SAN BENEDETTO PO – LA GRANDE TRADIZIONE POLITICA

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di G.Baratti

Il Centro Studi di Cultura e Formazione Politica “Gino Scevarolli” organizza con il patrocinio di CGIL/CAMERA DEL LAVORO, P.S.I. Federazione di Mantova e il Comune di San Benedetto Po, mercoledì 24 febbraio nella Sala Consiliare piazza Teofilo Folengo, 22, il convegno in ricordo del medico di Portiolo, Romeo Romei a cent’anni dalla sua scomparsa e del politico e criminologo Enrico Ferri, a cento sessant’anni dalla sua nascita, dal titolo “La grande tradizione politica, umanistica e sociale di San Benedetto Po e della sua gente da Romeo Romei ad Enrico Ferri ed attraverso l’intero arco del Novecento”.

A partire dalle ore 20.00 – Film RAITV “Il filo del lavoro: Enrico Ferri”, testo e regia di Fausto Bertolini Ferri uomo della Bassa” – “Con voce acuita di bufera: Enrico Ferri e Giovanni Pascoli” nel commento di Fausto Bertolini.

Alle ore 20.45 – Indirizzi di saluto di Marco Giavazzi, sindaco di San Benedetto Po, e di Paolo Ceriani, del Centro Studi Gino Scevarolli.

Ore 21.00 – “Memoria di un grande medico socialista, Romeo Romei” Marco Collini, presidente dell’Ordine dei Medici della Provincia di Mantova e Nando Odescalchi, direttore de’ “L’ALMANACCO – rassegna di studi storici e di ricerca sulla società contemporanea”

Ore 21.30 – “Per un grato ricordo rivolto ai sindaci socialisti di San Benedetto Po della seconda metà del Novecento: Evaristo Bulgarelli – Bruno Vezzani – Danilo Remo Mondadori – Franco Bertellinirelatori Nanni Rossi e Maurizio Uberti del Centro Studi Scevarolli

Alle 21.45 – Conclusioni di Carlo Tognoli, già Sindaco di Milano dal 1976 al 1986.

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Romeo Romei nasce a Castelnovo ne’ Monti il 25 settembre 1854. Si laurea in medicina e ottiene il ruolo di medito condotto a Portiolo,frazione di San Benedetto Po, dove vivrà gran parte della sua vita, dedicandosi ad un’opera di apostolato socialista fra le classi più povere della campagna mantovana. Permise agli abitanti di Portiolo di accedere a condizioni di vita più salubri e ai lavoratori di tutto il mantovano di progredire sul lungo cammino dei diritti sociali. Per oltre quarant’anni promosse in prima persona la cultura dell’associazionismo, della cooperazione, della solidarietà tra le lavoratrici ed i lavoratori delle campagne della Valle Padana per il loro riscatto civile e morale. Nel 1915, colpito da una grave malattia, torna a Castelnovo ne’ Monti. Muore a Portiolo il 28 gennaio del 1916, nella sede della Società di Mutuo Soccorso che lui stesso aveva fondato.

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Enrico Ferri – di origini modeste, nasce a San Benedetto Po il 25 febbraio 1856; è stato un politico, scrittore, giornalista, criminologo, direttore del quotidiano Avanti! e segretario del partito PSI. E’ stato allievo di Cesare Lombroso e con lui ha fondato l’indirizzo positivista, proponendo l’adozione del metodo positivo sperimentale proprio delle scienze naturali, determinando una rottura epistemologica nelle scienze criminali. Nella veste di avvocato, Ferri ha partecipato a numerosi processi celebri, tra cui quello di Violet Gibson (l’attentatrice di Benito Mussolini) nel 1927, fino all’ultima arringa, nel processo a Vincenzo Saponaro del 1928. Con la difesa, nel 1886, dei contadini mantovani nel processo per il moto noto come La Boje (Passaniti, in Processo penale e opinione pubblica, 2008), Ferri «si guadagnò la fama di socialista» (Sircana 1997, p. 139). Venne eletto deputato, aderendo al Partito socialista italiano (PSI) solo nel 1893. Morì a Roma nel 1929.

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