le musiche wagneriane e ha composto quelle originali.

Giovedì 20 agosto

James Senese

Sarà un simbolo della scena partenopea a stregare il pubblico del Ravello Festival: James Senese e Napoli Centrale (Belvedere di Villa Rufolo – ore 21.30 – posto unico 30 euro), attualmente in tour con una fitta serie di concerti, un film in preparazione e il nuovo album, la cui uscita è prevista per ottobre. Sul palco James Senese (voce e sassofoni), Fredy Malfi (percussioni e cori), Gigi De Rienzo (basso), Ernesto Vitolo (tastiere), come di consueto, misceleranno il suono e la melodia della tradizione popolare napoletana alle più innovative e sperimentali sonorità jazz-rock, in una fusione che, fin dagli esordi negli anni ’70, ha rappresentato una vera rivoluzione.

Venerdì 21 agosto

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Il Ravello Festival ospiterà quella che è considerata, forse, la migliore orchestra giovanile del panorama di oggi, la GUSTAV MAHLER JUGENDORCHESTER (Belvedere di Villa Rufolo – ore 19.30 – posto unico 50 euro), fondata quasi trent’anni fa a Vienna da Claudio Abbado. Sarà Herbert Blomstedt a dirigere questo ensemble di giovani talenti sulle note della Sinfonia No. 39 in Mi bemolle Maggiore, KV.543 di Mozart e della Sinfonia n.9 in Mi minore, Op.95 – “Dal Nuovo Mondo” di Dvořák. Il celebre direttore d’orchestra svedese, oltre a numerosi titoli e riconoscimenti, tra cui il German Federal Cross of Merit, vanta collaborazioni come direttore ospite delle più grandi orchestre al mondo inclusi i Berliner Philharmoniker, Royal Concertgebouw Orchestra, l’Orchestre de Paris e le più importanti orchestre del Nord America.

Domenica 23 agosto

Gilles Apap

Infine, protagonista della serata sarà Vivaldi con le sue Quattro Stagioni, “reinventate” per l’occasione dal talento del formidabile violinista Gilles Apap e dal trio The Colors of Invention: Ludovit Kovac (cimbalom), Myriam Lafargue (fisarmonica) e Philippe Noharet (contrabbasso). (Villa Rufolo – ore 21.30 – posto unico 35 euro).

Gilles Apap e The Colors of Invention apriranno il concerto con il Preludio e Allegro di Fritz Kreisler, per poi continuare, oltre che con le Quattro Stagioni di Vivaldi, anche con la Danza spagnola da “La Vida Breve” di Manuel de Falla. Nel corso della serata, inoltre, suoneranno musiche delle tradizioni bluegrass, gitana, kletzmer, irlandese, scozzese, bretone e rumena. Il tutto all’insegna di uno straordinario virtuosismo, riconosciuto e apprezzato dal pubblico di tutto il mondo.

www.ravellofestival.com Per informazioni e biglietti: tel 089 858422 – boxoffice@ravellofestival.com   https://twitter.com/ravellofestivaI (#ravellofestival #VillaRufolo #Ravello)   www.facebook.com/pages/Ravello-Festival/252680548091039     @ravellofestival su Instagram – https://vimeo.com/128464441

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Vincenzo Pirrotta è stato allievo di Mimmo Cuticchio e si è diplomato alla scuola di teatro dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico. Ha lavorato con molti dei più grandi registi e attori del teatro italiano Dal 1996 conduce una ricerca sulle tradizioni popolari applicando pratiche arcaiche al teatro di sperimentazione. I suoi spettacoli teatrali sono ospitati dai maggiori teatri e festival europei (Francia, Belgio, Spagna, Grecia, Germania, Portogallo, Inghilterra). Tra i suoi titoli più importanti citiamo Eumenidi per la Biennale di Venezia 2004; Sagra del signore della nave per il Teatro di Roma; U ciclopu, Terra matta, Diceria dell’untore per il Teatro Stabile di Catania; Filottete per l’Unione dei Teatri d’Europa; Donne al parlamento per il Teatro Greco di Siracusa. Nel teatro lirico ha collaborato con l’Opera di Roma ed il San Carlo di Napoli. Ha diretto Le nozze di Figaro per il teatro Manoel di Malta. Per il Massimo Bellini di Catania ha firmato Carmen (2012) e Attila (2014). Per il grande schermo è stato tra i protagonisti del film Prove per una tragedia siciliana, diretto da John Turturro e Roman Paska. Ha partecipato al film Noi credevamo per la regia di Mario Martone. Ha diretto il docu-film Ninnarò. Tra i libri pubblicati: N’Gnanzo’ù storie di mare e di pescatori per i tipi di Plectica; Eumenidi per Bonanno editore; Nell’occhio di chi guarda per Donzelli editore. Nel 2004 ha ricevuto il prtemio premio ETI Olimpici del teatro per il testo Malaluna; nel 2005 premio dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro per U Ciclopu quale migliore spettacolo dell’anno. Nel 2011 gli è stato conferito, per Diceria dell’untore, il premio “Le Maschere del teatro italiano” quale miglior spetttacolo d’innovazione. È da poco in libreria Guasta semenza, il suo primo romanzo, edito da Mesogea.

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Roberto Molinelli fin da giovanissimo suona come violista con orchestre e in recital, vincendo primi premi assoluti in concorsi nazionali e internazionali ed esibendosi in prestigiose sale da concerto in Italia (Sala Verdi e Teatro alla Scala di Milano, Teatro Comunale di Bologna, Parco della Musica di Roma) e all’estero. I suoi dischi sono stati segnalati da “Piano Time”, “Diapason”, “Fanfare”. Collabora con Erwin Schrott, Gustav Kuhn, Cecilia Gasdia, Anna Caterina Antonacci, Andrea Griminelli, Valeria Moriconi, Federico Mondelci, Enrico Dindo, Domenico Nordio, Danilo Rossi, Sara Brightman. Molte sue première sono state eseguite da alcune grandi orchestre sinfoniche in sedi illustri: Orchestra Filarmonica della Scala, Kremerata Baltica, Moscow Chamber Orchestra, Orchestra Sinfonica Rossini, Orchestra di Padova e del Veneto, Carnegie Hall di New York, I Suoni delle Dolomiti. Il Teatro “Pavarotti” di Modena gli ha commissionato una nuova opera lirica, Olympia 2000, che ha debuttato due anni fa con grande successo. Come compositore e direttore d’orchestra ha reso omaggio, di recente, ad Armando Trovajoli in una serie di spettacoli con Enrico Montesano. Ha collaborato anche con molti artisti pop, come Lucio Dalla e Enrico Ruggeri. Ha orchestrato alcuni dei più importanti successi internazionali di Andrea Bocelli, eseguiti in tutto il mondo. Ha arrangiato e diretto l’Orchestra del Festival di Sanremo nelle edizioni 2005 e 2009, venendo premiato dalla Giuria di Qualità del Festival. Membro e Presidente della Giuria di SanremoLab per tre anni consecutivi, dal 2009 è Direttore artistico per l’innovazione dell’Orchestra Sinfonica “Rossini”. Dal 2012 porta in tutta Italia lo spettacolo “The fool on the hill”, ispirato ai Beatles, per il quale ha scritto e arrangiato musiche orchestrali. Nell’estate 2015 ha diretto in un ciclo di concerti l’Orchestra “Haydn” di Bolzano e Trento.

GMJO

La GUSTAV MAHLER JUGENDORCHESTER e stata fondata a Vienna nel 1986/87 su iniziativa di Claudio Abbado. E stata riconosciuta quale miglior orchestra giovanile al mondo ed e stata premiata dalla Fondazione Culturale Europea nel 2007. In occasione delle audizioni che si svolgono ogni anno in piu di 25 citta europee, una giuria seleziona i candidati da un numero medio di 2000 aspiranti. L’elevato livello artistico e il successo internazionale hanno reso possibile la collaborazione con Claudio Abbado, David Afkham, Herbert Blomstedt, Pierre Boulez, Myung-Whun Chung, Sir Colin Davis, Ivan Fischer, Daniele Gatti, Bernard Haitink, Mariss Jansons, Philippe Jordan, Kent Nagano, Vaclav Neumann, Jonathan Nott, Seiji Ozawa, Antonio Pappano e Franz Welser-Möst. Tra i solisti Martha Argerich, Yuri Bashmet, Lisa Batiashvili, Renaud e Gautier Capuçon, Christian Gerhaher, Matthias Goerne, Thomas Hampson, Leonidas, Kavakos, Evgenij Kissin, Christa Ludwig, Radu Lupu, Yo-Yo Ma, Anne-Sophie Mutter, Maxim Vengerov e Frank Peter Zimmermann. La GMJO si e esibita nelle piu prestigiose sale da concerto ed e stata ospite dei maggiori festival: Musikverein di Vienna, Concertgebouw di Amsterdam, Suntory Hall di Tokyo, Mozarteum Argentino di Buenos Aires, Festival di Salisburgo e Festival di Pasqua di Salisburgo, Festival di Edimburgo, BBC Proms, Semperoper Dresden e Festival di Lucerna. Molti ex membri della GMJO sono ora membri di prestigiose orchestre europee. La GMJO e stata nominata “Ambasciatore Unicef d’Austria” in occasione del suo 25° anniversario.

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Gilles Apap, definito da Yehudi Menuin “il violinista esemplare del XXI secolo”, è famoso in tutto il mondo non solo per le sue virtuosistiche interpretazioni dei classici del repertorio, ma anche per il suo sensuale, rilassato e al tempo stesso intenso modo di suonare, in grado di comunicare a chiunque lo ascolti la pura gioia del fare musica, che si tratti di Bach, Mozart, Ravel o musica tradizionale da tutto il mondo. Nato nel 1963 in Algeria da una famiglia francese, Gilles Apap è cresciuto a Nizza dove ha studiato il violino con André Robert. Ha poi studiato con Gustave Gaglio al Conservatoire de Musique di Nizza e con Veda Reynold al Conservatoire National Superieur di Lione. Si è successivamente trasferito negli Stati Uniti per frequentare il Curtis Institute, stabilendosi infine in California dove tuttora risiede e dove è stato per diversi anni la spalla della Santa Barbara Symphony Orchestra. Nel 1985, dopo l’affermazione alla prestigiosa “International Menuhin Competition”, Gilles si è guadagnato la stima e l’affetto di Lord Menuhin con il quale è rimasto in amicizia fino alla sua scomparsa. Proprio quando Menuhin morì, i due violinisti stavano lavorando assieme a un film sul III Concerto per violino di Mozart, ispirato alla, nel frattempo divenuta leggendaria, cadenza di Gilles per il 3° movimento. Il film fu poi completato postumo per ARTE e continua a essere regolarmente trasmesso dalle principali TV europee. Gli impegni internazionali di Gilles Apap comprendono concerti in Europa, Scandinavia, Balcani, Stati Uniti, Canada, Sud America, Nuova Zelanda, Brasile, India, Cina, Giappone, Russia, Turchia, Israele e Australia. Ha suonato come solista con le più grandi orchestre del mondo, tra cui Philadelphia Orchestra, San Francisco Symphony, Gewandhausorchester Leipzig, Berliner Symphoniker, Dresdner Philharmonie, Orchestre d’Ile-de-France, Orchestre de chambre de Genève, Berner Symphonieorchester, Hungarian Symphony Orchestra, Russian National Orchestra, Israel Philharmonic Orchestra, Istanbul Symphony, Vancouver Symphony Orchestra, Winnipeg Symphony Orchestra, Tokyo Mozart Players. È apparso in molti festival internazionali tra cui Lille Mozart Festival, Festival d’Ile-de-France, MI-TO Settembre Musica, Deutsche Mozartfestival, Rheingau Music Festival, Dresdner Musikfestspiele, Ludwigsburger Schloßfestspiele, Tokio Festival. Con il suo trio “The Colors of Invention” elettrizza da anni le platee di tutto il mondo proponendo eccezionali arrangiamenti delle Stagioni di Vivaldi e di altri popolari classici, intrecciati a musiche tradizionali provenienti da tutti i continenti. Grazie alla sua personale concezione su come affrontare, trasmettere e condividere la musica Gilles Apap è sempre più ricercato anche come direttore di orchestre da camera di rinomanza internazionale. Gilles Apap è inoltre ospite regolare della International Menuhin Foundation e tiene masterclass e seminari in festival e accademie in tutto il mondo. Il regista Bruno Monsaingeon, noto per i suo film su Glenn Gould e Sviatoslav Richter, ha realizzato due documentari dedicati a Gilles Apap: “The Unknown Fiddler of Santa Barbara” e “Gilles Apap Plays the Mozart Third Violin Concerto” registrato con Sinfonia Varsovia e prodotto da ARTE. Una altro film “Apap Masala” è stato girato nella primavera del 2004 negli USA e in India, con la partecipazione di alcuni dei migliori violinisti classici e insegnanti indiani che suonano assieme a Gilles Apap musica classica di entrambe le tradizioni, europea e indiana. Tutti questi film sono stati e continuano a essere regolarmente trasmessi dai canali televisivi di tutto il mondo. Dopo aver registrato tre CD per Sony Classical, Gilles Apap ha fondato nel 1999 la propria etichetta Apaziz Productions con la quale ha pubblicato diversi album dedicati al repertorio classico (violino solo, con pianoforte e con orchestra) e tre CD con “The Colors of Invention”, l’ultimo dei quali (intitolato “Sans orchestre”) è stato presentato in un memorabile concerto nella prestigiosa Kammermusiksaal della Philharmonie di Berlino.

La discografia di Gilles Apap vede anche il suo album “Friends” registrato con alcune stelle della scena della “fiddle music” e il CD “Gypsy Tunes – Californian style that is…” che presenta le Danze Rumene di Bartok accanto a musiche tradizionali gitane e standard di Django Reinhardt, Fats Weller, Billie Evans or Richard Rodgers. Attualmente sta lavorando a una nuova registrazione sinfonica, a un quarto album con i “Colors of Invention” e a una registrazione in duo.

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