MANTOVA – QUANDO CORRE NUVOLARI: IL FILM

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di Paolo Biondo

Tazio Nuvolari o meglio il mitico campione delle due e delle quattro ruote di Castel d’Ario diventa il protagonista di un film dedicato al suo personaggio e alle sue imprese. In questi giorni tanto Mantova, con il museo dedicato al “Nivola”, quanto la sua cittadina natale ovvero Castel d’Ario sono divenute il set ideale per la realizzazione della pellicola che avrà nel suo cast un attore di grande valore quale Alessandro Haber mentre alla direzione del ciak è stata affidata ad un regista esperto quale Tonino Zangardi.

Il Carmelino, sede del museo che raccoglie i cimeli del mitico pilota che tante emozioni ha regalato agli appassionati e agli sportivi di tutto il mondo, quindi, diventa un set. Oltre ad esso, le scene del film, per quel che concerne il territorio mantovano, saranno realizzate, ovviamente, anche a Castel d’Ario sua casa natale e nella Ronchesana dove Tazio visse fino a 18 anni, e anche nella casa di viale Piave, a Mantova, dove il campione abitò per molti anni fino alla sua morte.

Sabato 7 maggio, ad esempio, per entrare nel vivo di questa entusiasmante esperienza cinematografica in terra mantovana, nel momento in cui la troupe ha iniziato le prime riprese del film, vale a dire all’incrocio di via Giulio Romano con via Mazzini prima del fatidico “azione” si è dovuto attendere qualche istante in più del previsto.

Da un lato la curiosità dei presenti e dall’altro il vivere quotidiano della capitale italiana della cultura hanno costretto il regista e gli attori ad attendere il momento propizio per far partire le telecamere. Quando tutto è pronto, quando il traffico si ferma, finalmente Alessandro Haber insieme al nipotino può entrare religiosamente nel Museo Tazio Nuvolari, già chiesa del Carmelino, togliendosi il cappello.

Siamo nel luogo consacrato al dio delle bielle, dei pistoni, delle marmitte, dell’acceleratore e dei cofani. Era la Mille Miglia 1948 quando a Gualdo Tadino, in Umbria, Tazio dovette sbarazzarsi del cofano della sua 166 SC che non si chiudeva per correre a motore scoperto.

Il vecchio campione, 56 anni compiuti e già malato di polmoni minati da fumi e vapori di carburanti, era un fulmine a 125 chilometri all’ora quando altri problemi meccanici lo costrinsero al ritiro. O meglio, a strapparlo dal sedile del suo bolide fu il grande Enzo Ferrari dal momento che Nivola avrebbe continuato a sfrecciare come un pazzo senza parafanghi e anche senza ruote perché tanto lui volava.

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Nel film “Quando corre Nuvolari” – sugli schermi la prossima primavera, regia di Tonino Zangardi con produzione Format di Mauro Venditti – a interpretare il mantovano volante è l’attore anglo-italiano Brutius Serby; la parte della moglie di Tazio, Carolina, è di Linda Messerklinger, mentre Haber è il ragazzino che nel 1948 trovò il cofano abbandonato e lo nascose in un fienile e che, trascorsi quasi 70 anni e ormai nonno, arriva a Mantova con il nipotino per riportare la reliquia nella chiesa che accoglie il museo.

Un cenno a Padre Pio che nel 1951, a San Giovanni Rotondo, dedicò a Nuvolari un pomeriggio intero. Due anni dopo, alla vigilia della morte del marito, Carolina fu testimone della “miracolosa bilocazione” di Padre Pio che, in cappuccio e con le stigmate, stava accanto al letto di Tazio moribondo e lo benediceva con l’aspersorio.

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