MANTOVA – PESCA AL SILURO: UN APPELLO DEL PARCO A NON LIBERARE IN ACQUA GLI ESEMPLARI CATTURATI

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Chi pesca i siluri e poi li rilascia liberi in acqua non compie una “buona azione” per il pesce, che è destinato nella maggior parte dei casi a morte certa. L’animale resta infatti indebolito da una lotta che spesso, considerate le dimensioni di molti degli esemplari presenti nei nostri laghi, dura parecchio tempo e, inoltre, la tecnica per liberarlo dall’amo è cruenta e richiede l’ausilio di un uncino che penetra nelle carni del pesce a volte in modo letale. E chi pesca i siluri e non li asporta dall’acqua compie anche un reato, come indicato chiaramente  nei regolamenti per l’esercizio della pesca.

Anche nella giornata di oggi il recupero di una carcassa andata alla deriva a porto Catena ha richiesto il ricorso a mezzi e mobilitazione di persone della polizia locale.

Il Parco del Mincio, perciò, ricorda a tutti coloro che si cimentano con la pesca al siluro, che il Parco è attrezzato per far intervenire, nell’arco massimo di due ore, una ditta specializzata che ha incaricato del compito di  asportare le carcasse dei siluri pescati. Per poterlo fare però,  i pesci devono essere portati sulla terraferma.

Chiunque lo faccia potrà chiamare la Vigilanza dell’ente Parco (348 3502574 o al mattino 0376 391550 int. 33) comunicando il punto esatto del luogo dove è richiesto l’intervento di rimozione. Ma se l’esemplare viene rimesso in acqua il recupero si rende impossibile e l’animale in ogni caso non si salverà.

Scopo dell’attività è proprio quello di conservare e incrementare la presenza delle specie “nostrane” nelle acque del Mincio, sempre più minacciate da un mix di fattori, tutti legati al comportamento umano e deleteri per la loro sopravvivenza e tra questi, oltre all’apporto di inquinanti e limi e il bracconaggio, anche indubbiamente il dilagare di predatori alloctoni come il siluro. Numerose specie autoctone di pesci del fiume Mincio si sono così rarefatte che sopravvivono quasi solo nei ricordi degli anziani pescatori. Ma le specie tipiche qui presenti da tempi remoti, sono anelli fondamentali nei cicli vitali dell’ambiente fluviale e simboli della biodiversità.

Proprio per questo il Parco del Mincio ha completato, con fondi ottenuti da progetti, interventi di realizzazione di ambienti idonei alla riproduzione di specie ittiche di importanza comunitaria come il luccio italico, ecotipo in via di estinzione, o il persico reale e in alcuni tratti del Mincio e dei canali principali ha inserito lettiere mobili di ghiaia, funzionali a replicare gli ambienti ideali per la frega, uno dei momenti più delicati della riproduzione e a proteggere le lettiere con fascine di legname per impedire proprio gli attacchi dei predatori.

I risultati attesi riguardano l’incremento della biodiversità della fauna ittica, nelle valli e nei laghi, la protezione della fauna ittica endemica e la riduzione della predazione da parte di specie invasive.

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