STRADELLA DI BIGARELLO – SEMPLICEMENTE DONNA: L’ARTE DI MARISOL SOLIMANO SUL MONDO AL FEMMINILE

27 NOVEMBRE – 31 DICEMBRE 2017

Inaugurazione: lunedì 27 novembre ore 20.00

“SEMPLICEMENTE DONNA”, questo è il titolo della personale di Marisol Solimano che sarà allestita a Stradella di Bigarello (Mn) e nello specifico nelle sale dell’Osteria 2 di Moreno Sgarbi. La mostra, che prende spunto da un progetto artistico creato dalla pittrice veronese dedicato “alla lotta e prevenzione del tumore al seno”, sarà inaugurata lunedì 27 novembre alle 20 e rimarrà aperta sino al 31 dicembre 2017.

Le varie opere esposte vogliono essere da un lato un omaggio a quella femminilità trae la sua forza ed il suo fascino da quanto interiormente una donna sa esprimere in qualsiasi momento delle sue “stagioni” e dall’altro uno stimolo a non fermarsi all’apparenza.

Il dramma fisico ed ancor più psicologico che sono chiamate a superare le donne vittime del tumore al seno è un momento della vita assai difficile. Una fase che potrebbe trovare motivi di stimolo se al loro fianco vi sono persone capaci di far comprendere loro che la menomazione patita nulla toglie appunto alla loro femminilità.

Marisol, già protagonista nel locale mantovano di una personale con denominatore comune il variegato e sensibile mondo femminile, ha cercato con queste sue opere di raccontare, da un punto d’osservazione del tutto particolare, come una donna disponga di molteplici risorse, soprattutto interiori, per essere sempre e comunque protagonista della propria quotidianità e dell’essere punto di riferimento nell’ambito della famiglia e della comunità.

Scrive Giuseppe Donghi – “Marisol fin da piccola dimostrava a tutti di avere dentro se tutte le caratteristiche e le doti per diventare l’artista che oggi possiamo ammirare attraverso le sue opere. Da adolescente frequenta un corso per far amare l’arte ai bambini con il Dott. Guido Bianchi avvicinandosi così alla musica, pittura, recitazione e alla danza. Seguono due corsi, il primo col Maestro Piccinato, paesaggista pacato dalle tinte morbide e quasi trasparenti. Il secondo corso  col Maestro Patuzzo, artista vigoroso, geniale che si esprime con diverse tecniche. Marisol trova nel Maestro  Patuzzo la sua prima vera formazione artistica e la passione x i colori brillanti, la fermezza del tratto e la volontà di indagare le forme facendole proprie. Nasce così in Marisol il desiderio di intraprendere l’indirizzo artistico ma che viene subito bocciato  dal padre. Lei, per non recare dispiacere ed evitare discussioni, rinuncia al suo sogno più grande, una rinuncia che le porterà amarezza e rimpianti per tutta la vita.

Nel 2008 Marisol è delusa del percorso della sua vita, non sopporta più i ritmi frenetici di questo ingranaggio diventato troppo grande e faticoso per lei. Si sente soffocare,  è smarrita, ha bisogno di una pausa di riflessione, non è riuscita a realizzare il suo sogno, tutto questo la fa sentire sola dentro, la spaventa. La depressione prende il sopravvento e la fa precipitare sempre più in un’altra dimensione, si chiude in se stessa, si isola da tutto e da tutti . Le fa paura il mondo, il suo sogno non è stato realizzato ed ora più che mai sembra irraggiungibile. Vive questo periodo come in fondo ad un pozzo dalle pareti alte e scivolose dove è impossibile risalire per vedere la luce ed assaporare il profumo dell’aria  a primavera.

Fino a che un giorno aggrappandosi  alle poche forze rimaste decide di andare  in soffitta per liberarsi di tutte le cose accumulate in tanti anni e che non hanno più senso per  Marisol .. anzi diventano come una sorta di zavorra inutile, insignificante che la tengono legata ad un passato che non le appartiene più. Fra tutti questi oggetti impolverati le cade l’occhio sul cavalletto e sulla vecchia cassetta dei colori. La apre, i tubetti sono duri, sgualciti, forse inutili e senza vita, esattamente come il cuore, l’animo e la mente di Marisol. Toccandoli, osservandoli comincia a rivivere e ricordare tutta la sua vita, al suo sogno inseguito e mai raggiunto. Piange a lungo e tutto sembra crollare intorno a lei, ma le lacrime non sono mai vane e molte volte servono a scuoterci, ad insegnarci che forse è giunta l’ora di trovare una via d’uscita, cercare nuove vie per  scappare da questo isolamento che ci soffoca e non  permette di guardarci dentro, di porci delle domande e di riscoprire la nostra vera identità. È un periodo veramente difficile per Marisol ma quel pianto e tutte le lacrime versate le hanno permesso di rimettersi in piedi, risalire dal profondo pozzo in cui era caduta da  troppo tempo;  rivede la luce, sente il suo cuore e la sua interiorità  gridare, urlare al mondo la voglia di ritornare a vivere con tutte le sue forze, quelle forze di chi ora sa cosa vuole, ma soprattutto sente  il desiderio di inseguire finalmente quel sogno soffocato per troppi anni.

Marisol ricompera i colori e ricomincia a dipingere, il suo primo piccolo dipinto è un teschio attorniato da altri piccoli teschi colorati, visti da varie angolazioni , il tutto su uno sfondo color arancione. Con questo dipinto inconsapevolmente ci racconta di quanto gli siano mancate le cose belle come l’arte, la poesia, la musica, indiscusse medicine dell’anima e questo dipinto con i colori accesi ci dice che è il primo segnale, la prima nota di colore, la prima vera luce che Marisol intravede dopo tanti anni bui trascorsi in fondo ad un pozzo ad inseguire sogni mai realizzati e che ora finalmente forte della voglia di celebrare la sua nuova vita può dare libero sfogo al suo “se” regalandoci opere d’arte cariche di amore, di vita e libertà.

Marisol è assetata dalla voglia di capire, è curiosa di imparare tutti i segreti del saper dipingere, frequenta mostre, eventi culturali ma il disegno, le tecniche pittoriche rimangono ancora  inesplorate dai troppi anni senza dipingere.

Nella sua continua ricerca nel 2011 su facebook scopre un artista ed incomincia a seguirlo attratta dal suo operato e dalla sua lunga esperienza nel campo artistico. Quell’artista sono io e per raccontare tutto quello che è successo dal 2011 ad oggi preferisco che sia Marisol a raccontarlo, tratto da una pagina del suo diario che gentilmente mi ha concesso di leggere e renderlo pubblico.

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“ Nel 2011 conosco su FB il Maestro Donghi Giuseppe, che scoprirò in seguito, essere un grande Artista. Si instaura subito una bella amicizia online che cresce giorno dopo giorno. Non saprei come definirla: meravigliosa, autentica, profonda, e senza secondi fini da ambo le parti. Insomma un’amicizia grande e vera. Una di quelle amicizie che capitano una sola volta nella vita. Posso tranquillamente dire che è anche il mio maestro di vita. A lui devo molto non solo artisticamente ma soprattutto umanamente.  Mi prende per mano, mi insegna tantissimo, direi tutto,  con la sua grande esperienza, pazienza, tatto, sensibilità, pacatezza trasforma  la crisalide in farfalla. Un giorno, come un fulmine a ciel sereno, mi dice che “ora” posso essere “sua Allieva”. Inutile descrivere la mia commozione. Le sue critiche costruttive, anche se dure, gli incoraggiamenti, i suggerimenti per migliorare il disegno e la pennellata, il mio impegno costante, cominciano a dare i primi frutti.  I miei dipinti diventano finalmente luminosi come la mia anima. So che il mio viaggio nell’arte è lungo, sono consapevole d’essere arrivata solo alla prima tappa, non so se avrò il tempo per  raggiungere  l’ultima, il percorso è ancora in salita ma non mi spaventa, anzi mi stimola donandomi  serenità. Il Capitano mi ha insegnato che è più importante il viaggio  della meta.  Sono pienamente d’accordo” 

Oggi Marisol Solimano è una grande artista ed accompagnarla in questo splendido viaggio alla scoperta del suo “se” e delle sue enormi capacità artistiche è stato per me una grande soddisfazione sia in campo artistico che affettivo … perché prima di tutto l’Arte nasce dentro noi … dobbiamo solo capire quale sia il percorso da seguire par fare si che dal profondo di ognuno di noi i nostri sentimenti e le passioni si trasformino in opere d’Arte. Opere visibili a tutti e che non sono altro che la voce, la vita, l’interiorità dell’Autore.

(Paolo Biondo)

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