MANERBA D/ GARDA – INTERVISTA ALL’ARTISTA MONICA STORTI CREATRICE DELLE FASHION DOLLS

Creare bambole è una passione che sta arrivando direttamente da fuori i confini italiani, chi crea questi oggetti a metà tra il gioco e il prodotto di design sono le dollmakers. Mincio&Dintorni ha avuto la possibilità di incontrare Monica Storti, artista di origini mantovane ed ora residente a Manerba del Garda. Dopo aver sperimentato con diversi stili artistici, ha trovato la propria dimensione dando vita alle dolls che presto proporrà in un catalogo ad edizione limitata e che le hanno permesso di diventare collaboratrice di una rivista quotata del settore…

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Quando è nata la passione per le bambole di pezza?

Tutto nasce dalla bambola Barbie,  la madre di tutte le Fashion Dolls, il  gioco di riferimento dell’infanzia.  Mia nonna paterna faceva la sarta e creava per me molti abitini sfiziosi, come se fossi la sua bambola e dato che era divertente anche per me fare la modella, ho voluto imparare da lei ad usare la macchina da cucire, approcciandomi alla creazione di abitini per bambole.Si partiva dall’oggetto nudo e si ‘giocava’ creando un nuovo look, un nuovo mondo. Nel tempo è diventato una forma di artigianato molto alto, che implica un uso di tecniche e materiali diversi tra loro e difficili, un’esigenza di libertà creativa frustrata nel momento in cui Barbie stessa è divenuta icona intoccabile, rinchiudendosi in uno steccato di canoni estetici e sociali che non si possono più mettere in discussione. Ecco allora che devono nascere nuovi oggetti su cui liberare la propria immaginazione.

Nella mia collezione ho anche bambole con diversi colori di pelle, sfumature di senso tra i vari pezzi e un progetto di base perfetto per la customizzazione. Nella realizzazione della mia bambola, volevo un oggetto di valore decorativo, una scultura posabile, ma al contempo perfettamente giocabile.  Le bambole mi  ricordano l’infanzia. Sarà che la loro semplicità ha il gusto genuino dei giochi dei bambini, sarà che forse non si cresce mai veramente, ma le bambole soprattutto quelle di pezza hanno la facoltà di riportarci indietro nel tempo.

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Dopo tanti sacrifici arriva la soddisfazione. Parlaci di questa esperienza con la rivista che ti vedrà protagonista…

È nato tutto per gioco. Dopo l’invio di alcune foto delle mie  bambole, alcune di loro sono state scelte come inedite e molto apprezzate. La responsabile, la Signora Mirella, ha quindi deciso  di pubblicarle. E la collaborazione continuerà per almeno tutto il 2019. Abbiamo creato una sinergia lavorativa con la rivista Cucito Creativo ed alcune delle mie bambole, nei prossimi mesi, a partire da gennaio, verranno pubblicate con foto, cartamodelli degli outfit e spiegazioni ben dettagliate, perfette per chi vuole cimentarsi nel cucito creativo e creare, come nel mio caso, bambole di tessuto, molto artistiche, ideali per il gioco dei bimbi o per chi vuole collezionarle. Lumina Edizioni dal 2003 pubblica riviste e libri che propongono, illustrano e sviluppano gli “hobby creativi”. L’obiettivo di Lumina è di cogliere e diffondere la creatività nel fai da te, rendere accessibili e realizzabili le nuove proposte e fornire una guida valida per creare e  divertirsi! Inoltre si favorisce l’incontro con le Autrici attraverso eventi all’interno delle maggiori manifestazioni fieristiche di settore e laboratori creativi, tipo ABILMENTE a Vicenza, CREATTIVA a Bergamo, MONDO DONNA a Trento, FANTASY & HOBBY a Genova.

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Per te cosa vuol dire essere una creativa e fare arte?

Definire la creatività è molto difficile, ma mi piace partire dal concetto che la creatività vuol dire creare e creare come abbiamo visto, vuol dire produrre dal nulla. Quando creiamo ci possiamo sentire dei piccoli dei. Una citazione famosa dice: “La ragione non è nulla senza l’immaginazione” (Cartesio). Per esempio, l’arte del dollmaking è l’arte di far da sé una bambola. Il dollmaking è un espressione artistica che richiede grandi capacità creative associate ad abilità manuali che coinvolgono più discipline. Psicologicamente il mio fare “arte” rappresenta il piacere di svelare il bello che si cela dietro alla maschera quotidiana della  personalità, lo scoprire il proprio IO, la capacità produttiva con cui manifesto tutta la mia inquietudine  o la mia gioia per la vita.

Di tutte le esperienze artistiche che hai avuto, raccontaci quella che ti ha segnata maggiormente.

Sarebbe riduttivo parlare di esperienze artistiche  per compartimenti stagni, in quanto la mia creatività fluisce continuamente da una parte all’altra dei miei mondi, così da regalare diverse visioni della mia vita  e oggetti artistici da toccare con mano, dai quali farsi vezzeggiare e decorare. Nel mio mondo creativo, il cucito creativo, con le mie “Avatar fashion dolls”, la cartapesta, gli intrecci di pelle sulla tela,  la fanno da padroni. Ed è stato proprio il cucito creativo a dare vita naturalmente alla sezione “Avatar”, il mondo che forse amo di più, che comprende bambole romantiche, o selvagge, oppure anni 30, di varie forme  e colori, ago e filo, con il loro tocco personale di originalità. Ho creato anche luxury dolls, che rievocano le passerelle degli stilisti famosi, indossando capi in miniatura, rivisitati da me, creati con tessuti di pregio. Anche il trucco è molto fashion ed esclusivo. Negli ultimi anni l’attenzione nei confronti delle bambole è aumentata notevolmente, le persone hanno riscoperto la genuinità e la bellezza delle bambole in tessuto.

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Non resterai di certo con le mani in mano in questi giorni. Dicci di più sui tuoi progetti futuri…

Fra i progetti che ho nel cassetto, sicuramente c’è quello di creare una mia linea personale di bambole, numerate e catalogate: le Avatar fashion dolls, con la collaborazione di uno stilista conosciuto ed un fotografo pazzesco toscano, Fabrizio Gatta, di Viareggio, unendo arte, moda, stilista, fotografo in un unico progetto, tutto italiano. Inoltre,  dato che le bambole sono oggetto di mostre molto apprezzate, vorrei partecipare appunto ad alcune mostre artigianali nel nord Italia. Lo sguardo delle bambole suscita delle emozioni, la bambolina sembra “viva” e risveglia una magia dentro le persone che la guardano, portando indietro nel tempo, quando tutto era semplice e spensierato, come se le Avatar fashion dolls avessero un’anima. Inoltre mi è stato chiesto di creare una tipologia di bambole ideali come regalo per matrimoni, battesimi cresime e comunioni, una specie di grande bomboniera, personalizzata e customizzata nei minimi dettagli.

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Oggi le bambole di pezza sono al centro di riflessioni e approcci pedagogici. Le bambole di pezza vanno bene per i bimbi di tutte le età (ovviamente sia per maschietti che per le femminucce). E allenano all’empatia.

Differenti nei materiali e particolari nello stile, sono utilizzate anche come terapia per alcuni disturbi comportamentali, per esempio l’aggressività, l’ansia, l’apatia. Ma esistono anche bambole di pezza per curare ansia e Alzheimer. La bambola di pezza è utilizzata per alcune terapie dei disturbi del comportamento anche in età adulta. Un uso classico è la cura dell’Alzheimer. Uno dei benefici della terapia della bambola è una riduzione degli eccessi di ira e degli stati d’ansia. Concentrare l’attenzione sulla bambola e curarla con dolcezza e affetto sono fattori che aiutano l’anziano malato a rilassarsi e hanno ripercussioni positive anche sull’alternanza sonno-veglia, limitando l’insonnia. Ecco perché vorrei creare una sorta di collaborazione con un centro anziani a cui dedicare la creazione di bambole speciali, che donino amore e tranquillità a chi ne ha bisogno.

Mendes Biondo

(foto di Monica Storti)

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