CASTEL D’ARIO – CASA MUSEO SARTORI: PRESENTAZIONE DEL LIBRO di DAVIDE MARIA CAGNATA “CASTLÀR. LA LINGUA”

Cagnata - castlàrVerrà presentato domenica 17 dicembre, alle 16.30, nella sala conferenze di Casa Museo Sartori di Castel d’Ario – Via XX Settembre 11/15 (Mn), il libro dal titolo “Castlár – La lingua” scritto da Davide Maria Cagnata e pubblicato da Arianna Sartori Editore. 

All’appuntamento che si colloca all’interno di un progetto artistico culturale che punta a valorizzare uno degli aspetti più radicati nella quotidianità casteldariese, presenzieranno per l’occasione Sandro Correzzola, ex sindaco di Castel d’Ario, e lo studioso del dialetto Angelo Lamberti.

La tradizione popolare, quella collegata alla parlata tipica locale dispone ancora oggi di un fascino che sa toccare le corde emozionali anche delle nuove generazioni e soprattutto fornisce stimoli per una costante contaminazione con culture e stili di vita diversi.

Salvaguardare, valorizzare e promuovere uno degli elementi che caratterizzano il vivere quotidiano di una comunità è un impegno che l’autore da tempo persegue. Egli è convinto più che mai che la “lingua” casteldariese, come le altre “lingue” che si parlano nel mantovano, restando semplicemente nell’ambito del vernacolo puro, meriti di essere conosciuta e parlata al pari dell’italiano.

Il dialetto, per sua natura e struttura risente delle diverse intonazioni o diverse terminologie che si attribuiscono ad ogni oggetto o azione compiuta. Per questi motivi l’esperto Davide Maria Cagnata ha compiuto un paziente lavoro di ricerca che si è poi tradotto in questo volume che raccoglie: modi di dire, detti, proverbi e filastrocche nel più genuino del parlar casteldariese. Inoltre, per far sì che la pubblicazione possa varcare anche i confini locali è stato inserito un semplice, ma quanto simpatico vocabolario che raccoglie molti vocaboli che sono accompagnati dalla traduzione e relativo significato.

Attraverso questo percorso l’autore ha evidenziato come le persone di Castlàr (Castel d’Ario) siano sempre state irriverenti, ribelli, pungenti, beffarde, sarcastiche, irrispettose, impertinenti, sfacciate, sfrontate, impudenti, caustiche, maligne. Così è sempre stata anche la loro lingua.

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Scopo di questo testo – sottolinea Davide Maria Cagnata – è salvare quanto possibile di un patrimonio culturale in via di estinzione, poiché una lingua che non viene parlata è destinata a dissolversi. Non sono stati inclusi vocaboli, modi di dire, proverbi e altro materiale presenti anche in italiano, o molto simili. Niente è meno oggettivo di un idioma: molti non saranno d’accordo con i termini usati, le definizioni, gli esempi, i significati, le varie versioni, e individueranno molti vocaboli, modi di dire e proverbi mancanti, ma dopo 25 anni di raccolta del materiale era doveroso porre un limite a questa operazione che potrebbe proseguire all’infinito. Si è cercato di dare un’immagine vera di quanto sia vibrante, sanguigna, umorale, spietata questa parlata, si è perciò scelto di inserirvi tutto a parte le espressioni blasfeme. Si astenga quindi dalla lettura chi è infastidito dalle cosiddette parolacce, di cui questo libro, come questa lingua, sono pieni. Per quanto riguarda l’ortografia, ogni problema è stato affrontato considerando soprattutto un criterio: cercare di rendere la lettura agevole non solo a chi conosce già la lingua, ma possibilmente anche a chi la affrontasse per la prima volta”.

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Davide Maria Cagnata è nato nel 1955 a Castel d’Ario dove vive. Laureato in Giurisprudenza all’Università di Bologna.

Ha curato l’edizione dell’opera omnia di Don Doride Bertoldi del 1985 sotto la supervisione di Emilio Faccioli.

È stato Giudice Conciliatore del Comune di Castel d’Ario dal 1982 al 1988.

È stato Difensore Civico del Comune di Castel d’Ario dal 1998 al 2014.

Si è occupato di musica facendo parte di molti gruppi musicali e ha pubblicato alcuni CD.

Ha scritto e pubblicato un’opera musicale in due CD che è stata poi rappresentata da una compagnia di 19 elementi nel Castello di Montorio, nel Castello di Valeggio, nella Rocca di Peschiera, nel Teatro Astra di San Giovanni Lupatoto e a Brescia, interpretando il ruolo del protagonista.

Attualmente insegna Diritto ed Economia Politica nelle scuole superiori.

di A. Paolo Biondo

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