Come scrive l’artista stessa del proprio operato – “I drappi di pelle sono uno dei materiali ai quali si è rivolta la mia esperienza plastica, avvolti a formare bozzoli di diverse dimensioni, luoghi protettivi della mia identità e gusci zoomorfi cui affidare una possibile rinascita, oppure intrecciati o colanti, a creare tappeti e patterns ancora sorprendentemente tesi tra organico e inorganico, (instancabile alchimista delle cose, profonda conoscitrice dell’anima della materia); un assemblage di corpi appena delineati, simili a bambole di pezza, neri”.

Prosegue la Monica Storti – “Scelgo materiali industriali spesso di scarto: pelle e gomma, plasmati ed incollati su tele di cotone o pannelli in legno, che si adattano, spesso, al luogo nel quale l’opera è allestita, sperimentando le tensioni energetiche e verificando la “resistenza” dell’ambiente rispetto all’opera che si contrae ed espande in esso. Presto attenzione ai materiali, la perizia tecnica, la raffinatezza compositiva dimostra, in ultima analisi, la persistenza e il valore del nostro made in Italy, confermando l’energia potenziale della ricerca italiana tra arte, architettura, design e moda secondo me i materiali vivono di vita propria. Creo altorilievi a parete realizzati con pelle, gomma plastica e sculture pieghettate, ondulate, mosse da onde plastiche voluttuose, ridisegno le conformazioni delle forme organiche attraverso un materiale plastico, inorganico, ready-made, dando vita a strutture informali giocose ed eleganti.“
