NOGARA – “Matilde nel Veneto”, seconda giornata di studio

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Il Dipartimento “Tempo, Spazio, Immagine e Società” dell’Università di Verona, insieme ai Comuni di Verona, Garda e Nogara, ha promosso il progetto “Matilde nel Veneto” per approfondire questi rapporti in occasione del IX Centenario della morte di Matilde.
Ad aprire i lavori della seconda Giornata di Studio che si terrà il 12 settembre 2015 nella sala Consiliare del Comune di Nogara con inizio alle ore 10, è stato chiamato Paolo Golinelli, docente di Storia Medievale all’Università degli Studi di Verona.

Interverranno studiosi da diverse Università e Archivi che illustreranno la presenza della Contessa nelle aree del Basso Veneto, partendo dall’analisi documentaria (Enrico Angiolini e Don Riccardo Fangarezzi), e archeologica (Fabio Saggioro) per allargare lo studio alla storia dei protagonisti (Rossella Rinaldi Angelo Passuello), e al paesaggio naturale di queste zone (Nicola Mancassola). Non mancherà l’arte, nell’analisi dell’arca dei santi Sergio e Bacco, un tempo nella chiesa di San Silvestro di Nogara, ora al Museo di Castelvecchio di Verona, dove si terrà la terza giornata di studio, il 20 novembre, e dove si aprirà il 20 dicembre un focus espositivo su Verona per Matilde di Canossa.

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Nel primo pomeriggio visita al Museo Archeologico e alla chiesa di Santa Maria (Céson) di Gazzo Veronese

La Grancontessa fu sempre onorata, rispettata ed ebbe rapporti molto intensi con il Veneto: il doge Vitale Michiel ne era un prezioso alleato, così come quelle nobili casate che sostenevano la Riforma della Chiesa di Gregorio VII: i da Baone, i Maltraversi, i Da Camposampiero, i Da Carbonara, perfino degli Ezzelini (Tiso Ecello). Nel basso Veneto ella governava in numerose località, sedi di comunità rurali, che lei protesse, come a Melara, Casaleone, Castelguglielmo, Trecenta, Castelmassa (Massa delle due Basiliche). Diverse chiese le appartenevano, come San Benedetto di Ficarolo e San Salvaro di San Pietro di Legnago, ove il suo nome è scritto sulla facciata, per ricordarne la ricostruzione dopo il terremoto del 1117. Il conte di Verona, Alberto di San Bonifacio, già conte di Cerea, fu dopo il 1106 tra i maggiori sostenitori di Matilde, presente in molti suoi documenti, e alla sua morte venne designato dagli altri vassalli come suo successore nel governo dei beni della Contessa.

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A Nogara aveva beni e fece seppellire Richilde, prima moglie del padre di Matilde, Bonifacio di Canossa, e il castello di Nogara rimase fedele alla Contessa, anche quando gli altri castelli l’abbandonarono per passare dalla parte dell’imperatore Enrico IV. In quel momento (1091-1092) solo quattro castelli le rimasero fedeli: Piadena, nel Cremonese; Canossa nell’Appennino Reggiano; Monteveglio, vicino a Bologna; e Nogara nel Veronese. Matilde fu spesso a Nogara, da dove sottoscrisse documenti: nel 1088, in favore della chiesa di San Silvestro; nel 1104 e 1105 per San Benedetto Po e nel 1106.

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