GALLERIA ARIANNA SARTORI -“LE ESIGENZE DELL’ANIMA”. RETROSPETTIVA DELL’ARTISTA EBE POLI

1922 Autoritratto

1920 – AUTORITRATTO

 

Non sono un critico per commentare l’interpretazione dei miei paesaggi,

dei ritratti e delle composizioni.

Dirò solo che la pittura per me non è mai stato il mio “hobby”, ma la mia vita,

che partecipo alla pittura del mio tempo con indipendenza e libertà”.

Ebe Poli

MANTOVA – La Galleria Arianna Sartori di Mantova (via Ippolito Nievo 10) ospita la retrospettiva dell’artista Ebe Poli (S. Giovanni Lupatoto 1901 – Verona 1993) “Le Esigenze dell’Anima”. Ogni quadro rappresenta un bisogno dello spirito di tradurre su tela il sentimento. La mostra a cura di Maurizio de’Martini di Valle Aperta, Arianna Sartori e Maria Gabriella Savoia si inaugurerà Sabato 6 febbraio alle ore 17.00 e rimarrà aperta al pubblico fino al 25 febbraio, dal Lunedì al Sabato dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.30 e anche Domenica 7 febbraio dalle 16.00 alle 19.00 (chiuso festivi).

Una mostra di pittura: Ebe Poli

“Da tanti anni conosco Ebe Poli e debbo dire subito che la conosco come “pittrice”. Pittrice, pittore – sembra pleonastico il termine, ma non tanto se si pensa a tutte le trasformazioni subite da chi ha operato in questi anni, stando al corrente di ciò che è avvenuto. Ebe Poli è passata anche per una fase astratta, ma la struttura della sua opera non ha mai abbandonato i termini della pittura, cosicché nel suo iter non abbiamo assistito a scoperte e ritorni. La sua costante è sempre stata la pittura, pittura come pittura, non programmata, non cinetica; perciò non ha fatto parte di alcun gruppo, di alcuna tendenza. È stata quel che si dice, una “solitaria”. Orio Vergani, che ai suoi tempi veniva preso per un giornalista che si interessava ogni tanto di pittura, vide il temperamento “drammatico” della Poli. Così ne scrisse nel periodo in cui Jackson Pollock versava il suo espressionismo astratto nella pittura. Individuare allora, come fece Vergani, una continuità tra processo contenutista e il risultato formale dei quadri della Poli, non era cosa da poco. Dobbiamo essere grati a questi critici di avere salvato le cose che contavano dal mare magnum della produzione del tempo. Era un periodo buono e giusto. Vergani, come tutti quelli che hanno conosciuto Ebe Poli come pittrice della terra veneta, con frequenti rapporti con quella che è stata detta la “scuola di Burano”, non avrebbe potuto essere d’accordo con il richiamo a Pollock (che c’entra?) e all’espressionismo astratto.  Ma oggi questo richiamo è possibile, perché sono più di quindici anni che i dipinti di terre e marine della Poli hanno abbandonato la stretta figuratività per un’evasione linea che è il mezzo per riunirsi al mondo sconfiggendo le scorie di un naturalismo inerte. (…)

La natura di terra e di mare è per Ebe Poli come un grande teatro sul quale la sua avventurosa esperienza ha alzato il sipario, in una scoperta continua. Questi archetipi appaiono come uno scheletro sotto i raggi X, nuovi, insoliti alla pittura di paesaggio. Si può pensare a Sironi, ma il chiarore dei fondi non suggerisce tanto masse intrinseche al paesaggio medesimo; proprio come in una radiografia, ossature corpose dell’anima della terra o del profondo del mare. (…) I valori che la Poli cerca sono invece quelli antichi della formazione primordiale del paesaggio, in un’idea esteticamente attiva della sua qualità primaria, della sua essenza oltre il godimento impressionistico della luminosità.

L’immagine della Poli non è dunque bell’e pronta, è studiata nel suo farsi, nel suo organizzarsi come immagine. Ed è veramente notevole che un artista della sua generazione, abituata ad una certa idea del colore e dello spazio, abbia trovato il coraggio estetico di mettersi al passo col tempo per ristudiare tutte le scansioni, tutte le misure che presiedono alla formazione dell’immagine, senza nulla concedere alla piacevolezza.

1939 Canale a Burano

1939 – CANALE A BURANO

 

Quanto ho detto prima sulla qualità di “pittura – pittura” della Poli mi permette di evitare l’equivoco che la nostra artista possa in qualche modo passare per una seguace di quel tipo di “modernità” strutturalistica che è stato detta “concettuale”. La Poli è un’artista di buona cultura e si rammenta tra l’altro una sua originale partecipazione a un Congresso veronese di Urbanistica (1968). È dunque un’artista che pensa e non dipinge soltanto secondo emozione. Disegna molto per organizzare l’immagine e dal disegno è passata già da quarant’anni a un’intensa attività incisoria, che le permette una definizione ancor più strutturata dell’immagine del suo comporsi. Il motore di tutta questa operazione di passaggi dal disegno alla pittura è ancora l’emozione visuale e non soltanto concettuale. Tant’è vero che in gran parte della sua grafica, come il ciclo delle “Regate veneziane” (che è un inno all’antica festa della città veneta), Ebe Poli non è mai estemporanea o effimera. La gondola e la barca non sono descritte, ma tratteggiate in una composizione fantastica. Ma il trasporto lirico così felice non distrae la Poli dallo studio della struttura che si attua nella stessa arte incisoria, come si vede anche nel ciclo che fu commentato dal grande Renato Simoni.

Quando di recente ho visitato lo studio della Poli per rendermi definitivamente conto dei suoi passaggi, sempre accorti, dai paesaggi buranelli alle “terre” degli anni sessanta, ai “personaggi marini”, alle “cattedrali” dolomitiche, in questo avvicendarsi di cicli e di strutture pittoriche in cui il dolore diventa naturalmente forma senza perdere la sua qualità di materia e dove un forte disegno salva l’immagine dal disfacimento informale, mi sono domandato, qual è l’effettiva posizione di quest’artista che certo ha sofferto della condizione femminile sulla quale ancora, nell’arte, grava un pregiudizio. Perché non dire che la veronese è stata un “maestro” originale, indipendente, del nostro tempo, tanto forte da non essere rimasta vittima dei concetti prima novecenteschi, poi post impressionisti, poi ancora “moderni” e, perché no?, oggi addirittura “post moderni”? Un mondo, assai ingiusto, si riflette anche sulla fama degli artisti, finché per fortuna talvolta giunge anche la giustizia riparatrice. (…) Se dovessi sintetizzare le ragioni di questa mia opinione direi soprattutto che Ebe Poli ha il colpo d’ala dell’autentico artista, la semplicità dell’essenza di immagine e la sua elaborata, colta concezione. I Paesaggi diventano costruzioni, la cultura figurativa diventa poesia. In molti e validamente hanno scritto di lei. A ripassare l’ampia bibliografia si sente che i critici hanno puntato giusto. Non si trattava di valore effimero ma di un’operazione pittorica solidale con la cultura moderna, in quel vasto panorama di valori che non finiamo mai di scoprire e riscoprire al di sopra della confusione, spesso del caos, con cui appare, come da un satellite meteorologico, il Gran campo di Agramante dell’arte contemporanea”.

Raffaele De Grada

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1946 – MARINA

 

“Attraversare il secolo con la propria esperienza quotidiana, e attraversarlo in buona parte con lo sviluppo e la naturale metamorfosi del proprio lavoro, è cosa che rafforza l’impegno dei coetanei e alimenta la fantasia e le speranze dei più giovani. Mostre antologiche come questa dedicata a Ebe Poli confermano il fatto che la pittura, e più in generale l’arte, sono un’avventura umana profonda che di per sé simbolizza i fermenti, le crisi, gli entusiasmi di più generazioni che proprio nell’arte, nel lavoro, nell’impegno quotidiano sappiano riconoscersi e riflettere. Non è stata certo cosa facile per Ebe Poli tenere fede al proprio “giuramento” d’artista, tradurvi con ostinata perseveranza il senso della propria vita e il sentimento di un’epoca che, ancor più delle altre, si presenta conturbante ed enigmatica.

L’enigma dell’arte, della vita e della storia, coincidono nella sua pittura formando un tessuto organico di percezioni vissute radicalmente e di esperienze condotte fino alle estreme conseguenze, senza soste e senza flessioni. La cronaca del secolo è stata spesso un po’ avara per artisti come Ebe Poli, sono stati avari perfino i luoghi comuni e i modelli culturali che difficilmente hanno saputo e voluto coniugarsi al femminile. Grandi catastrofi storiche (vedi la seconda guerra mondiale), fatti contingenti e nebbie della provincia non hanno placato l’impulso alla ricerca di Ebe, lo slancio creativo, l’orgogliosa resistenza davanti a difficoltà oggettive o ambientali. Ne hanno casomai avvelenati o esaltato le ore e i giorni, fortificato o inasprito lo spirito, a seconda dei casi e delle occasioni. Un non celato risentimento verso un ambiente non alieno da una buona dose di scetticismo preconcetto ha posto radici addolorate nell’animo della Poli, senza tuttavia intaccarne gli entusiasmi, le ribellioni, gli orgogli spinto fino ad un ribelle e dunque simpatico emergere di giovanili e sfrontate presunzioni.

Non è certo stato per noi facile penetrare in questo groviglio di pulsioni, di sentimenti, di cose da sfiorare con tatto o invece da recuperare con slancio preoccupato e con affettuose “violenze”. Non è stato facile riportare serenità ed equilibrio, tranquillità e concretezza, laddove era tutto un moltiplicarsi di incendi, di ricordi accavallati, come accavallate una sull’altra erano le tele di grande intensità creativa o brandelli di affascinante ricerca, riaffioranti dagli angoli scuri della memoria. Se il compito non è stato semplice, il risultato sembra tuttavia confortante. Oggi, e per la prima volta, sono allineate nelle sale della Galleria Comunale le tele, le grafiche, le sculture di un’artista di grande talento, attraversate dalla mirabile lettura critica di Raffaele De Grada cui voglio esprimere qui quella stessa ammirazione e riconoscenza che mi attrassero a lui vent’anni fa, quando, e non solo come critico, ero proprio un ragazzo”.

Giorgio Cortenova

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1946 – UNO SCORCIO DEL MINCIO

 

Ebe Poli (S. Giovanni Lupatoto 1901 – Verona 1993). Pittrice e grafica è nata a San Giovanni Lupatoto (Vr), nel 1901 ed ha vissuto a Verona fino al 1993. Compiuti gli studi umanistici, si è dedicata totalmente, per naturale vocazione, all’arte. Le affermazioni a Venezia “Ca Pesaro, Bevilacqua la Masa”, la collocano sul piano Nazionale ed Internazionale e all’attenzione della Critica più qualificata. Alle Biennali Internazionali di Venezia, alla XXII vince il Concorso sul tema: “Celebrare Venezia” e, alla XXV Biennale Internazionale veneziana, la sua opera “Orti a Torcello” ottiene il premio acquisto del Presidente della Repubblica. Ebe Poli è stata presente a tutte le Quadriennali di Roma dal 1939: III, IV, V, VI, VII, VIII, IX. Ha partecipato ininterrottamente alle più importanti Esposizioni Nazionali ed Internazionali e all’Estero dove ha conseguito significativi premi, che confermano la sua maturità e personalità d’artista, realizzato più di 300 mostre collettive e personali. Sue opere spresso Musei e Collezioni di Stato in Italia e all’Estero e presso raccolte private.

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1948 – PORTICCIOLO DEL GARDA

Mostre collettive all’estero: Parigi – Louvre, Bruxelles, Cairo, Tripoli, Tunisi, Teheran, Graz, Ljublijana, Clermont – Ferrand, Cannes, Vichy, Mosca, Berlino, S. Marino, Beyrut, Mosca – Museo Puskin, S. Pietroburgo – Hermitage, Ibiza, Palma De Majorca, Barcellona, Madrid, Stoccolma, Tokyo, Sydney.

Mostre personali: Verona, Milano, Venezia, Roma, Cremona, Parigi, Stoccolma, le più recenti a Verona “Galleria Mondadori” 1973, Milano galleria “Gian Ferrari” 1973, Venezia galleria “Venezia Viva” 1974, Cortina D’Ampezzo “Circolo Artistico” 1974, Verona Palazzo Forti 1984, Verona “antologica nel ricordo di Ebe Poli” Palazzo della Ragione 2009, Torri del Benaco “antologica di Ebe Poli” Castello Scaligero 2010.

Principali riconoscimenti: Premio per la Pittura del Ministero della Pubblica Istruzione, al Concorso per la pittura, indetto dallo stesso Ministero P.I.. Premio acquisto del Presidente della Repubblica alla XXV – Biennale internazionale di Venezia. Primo premio Internazionale Bolzano. Primo premio ex aequo Nazionale città di Caorle. Primo premio Nazionale Bolzano. Primo premio città di Riolo Terme. Primo premio ex aequo S. Anna d’Alfaedo. Primo premio Blasi. Primo premio Lido delle Nazioni. Premio Gardone. Premio Rusconi Varese. Premio del Comune di Verona. Premio alla XX Biennale di Milano, alla Nazionale a Suzzara, al “Michetti”. Premio di selezione al Concorso A.S.C.O.M. Milano e nella rosa degli artisti scelti per il 1º premio. Premio alla Nazionale Giorgione, alla città di Thiene, premio Broni (Pavia), alla Biennale di Verona, al Premio Iseo, premio Tenno, al grande prix Internazionale, ed altri.

 

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1950 – MATERNITA’

Ad Ebe Poli è stata dedicata una vasta e qualificata bibliografia con saggi, recensioni, R.A.I. T.V. enciclopedie e pubblicazioni d’arte a carattere nazionale ed internazionale fra cui: Le Arti, Milano, Grazia Ed. Mondadori, Nice – Matin, Cannes 1969. Le “Arti” Rivista, Milano 1950 – 1970, “Vent’anni di Arti figurative nel mondo”. Enciclopedia degli Artisti Ed. Garzanti Milano, Artisti Moderni Kaisserlim 1960 Firenze, Guida all’arte Italiana Ed. Europa 1966, La Peinture contemporainne Paris ed. Milano, Internationales Kunst Adressbuch Edizione Auscenbusch Berlin 1968, Artisti Italiani Contemporanei Ed. Gente Torino, Enciclopedia Universale S.E.D.A. 1969 – 70 Milano. Pittura Italiana 1970 Ed. Grafiche Rosio Milano, L’Arte nel mondo ed. Torino 1970, Enciclopedia Universale II ed. I.D.A.F. Milano, Fine Art in Italy 1971 Ed. F. Europa Milano, Catalogo della Grafica n. 1 – 2 – 3 – 4, Bolaffi Editore Torino, Annuario degli Artisti visivi Ed. Seletecnica Milano, Annuaria Artisti Veneti Ed. Rizzoli 1974 Milano. La Comunicazione emotiva Ed. Milano, Catalogo Arte Moderna n. 8 Ed. Bolaffi Torino.

La documentazione completa dell’attività dell’artista è presso l’Archivio Storico della Biennale Internazionale di Venezia.

Bibliografia essenziale: 2009 – “Ebe Poli” (libro antologico di 200 pagine e 240 opere), Edizioni dell’Aurora, Verona.

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